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    Nucleare e Chiodi

    Posted on domenica 1 marzo 2009

    Villa Zaccheo nel teramano. La zona industriale di Bussi, dove già è attiva una centrale Turbogas. La piana del vastese verso Termoli. Secondo gli esperti questi siti sono idonei ad ospitare centrali nucleari. Ma Chiodi dice no. Un no ideologico, quindi, e pregiudiziale. Un no secco, irrevocabile.  Chiodi rispedisce così al mittente l’appello del governo per ospitare una delle quattro centrali nucleari, dopo l’accordo firmato a Roma tra Berlusconi e Sarkozy.

    «Io sarei favorevole ma il fatto è che l’Abruzzo non ha siti idonei per ospitare una centrale», dice il presidente.  Ma questo non sarebbe vero, secondo i tecnici del Governo. L’Abruzzo può ospitare benissimo una centrale nucleare. Anche Chiodi, quindi, vittima della sindrome di nimby, il not in my back yard. «Ho anche votato a favore del referendum del 1987, quando il clima in Italia rispetto al nucleare era molto diverso da ora – spiega il governatore – Sono quindi consapevole che quella del nucleare è l’unica tecnologia che ci potrà consentire di produrre energia in quantità importante a costi contenuti, con un minore impatto ambientale. Anche se non mi nascondo che gli aspetti di criticità sono ancora tanti. E quindi il mio no non è un no ideologico, ma pratico».

    Pratico, fondato sulla oggettiva mancanza di aree. Dice Chiodi.  Ma questo non è vero.  Così L’Abruzzo si schiera  ideologicamente con quelle regioni di centrosinistra che si sono immediatamente defilate.  Tutti vogliamo tanta energia, ma nessuno vuole la centrale. Questa è l’Italia.  E mentre quasi tutti i presidenti pidiellini hanno accettato di ospitare le centrali,  solo Abruzzo e Sardegna  di centro destra hano fatto sapere che non se ne parla.

    «Sono convinto che nel futuro saranno più che mai necessarie le centrali nucleari: se vogliamo continuare a vivere secondo i nostri attuali standard a prezzi accessibili per i cittadini, quella forse sarà l’unica strada praticabile. Per questo il mio non è un rifiuto ideologico, e tantomeno un ”non nel mio cortile”, anche perchè un eventuale incidente, tra l’altro molto improbabile, in una regione vicina, non ci eviterebbe problemi nè di natura sanitaria nè di natura ambientale».  Conclude Chiodi. Se lo dice lui….


    MpL Comunicazione @ 15:41
    Filed under: News MpL

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