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    Ordinaria follia

    Posted on giovedì 27 marzo 2008

    Riceviamo e pubblichiamo:

    "Ieri all’Aquila, una mattina di ordinaria follia. Ore 10.30. Riesco a fatica a parcheggiare in zona Sanatrix, una gran fortuna perché trovare parcheggio in città è quasi impossibile. Certo potevo trovare posto nelle strisce blu,  a pagamento, o utilizzare il megaparcheggio, ma per chi ha un reddito basso e deve andare tutti i giorni al centro la spesa conseguente sarebbe insopportabile. Pure mi chiedo perché al megaparcheggio non abbassano le tariffe: è sempre così vuoto!  Un altro mistero aquilano…

    Ma andiamo oltre. Vado verso la Fontana Luminosa. Fino al Grand Hotel è una piacevole passeggiata, poi inizia la lotta quotidiana con il traffico selvaggio e non regolato.  Dal Massimo in su, macchine in doppia fila ovunque, alcune con lampeggiante inserito. Mi infilo sotto i portici del Massimo per evitare le strettoie, ma un grosso furgone bianco impedisce di accedere alle scale della Madonnina…devo tornare indietro perché le macchine in doppia fila chiudono ogni varco.

    Riprovo, in qualche modo passo, fino alla Standa  vado bene, grazie ai portici.  Poi  la strettoia di Rauco, un telonato blu mi appesta di gas di scarico mentre rifornisce qualche negozio a motore acceso; craggiungo Mazzitti, ma i lavori a Bankitalia mi espellono di nuovo dai Portici, doppia fila selvaggia ovunque, sempre di più fino alla Piazza. Un autobus non riesce a svoltare per i soliti imbecilli che parcheggiano a cavolo davanti alla BNL, poi riesce a passare, dribbla tre, quattro macchine in doppia fila a destra e sinistra, ma si deve arrendere e fermarsi per un grosso furgone rosso di un corriere che scarica scarpe, in tripla fila,  e non ha alcuna intenzione di muoversi….

    Nessun vigile, nessuna regola, nessun rispetto degli orari di carico e scarico merci.

    In Piazza il far west, macchine in divieto ovunque, sotto i portici ancora peggio.  Sbrigo le mie faccende e dopo due ore torno alla Sanatrix, dove ho parcheggiato. Sono le 12.30. Stesse scene di prima. Doppie e triple file, lampeggianti, furgonati, smog, bus bloccati, nessun vigile, pedoni rassegnati che sembrano sciatori di slalom.  Pioveva pure, poveri vigili, non si può mica pretendere che prendano freddo…

    L’Aquila non è una città che guarda alle ridenti cittadine belghe o francesi o trentine. L’Aquila è un suk arabo, una Torre Annunziata nostrana, un paesotto di provincia. Ne ha assunto purtroppo anche l’aspetto."

    lettera firmata

    MpL Comunicazione @ 23:59
    Filed under: News MpL

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