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    Nuovi barbari

    Posted on domenica 1 giugno 2008

    Credo, da cittadino prima che giornalista a cui tocca il ruolo di testimone di quanto avviene nella nostra società, che debba suscitare allarne, oltre che indignazione, l’episodio del preside della facoltà di Lettere della Università. La Sapienza “aggredito e minacciato da un centinaio di studenti”, come ha riferito il Corriere della Sera. Sempre da questa qualificata fonte ho anche appreso che il preside, il professor Stefano Pescosolido, è stato “sequestrato dai collettivi di sinistra” per circa venti minuti, insieme ad un collega e a due segretarie. Per liberarlo dall’assedio degli studenti, che dovrebbero essere, lo dico per inciso, la futura classe dirigente di questo paese, impegnati anche in tentativi di sfondare la porta, oltre che a gridare insulti e minacce, anche gravissime, sono arrivati una ventina di agenti, rigorosamente in borghese perché sembra che in quel posto, dove si dovrebbero formare i nostri giovani, le divise non sianogradite, che hanno “liberato” gli ostaggi che sono stati fatti poi uscire dall’Ateneo attraverso una via secondaria. Qui però qualcosa, sempre guardando la vicenda da cittadino, non mi torna e mi impone una domanda: perché quegli agenti, invece di scortare il preside e gli altri, non hanno allontanato, dopo averli identificati, gli aggressori? Se c’era qualcuno da portare via non erano certo gli aggrediti, come è avvenuto. Cosa devo pensare? Che sono comportamenti leciti quelli messi in atto dagli studenti? Basta usare la parola “antifascismo”, in quell’ambiente, che tutto diventa se non lecito, quantomeno comprensibile e quindi ammissibile? Oppure la verità, preoccupante, è che si sta preparando una nuova deriva di violenza sulla spinta di male interpretate e peggio usate ideologie, peraltro condannate dalla storia? Non è argomento da poco e andrebbe affrontato, a tutti i livelli. Anche quello locale. Certo i fatti sono accaduti a Roma, ma altre epoche ci hanno insegnato che i fuochi che tornano ad accendersi non vanno trascurati. Se chi li alimenta ha via libera il pericolo di devastanti incendi divenda credibilissimo. Abbiamo già pagato, come società, altissimi prezzi, fatti anche di sangue, a cattivi maestri e pessimi allievi. Non riproponiamo gli errori di quei tragici tempi. Nell’interesse dei nostri figli e di una società che si vuole davvero civile e democratica.

    Gino Di Tizio

    MpL Comunicazione @ 07:56
    Filed under: News MpL

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