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    Manovra, Governo debole

    Posted on mercoledì 7 settembre 2011

    Giorgio Napolitano ha invitato senza mezzi termini il governo ad adottare “misure pi efficaci” e il Parlamento ad approvarle. Subito. I mercati non aspettano. La Bce potrebbe interrompere il sostegno all’Italia, per via dell’acquisto massiccio di titoli, e sarebbe il disastro. Ed il Governo ha agito. Tardi. In fretta. Ha tessuto e disfatto la manovra come la tela di Penelope. Ma ha agito. Con la pi classica delle manovre: aumento delle tasse dirette ed indirette. L’aumento delle tasse, insieme alla riduzione dei servizi degli enti locali, si scaricher integralmente sulle famiglie e saremo tutti pi poveri. Soprattutto i poveri saranno pi poveri. La tassa sui ricchi (il contributo di solidariet) poco pi che simbolica, mentre il taglio della casta (come la liberalizzazione delle professioni, la riduzione del numero dei parlamentari, la cancellazione di scandalosi privilegi) si perso per strada. La soppressione delle Province, una misura peraltro emotiva che porta a risparmi ridicoli, richieder tempi lunghi e ci sar tempo per ripensamenti (meglio accorpare le Regioni da 20 a 8 e ridurre le province alla met, stato autorevolmente osservato).

    Ma alla quinta o sesta stesura, la manovra comunque c’. I mercati apprezzano gi oggi ed apprezzeranno ancora di pi dopo l’approvazione. Si agito tardi e male, ma si agito. Se Napolitano entrato a gamba tesa nella piazza politica perch si persuaso che il rischio per lItalia sta nuovamente diventando grave. Mario Draghi stato chiaro: in assenza di misure convincenti, la Banca centrale europea non continuer a sostenere i nostri titoli di stato.

    Il governo ha recepito la minaccia, e ha avuto il buon senso di superare tentennamenti ed esitazioni che nei giorni scorsi hanno turbato i mercati, dissipato miliardi di euro, depresso la credibilit del Paese, esposto la nostra classe politica agli sberleffi della Germania e della Spagna.

    Il governo non certamente un governo forte. L’asse di ferro Berlusconi-Bossi-Tremonti si indebolito. Ma pure l’opposizione messa male. Non ha saputo far altro che aderire ad uno sciopero generale. Legittimo per carit, ma non basta la protesta per dare risposte responsabili ad una situazione compromessa e difficilissima.

    Il governo si assunto gravi responsabilit e doveva farlo. Se avesse agito due anni fa, invece di negare pervicacemente la crisi, ora la situazione sarebbe migliore e la manovra pi equa. Ma cos non stato. Aumentare lIva una misura impopolare, accelerare lunificazione dellet del pensionamento tra uomini e donne una misura impopolare, ridurre i trasferimenti fa inferocire gli enti locali e le regioni, imporre i costi standard alla sanit apre un problema colossale nel mezzogiorno, aumentare le tasse suscita malumori, ridurre le spese dei ministeri riduce il consenso.

    Ma se tutto questo indispensabile per evitare il disastro, che farebbe pagare interessi impossibili sul debito, il governo deve farlo. Se gli italiani vedono uno scopo, e maggiore equit, faranno i sacrifici. Un dubbio, per, resta: che fine hanno fatto i tanto sbandierati tagli ai privilegi delle troppe caste che hanno ingessato questo Paese? Nella manovra non ne vediamo traccia, ed al momento del voto gli italiani lo ricorderanno. Siamo un popolo tollerante, ma non siamo stupidi.

    MpL Comunicazione @ 17:27
    Filed under: News MpL

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