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    Nella rete altri furbetti del post-sisma

    Posted on mercoledì 26 marzo 2014

    Per uno scovato, chissà quanti la fanno franca. Parliamo del fenomeno vomitevole dei furbetti del post-sisma. Aquilani che rubano ad aquilani. Aquilani ai quali andrebbe tolta la cittadinanza. Oggi la notizia dell’ennesima truffa sventata.

    Fa figurare la seconda casa affittata a studenti come abitazione principale da abbattere e ricostruire dopo il terremoto, ma viene scoperto e denunciato dai carabinieri che sventano una truffa da 1 milione di euro.  I militari della compagnia dell’Aquila, al comando del capitano Marcello D’Alesio, hanno denunciato due aquilani per tentata truffa aggravata in concorso per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico.

    In particolare, i militari del nucleo operativo e radiomobile diretti dal capitano Federica De Leonardis, a conclusione di una indagine scaturita dalla segnalazione pervenuta dall’Avvocatura del Comune dell’Aquila in merito all’assegnazione dei contributi statali post-sisma, hanno accertato che l’anziano, nella domanda per la concessione del contributo per la riparazione dell’abitazione principale, ha attestato falsamente che il proprio nucleo familiare avesse stabile dimora in un’abitazione della città.  Il proprietario ha omesso di indicare il subalterno catastale, con l’obiettivo di trarre in inganno la struttura tecnica comunale che si occupa dell’analisi delle istanze, che ha ammesso quindi un contributo per la copertura degli oneri relativi alla demolizione e ricostruzione del fabbricato colpito dal sisma, che si trova allo stesso indirizzo ma a un numero civico diverso, per un importo complessivo di circa 1 milione di euro. L’ abitazione da demolire e ricostruire era affittata a studenti.

    L’altro presunto truffatore, un ingegnere avrebbe attestato falsamente la consistenza dell’abitazione principale omettendo di indicare il subalterno che contraddistingueva l’abitazione stessa per trarre in errore gli organi di verifica.  Inoltre ha rappresentato artatamente lo stato dei luoghi, raffigurando l’intero immobile come un’unica abitazione con vani comunicanti, omettendo di indicare la presenza di altri due appartamenti. Avrebbe infine intenzionalmente omesso di indicare i subalterni che distinguono le unità di fabbricato per trarre in inganno gli organi di controllo.

    MpL Comunicazione @ 12:45
    Filed under: News MpL

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