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    Marzetti Imperatore

    Posted on giovedì 12 febbraio 2009

    Una lunga lettera di Roberto Marzetti, manager dell’Asl dell’Aquila, è arrivata oggi nelle redazioni dei quotidiani. . Lo spoil system è dietro l’angolo,  Marzetti sta per fare le valigie e, ancora una volta, non resiste. Non resiste e parla, parla, parla. Tutti ne chiedono le dimissioni, anche i suoi ex amici del PD, e per Marzetti si tratta evidentemente di un magacomplotto plutoplanetario contro di lui. Lui, il Santo risanatore. Lui, l’Apostolo della Sanità aquilana. Lui, il Don Chisciotte moralizzatore. Sembra di sentire Del Turco, a leggere la lettera di Marzetti. Una lettera che dimostra il livello di  rispetto del manager Asl nei confronti delle istituzioni e del massimo organo regionale di controllo, qual è il Consiglio Regionale…
    Un dirigente pubblico deve saper rispettare ruoli e regole, e non è accettabile in alcun modo che faccia esternazioni pubbliche che vanno a mettere in dubbio i comportamenti di consiglieri regionali e di eletti dal popolo sovrano,  e non politicamente nominati com’è nel suo caso. Un dirigente pubblico non dovrebbe rispondere con una lettera polemica ai gravissimi rilievi sulla gestione della Asl dell’Aquila, fatti  da consiglieri regionali, sindaci, sindacati, medici….

    Marzetti deve riferire per iscritto alla Giunta Regionale ed al commissario Redigolo,  punto e basta.  Marzetti confonde il controllore con il controllato. E’ il Consiglio Regionale che ha il diritto ed il dovere di sindacare gli atti della Asl, e mai è vero il contrario. Marzetti con le sue esternazioni ha dimostrato di non saper stare al suo posto e quindi di non poter continuare a fare il direttore generale. Ancora una volta.

    Riportiamo una sintesi della lunga lettera del manager. «A L’Aquila si sta giocando una partita politica trasversale a più partiti di diversi schieramenti, basata più su interessi personali che politici, che nulla ha a che fare con la sanità, ma che non esita a gettare discredito sulla Asl e su coloro che quotidianamente (medici ed infermieri) operano con impegno e serietà».  «E’ vero che ho disposto gli accorpamenti»,  dice Marzetti. Ma assicura anche che la "rivisitazione" non è certo una cosa dell’ultima ora: «non l’ho fatto da gennaio 2009 ma addirittura dal luglio 2007» e che si tratta di accorpamenti funzionali ovvero «far funzionare insieme Reparti simili per razionalizzare l’uso delle risorse (personale ed apparecchiature), come hanno già fatto le altre Asl in Abruzzo….Tutte le UOC previste dall’Atto Aziendale dalla legge 6/2007 e dal PSR rimangono in vigore e saranno attuati quando le risorse economiche ce lo permetteranno».

    "IL DOCUMENTO SEGRETO" per il Rettore Di Orio

    «La Regione», spiega ancora il manager, «ci ha chiesto di rettificare l’Atto Aziendale in base al Piano sanitrio regionale e di predisporre un Piano Industriale per il 2009 compatibile con le risorse assegnate dal Piano di Risanamento. Gli Uffici hanno preparato uno studio che prefigurava un quadro pesante per la Asl: non avremmo potuto attivare per il 2009 quasi nessuna delle UOC previste nell’Atto Aziendale, né avremmo potuto reintegrare i pensionamenti dei medici, primari inclusi».  Ritenendo eccessivi tali sacrifici per la Asl, Marzetti ha parlato con il Commissario «quando è venuto a L’Aquila e, due giorni prima, proprio perché il Commissario avrebbe incontrato il Rettore, ho spiegato allo stesso la situazione che si sarebbe creata. Anzi in tale occasione ho prospettato al Rettore che l’unica soluzione possibile erano gli accorpamenti di alcuni reparti universitari, come le medicine, ed il ridimensionamento di altre, al fine di evitare che tutti i sacrifici fossero fatti dalla parte ospedaliera. Della divulgazione di tale documento se ne assume la responsabilità il Rettore».

    LE CASE DI CURA PRIVATE, nessuno ne parla

    E Marzetti per spiegare il suo modus operandi fa anche un passo indietro: «sulla base della delibera n. 507 del 17.7.2003 l’allora direttore Mazzocco ha erogato ad una Casa di Cura ben 53 milioni di euro per gli anni 2000/2004. La Magistratura nel condannare Mazzocco per abuso d’ufficio ha ritenuto ciò “ingiusto danno per la ASL di L’Aquila per i maggiori e non dovuti importi erogati". Ora Mazzocco è stato condannato dalla Corte dei Conti a restituire le somme alla Asl, ma nel frattempo, con raccomandata del 11.9.2008 la Asl ha " costituito in mora" anche la Casa di Cura per avviare il procedimento di recupero di tali somme. Chi ha protestato allora? Quali forze politiche, quali organizzazioni sindacali hanno inscenato manifestazioni in difesa della Asl? L’Assessore De Matteis come ha votato in Giunta Regionale?»
    Ma non basta, sostiene il manager, «il servizio ispettivo della ASL , da quando la Regione ci ha restituito i controlli sulle prestazioni nel 2007, ha ridotto il fatturato delle case di cura da 14.300.000 del 2007 euro a 9.184.000,00 del 2008, scartando le cartelle cliniche inappropriate, con un risparmio di oltre 5 milioni di euro. Ma anche i pagamenti alle Case di Cura per il 2006 sono stati bloccati in Regione per l’abnorme superamento del tasso di occupazione dei posti letto da parte delle Case di Cura., così come ha segnalato il nostro servizio ispettivo (anche fino a tre pazienti per letto)».
    Era evidente, spiega Marzetti, «che questa situazione non poteva non avere ripercussioni».

    L’APPALTO CONTESTATO E I RISPARMI

    «Lo sanno i miei detrattori», continua il manager, «che il mio predecessore aveva prorogato le manutenzioni dell’Ospedale fino al 2015, affidandole a trattativa privata? Dopo un nostro ricorso al Tar abbiamo annullato tale contratto e tra due anni, il mio successore, potrà rifare la gara di appalto ex novo».
    Marzetti parla anche dell’acquisto, avvenuto nel 2005, di un impianto di coogenerazione del costo di 10 milioni di euro che la Asl avrebbe pagato «97 mila euro al mese per 108 mesi. Anche questi soldi siamo riusciti a risparmiare annullando il contratto anche questo affidato a trattativa privata.
    «Lo sanno», chiede ancora a chi lo attacca, «che abbiamo trovato costruita una struttura per la farmacia senza progetto approvato dalla Asl e senza preventivo, che la ditta costruttrice ci ha fatturato per 1,5 milioni di euro e che dopo una perizia fatta da un ingegnere aquilano, abbiamo risparmiato 500 mila euro? Lo sanno che grazie ad un professionista aquilano siamo riusciti a far accatastare l’ospedale e tra due o tre mesi potremo avere i certificati di agibilità. Ma perché prima non è stato fatto nulla per risolvere questo problema ?»
    Il manager assicura che si potrebbe continuare a lungo ma che lascerà l’elenco al memoriale che sta scrivendo e che lascerà ai cittadini aquilani, «pubblicato a mie spese».

    «I CONCORSI INESISTENTI»

    Marzetti ricorda nella sua lunga lettera anche di quando, appena arrivato a L’Aquila scoprì che erano scoperti ben 10 posti di primario «così ho avviato i concorsi. Sia chiaro i direttori " furbi" non bandiscono i concorsi e così tengono al guinzaglio i primari facenti funzione. Invece io ho nominato, come dice la legge 502/92, tra i più capaci, così come individuati dalla apposita Commissione di cui non faccio parte, quelli più utili ai fini della strategia aziendale. Tanto temo le critiche su queste nomine che ho portato io tutti gli atti dei concorsi in Procura».
    «E’ finito il tempo dei doppioni costruiti solo per le esigenze delle carriere universitarie o ospedaliere», chiude il manager, «ora la sanità va fatta per i cittadini. Ma questo è un tema per chi governa la Regione e non solo per L’Aquila: il mio è un compito esecutivo delle decisioni politiche che spettano ad altri».

    Ovviamente Marzetti non risponde nel merito alle molte interrogazioni fatte nei emsi scorsi sulla sua disinvolta gestione (scrivi  Marzetti sul motore di ricerca).

    MpL Comunicazione @ 13:33
    Filed under: News MpL

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