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    Magistratura e panni sporchi

    Posted on mercoledì 30 gennaio 2008

    Prendo spunto da alcune notizie e da una pubblicità a tutta pagina apparsa nello stesso giorno dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario per far conoscere la notizia dell’assoluzione dopo 15 anni di Franco Libanori, exconsigliere regionale D.C. del Lazio. Nel lontano 1993 ai tempi di Tangentopoli fu accusato di reati penali ed oggi, nel 2008, è stato assolto per insussistenza dei fatti e senza far ricorso a cavilli giuridici. I figli Giovanni, Sabrina e Laura con il loro manifesto fatto pubblicare a pagamento su un quotidiano hanno voluto riabilitare il padre e restituirgli l’onorabilità perduta. Ma basterà una pagina di giornale a cancellare 15 anni di fango, di umiliazioni, a far dimenticare il mostro in prima pagina, a risarcire il danno morale ed esistenziale di un uomo e di una famiglia? Credo di no. Nessuno gli ridarà quel pezzo di vita e la libertà perduta, tantomeno i giudici con la loro tardiva sentenza. E quanti Libanori ci sono stati e presumo purtroppo ci saranno in futuro? I Procuratori Generali tutti gli anni parlano dei tempi lunghi della Giustizia, della mancanza di risorse umane ed economiche, dei rapporti conflittuali tra politici e magistrati, citano dati statistici globali sul numero dei faldoni e degli anni di durata dei processi per arrivare a sentenza. Ma sono come le medie di Trilussa. Il pollo o il panettone lo mangia subito e bene chi è più uguale degli altri mentre chi è meno uguale degli altri lo vede lontano e con il binocolo. Ed ancora oltre a pubblicizzare le cose che non vanno e le cose da fare perché non dicono ai cittadini le cose fatte, ossia i carichi di lavoro civili e penali e le sentenze emesse in media da ogni giudice? E perché non confrontano queste medie con quelle degli altri Stati dell’Unione Europea? Ed infine perché non dicono ai cittadini qual è, per la collettività, il rapporto costi/ benefici del loro lavoro? Ossia perché non fanno sapere ai cittadini contribuenti, per essere più espliciti, quanto guadagnano, quanti giorni lavorano e quante sentenze emettono in media in un anno i giudici e sempre in confronto con i colleghi europei? Nel mondo del lavoro, in ogni azienda e ad ogni rinnovo contrattuale e per ogni categoria pubblica o privata i parametri, i rendimenti ed i confronti in sede europea sono pane quotidiano, e sono tutti argomenti da affrontare alla luce del sole, sotto l’occhio di un pubblico più vasto rispetto ai soli appartenenti alla categoria. E in magistratura?

    Francesco Giannini

    MpL Comunicazione @ 19:38
    Filed under: News MpL

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