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    Ludopatia, allarme sociale sottovalutato

    Posted on mercoledì 22 maggio 2019

    Numeri da brividi dal sulla ludopatia, una piaga sociale dagli effetti devastanti.  Su una delle più sconvolgenti e preoccupanti e sottovalutate dipendenze del nuovo millennio gravita un giro d’affari impressionante che nel 2017 ha superato i 100 miliardi di euro ed è in continua crescita, oltre due volte il valore della produzione agricola in Italia. Un business impressionante intorno al quale si muovono interessi trasversali e poteri forti che agiscono a tutela dei loro interessi e condizionano di fatto le scelte  politiche. Per chi sostiene che, in fondo,  la malattia del gioco è sempre esistita, basti fare un raffronto tra il giro di affari odierno e quello di 20 anni fa (appena 17 miliardi), praticamente un incremento  di 5 volte.

    L’Abruzzo è una delle regioni più devastate da questa dipendenza: siamo la prima regione d’Italia per denaro giocato, oltre 1500 euro pro capite, una slot ogni 80 abitanti, con un giro d’affari di oltre 2 miliardi e mezzo di euro l’anno, praticamente l’8% del Pil dell’intera regione.

    Le istituzioni gestiscono questa che è una vera e propria emergenza rovina persone e famiglie?  Una misura apprezzabile è quella introdotta nel 2013 con una legge che impone una distanza minima nei centri urbani di Slot, ma in chiusura di legislatura è stata concessa una proroga di due anni alla situazione attuale, altri due anni di totale caos, dunque, e di duri colpi all’economia reale.  A parte questo si fa davvero troppo poco.  Soprattutto sul fronte della prevenzione si dovrebbe fare molto di più: incontri nelle scuole e sul territorio, sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questa piaga sociale che la mentalità comune ancora fa fatica a considerare come una vera e propria dipendenza.  A questo si accompagna la scarsa considerazione sociale che spesso si ha della vittima di ludopatia che andrebbe equiparata alla tossicodipendenza, ma che invece è ancora etichettata come persona colpevole, piuttosto che bisognosa di assistenza ed aiuto.

    Anche la Regione potrebbe e dovrebbe fare di più, in termini di  sensibilizzazione dell’opinione pubblica. La  lotta senza quartiere alla ludopatia e fondi per il recupero dei ludopatici, anche potenziando i SERT, dovrebbe essere tra le priorità del Welfare regionale.

    Ci sono tutte le condizioni per contrastare efficacemente il fenomeno e  per far comprendere soprattutto ai giovani quanto possa essere pericoloso entrare nel girone infernale del gioco d’azzardo, dove vince sempre il banco e perde sempre il giocatore.

    Se la lotta alla ludopatia è davvero una priorità, soprattutto  il governo sia conseguente e coerente: preveda la diminuzione delle entrate dello Stato dal settore conseguente ad una vera riduzione dell’offerta di gioco, altrimenti il divieto di pubblicità rimarrà soltanto uno slogan. L’unico modo per arginare la preoccupante e pericolosa diffusione dell’azzardo  è limitare la gestione alle società commerciali che, come obiettivo, hanno ovviamente il loro profitto.
    Un settore così sensibile dovrebbe essere governato dal pubblico e non dal mercato. È necessario  mettere al primo posto la tutela della salute delle persone, soprattutto delle più deboli, prime vittime dell’azzardo, i cui effetti devastanti, sui singoli e sulle famiglie,  poi vengono raccolti dall’assistenza pubblica a valle della filiera.

    MpL Comunicazione @ 11:59
    Filed under: News MpL

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