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    Nulla cambia: alla sanit pi dell’80% del bilancio

    Posted on lunedì 1 maggio 2006

    Nessuna ambizione di sviluppo è possibile, per l’Abruzzo,  in tali condizioni.

    La Regione ha concluso nei giorni scorsi la seconda cartolarizzazione dei crediti sanitari,  per un ammontare di circa 330mln di euro.  I titoli presentano un rating pari ad A1, assegnato da Moody’s. La scadenza è di quindici anni, il periodo più lungo fino ad oggi fatto registrare da operazioni dello stesso genere. Si tratta della seconda cartolarizzazione dei crediti sanitari, e la Sanità continua ad essere il problema di problemi dell’Abruzzo. Ma andiamo con ordine.
    La precedente cartolarizzazione, pari a 336mln di euro si era conclusa nell’aprile 2005, ed aveva consentito di coprire le perdite di esercizio accumulate nel periodo 2001/04. La seconda, di questi giorni, porterà a copertura pressoché totale del disavanzo sanitario. La seconda maxi-cartolarizzazione del credito si è resa necessaria per liquidare i crediti accumulati da 265 fornitori di beni e servizi delle sei Asl abruzzesi. Infatti, il debito Asl sorge nel momento in cui queste pagano con enormi ritardi  le fatture dei loro fornitori. Questi ritardi strutturali (pari in Abruzzo a 500/600 giorni di ritardo medio) mettono in gravissime difficoltà  i fornitori stessi,  che spesso non riescono ad entrare in possesso della liquidità necessaria nei tempi utili necessari ad effettuare a loro volta i pagamenti. Pertanto alcune regioni, per risolvere questo problema, hanno adottano delle delibere di cartolarizzazione, aprendo la strada agli accordi quadro con le varie associazioni di categoria dei fornitori per permettere alla regione di accollarsi il debito Asl.

    L’operazione di cartolarizzazione permette:

    * alle aziende di monetizzare, in tempi brevi, i loro crediti e di entrare quindi in possesso di liquidità;
    * alle Asl di eliminare una parte dei loro debiti e delle cause in corso;
    * alle regioni di ridare liquidità al sistema sanitario senza produrre nuovo debito.

    La Regione Abruzzo potrà ora trattare con il Governo centrale lo svincolo delle risorse del fondo sanitario, congelate per il periodo 2001/04, e che ammontano a 528mln di euro. Come nella precedente operazione, il coordinamento delle operazioni è stato affidato alla FIRA Spa.
    Resta il problema di fondo: una Sanità vorace che assorbe oltre l’80% del bilancio della Regione Abruzzo. Nessuna regione in tali condizioni può aspirare a coltivare ambizioni di sviluppo, ed infatti tutte le proposte ed i progetti su infrastrutture, politiche industriali, ricerca&innovazione, e così via sono destinati a restare, per grande parte,
      "chiacchiere morte".  

    Questo ovviamente in assenza di vigorose politiche di cost-reduction applicate alla Sanità, ma in generale alla macchina amministrativa regionale.  La Regione è una macchina che macina male, e nel primo anno di governo Del Turco nulla è cambiato, proclami a parte. L’obiettivo di ridurre e spiazzare le spese correnti, non solo nella Sanità,  a favore di investimenti fortemente legati alle potenzialità del territorio sarà difficilmente perseguibile, in assenza interventi forti di riforma della burocrazia.  Sarebbe bene, per l’Abruzzo, imitare ed adattare le "migliori pratiche", e recuperare  risorse preziose da concentrare su pochi obiettivi strategici per realizzare il necessario salto di qualità che lo stato dei fatti richiede.

    Occorrono azioni forti per migliorare l’efficienza e l’efficacia della Regione.  E’ una grande sfida, ma non ci pare che qualcuno voglia davvero raccoglierla. Sempre proclami a parte…

     

     

    MpL Comunicazione @ 23:29
    Filed under: News MpL

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