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    Lombardi&Lucci

    Posted on giovedì 2 aprile 2009

    Un quotidiano locale, ha pubblicato una lettera aperta di Gabriele Lucci, presidente onorario dell’Accademia dell’Immagine, indirizzata al sen. Enzo Lombardi. Uno scritto curioso, ammiccante e micione, dai toni assolutamente stemperati, rispetto alle pesanti accuse dell’assessora alla Cultura, Annamaria Ximenes, rivolte a Lombardi qualche giorno fa, alludendo a regie occulte e a personaggi oscuri, " incaricati" di affossare l’Accademia. Quelle accuse sono state smontate in Aula una ad una, ma l’assessora non ha avuto argomenti, atti e fatti, con cui controbattere, le verità di Lombardi. Oggi la rotta è stata sensibilmente modificata, perché Lucci invita Lombardi a collaborare, gli riconosce i meriti per la rinascita delle istituzioni culturali cittadine negli anni ottanta; e lo chiama ad impegnarsi, per non far fallire l’Accademia dell’Immagine. Cosa ne pensa il senatore, di questo cambio bizzarro di stile e di rotta? Glielo abbiamo chiesto, nell’intervista riportata di seguito:

    Ho avuto la sensazione, leggendo la lettera che "non" ha scritto la Ximenes, di una modalità trovata da qualcuno, per contestare ragionando di altro, fatti che non si è riusciti a smentire prendendoli di petto.
    Il Comune non ha incassato il fitto dal Cinema Massimo, i dipendenti dell’Accademia non sono stati pagati dal sindaco, nella sua qualità di presidente dell’Accademia; ma sono verità che non devono farli inalberare, né il Sindaco né l’assessora alla Cultura, non comprendo quindi la modalità, di mantenere, non chiare, le varie posizioni. Tutti sapevamo che la Ximenes è una dirigente dell’Accademia ed il Sindaco il presidente, ma nessuno ha detto che forse svolgevano un ruolo non compatibile; il problema lo abbiamo sollevato, per cercare di aiutare la città, esistono le leggi e vanno rispettate.
    Prima non sapevamo di queste emergenze, altrimenti avremmo parlato: le entrate del Comune sono sacrosante, e ad un approfondito controllo, ci siamo imbattuti nelle entrate del cinema Massimo, a carico dell’Accademia, che l’amministrazione comunale non ha mai incassato.


    Quello di Lucci, sembra piuttosto un invito a discutere del bubbone Accademia, nelle segrete stanze…
    Posso comprendere le difficoltà e l’amarezza che vivono, ma il problema è proprio questo: così facendo, distruggiamo la Cultura, introduciamo incertezze e creiamo un angolo buio, che può ingenerare sospetti e gestioni non specchiate, è con la trasparenza invece, che si salvaguarda la Cultura. Per l’Accademia, c’è un finanziamento pubblico quasi al 100%, se affoghi nei debiti sapendo di avere entrate pubbliche sostanziose, ma non ti preoccupi, e non assicuri la certezza del lindore nell’amministrarla, al pubblico che ti consente la gestione, non sei limpido.

    Il problema è proprio questo, si continua a parlare di regie occulte e di personaggi da isolare e distruttivi, ma non a fare i conti con la trasparenza della gestione di risorse pubbliche….
    Voglio fare un altro discorso. Mi costrinsero a commissariare il Teatro stabile, quando divenni Sindaco nel 1985; la sinistra mi disse che il Teatro comunale era chiuso da tre anni ed era inagibile, diruto ed inutilizzabile, non c’era ancora il Ridotto, né un luogo dove fare teatro, in più gli amministratori erano stati cacciati, ed il Tsa non produceva più, contando 17miliardi di debiti delle vecchie lire. Questa era la situazione della cultura aquilana, accettai comunque la sfida e diventai commissario senza percepire una lira, cosa che non possono dire oggi altri personaggi, ho tolto dalle sabbie mobili il Teatro stabile, riportandolo ad un pareggio di bilancio, trattando con 380 creditori mettendoli poi a tacere con una cifra irrisoria, 4miliardi, con cui ne feci sparire 17, facendo resuscitare il Teatro, nella più totale trasparenza. Vogliamo parlare di altre Istituzioni culturali? Trovai il sistema per fare un grande regalo alla Sinfonica e ai Solisti aquilani, che ottennero lustro anche all’estero, grazie all’iniziativa del Comune che allora, non subiva le richieste. Non pagavamo a pioggia, riuscimmo a cambiare il sistema, versando solo i contributi a bilancio approvato. La chiarezza va fatta su tutto, anche sulle gestioni gerontocratiche che si perpetuano nelle istituzioni culturali cittadine. Bisogna finirla ed ammodernarsi, i giovani sono richiesti ovunque, ma non negli enti culturali aquilani; occorrono giovani con un cervello che funziona, e soprattutto trasparenza; perché se c’è anche un solo cono d’ombra, nella gestione, quelle stesse istituzioni sono in deficit a tutti i livelli.


    Una rivoluzione da fare anche all’interno dell’Accademia dell’Immagine?
    Accetterò la sfida del mio amico Lucci perché dice cose giuste, ma anch’io sostengo cose sacrosante. Sono un politico ed un amministratore, coloro che amministrano soldi pubblici da privati, sono gestori senza grandi rischi, il problema è quindi diverso, deve esserci assonanza nelle scelte, non per salvare il salvabile, ma per far sì di approfittare della crisi economica, per rivoluzionare la cultura aquilana. Ho accettato un ruolo nel comitato esecutivo della "Barattelli", perché la forza politica è importante, visti i pesanti tagli in arrivo, peraltro indispensabili, ma occorrono nuovi scenari anche nell’Accademia, per sopperire alle carenze finanziarie e di natura contributiva; con una rinnovata qualità ed un passaggio epocale di rapporti tra gli amministratori che erogano, e gli enti che ricevono. Le strutture amministrative delle istituzioni culturali aquilane, sono tutte decrepite, nessuna esclusa.


    Il Sindaco e la Ximenes la prendono sul personale, evitando invece le pesanti responsabilità pubbliche, per i ruoli istituzionali che rivestono…
    Il Sindaco pensa che ce l’abbia con lui ed anche la Ximenes, sappiano che potrei attaccarli sul serio, vista la loro posizione di comando, attraverso la quale erogano contributi continui, votandoli in Aula; se questo lo avessi fatto io quando ero Sindaco, sarei andato in galera. Non sono abituato a denunciare nessuno, come invece è stato fatto in passato con me, mi chiedo però come mai, ai protagonisti di questa vicenda e di questi fatti, non gli tremino le gambe; dai magistrati non ci andremo, ma oltre le leggi esiste una morale ed un’etica politica; pretendiamo quindi il rispetto delle normative, del consenso e del buon amministrare, oltre a mantenere gli impegni presi… ma quale casa di vetro? Non siamo in una casa di vetro, da qui, non esce sicuramente la fiducia per il domani.

    Debiti milionari e ipoteche pericolose, come ne uscirà l’Accademia dell’Immagine?
    Il debito non si toglie con un altro debito, ma con ben altri sistemi. Se mi togliessi un debito facendone un altro, mi aumenterebbero gli interessi ed il debito stesso, così non lo reggi e non lo puoi recuperare, occorre quindi una diversa azione e capacità organizzativa, partendo da una profonda ristrutturazione dei livelli amministrativi, oltre a stringere la cinghia, perché la situazione lo richiede.

    Lombardi è stato chiarissimo e limpido, e di questo lo ringraziamo. E’ stato lungimirante negli anni ottanta, lo è ancora oggi, perché ha capito che le cose non vanno in tutte le istituzioni culturali aquilane, ormai incancrenite sia nella gestione, che nel prodotto culturale. L’Accademia non fa eccezione, nata come realtà rivoluzionaria, oggi appare invece come lo spettro di una grande idea, che si è però fermata ad un certo punto, affondando poi nei debiti e nell’ombra. L’Ente è ad un bivio: o cambia ritmo, pretese e qualità, preferendo umiltà e nuove idee, all’arroganza, o è destinato a morire e che Dio l’abbia in gloria. Stesso discorso, per tutte le altre rendite di posizione della cultura aquilana, pronta ormai da decenni per il necessario restauro se non proprio…rianimazione!

    Alessandra Cococcetta per L’Editoriale

    MpL Comunicazione @ 11:56
    Filed under: News MpL

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