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    O si scia, oppure ?

    Posted on lunedì 24 marzo 2008

    All’Aquila il turismo è uguale a neve. O si scia o si scia. La "troppa" neve ed il maltempo – con la conseguente chiusura degli impianti – hanno dato il colpo di grazia al turismo pasquale. All’Aquila non esiste un’offerta turistica alternativa che sappia far apprezzare le bellezze della città, dei borghi e della montagna in caso di maltempo e/o ad un pubblico maggiormente diversificato.  Il pienone pasquale, causa maltempo, è durato solo due giorni e non è tale da raddrizzare una stagione disastrata e disastrosa. Come ogni anno è iniziato lo scaricabarile tra i troppi enti che dovrebbero occuparsi della promozione turistica (buoni solo a fare annunci e convegni). La Confindustria ha fatto sull’argomento buone proposte, non nuove ma comunque valide considerato che nessuno si è ancora preso la briga di realizzarle. Eppure le idee immediatamente percorribili ci sono, per rimettere in moto il sistema turistico montano. Occorre  semplificare le procedure burocratiche per l’ambiente: procedure astruse e complicatissime. La Regione deve dotarsi di regolamenti che tutelino il paesaggio, e che diano al contempo risposte immediate ai progetti presentati. Molto spesso gli imprenditori sono scoraggiati a continuare l’attività, e ad investire ulteriormente, perché gli stessi investimenti diventano infruttuosi. Mancano le infrastrutture ed i servizi al turista, manca la cultura dell’accoglienza (pensate che oggi i turisti in giro per il centro dell’Aquila lamentavano anche la mancanza di cose elementari come toilettes, depositi baagli e collegamenti con visite guidate ai siti archeologici). 
    Occorre il rifinanziamento della legge 140, con la creazione di un fondo rotativo per l’accesso al credito con l’ausilio degli enti strumentali regionali. Ulteriori iniziative sono necessarie per le aree interne, particolarmente svantaggiate: ad es, occorre garantire l’assistenza sanitaria 24 ore su 24 anche nei centri più isolati, altrimenti la gente non arriverà e non resterà, se per raggiungere il più vicino presidio sanitario occorre più di un’ora. Occorre svincolare l’offerta turistica dalla presenza della neve e dalle bizze del tempo.  Basta copiare quel che si fa sulle Alpi ed in Francia, dove i borghi montani offrono servizi ed iniziative pure al turista non sciatore e pure in caso di maltempo, quando le piste sono chiuse. Siamo almeno cinquant’anni indietro, ed occorre recuperare. Avevamo sperato in Cialente, ma la speranza è stata vana. Come prima, peggio di prima. L’Aquila, tutto chiuso…

    MpL Comunicazione @ 10:40
    Filed under: News MpL

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