• Calendario/Archivio

  • agosto: 2020
    L M M G V S D
    « Lug    
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    31  
    Dpef … senza Lisbona

    Posted on martedì 11 luglio 2006

    il Trattato di Lisbona esiste ancora?

    Come avevamo sospettato qualche giorno orsono, il Documento di programmazione economica e finanziaria del governo è tutto centrato sul rientro nei parametri di Maastricht e quasi "dimentica" la strategia di Lisbona. A Lisbona 2000 l’Unione aveva deciso che, entro il 2010, l’economia europea sarebbe stata l’economia più avanzata al mondo fondata sulla conoscenza ed aveva fissato al 70% il tasso di occupazione della popolazione attiva.  Siamo al 2006, l’economia europea non tiene il passo né con gli Stati Uniti né con l’Asia ruggente, e la proporzione delle persone in età di lavoro che effettivamente hanno un impiego è al 63,8%.  Un dato sconfortante e lontanissimo da quello delle economie più dinamiche.  Ed i pochi posti di lavoro che si creano, anche in Italia, si creano nel settore del terziario tradizionale (commercio, pubblica amministrazione, ecc.) ed in buon misura vanno a compensare quelli persi nell’industria. In Italia va ancora peggio il tasso di impiego della popolazione: siamo ad un modesto 57,6% (contro la media europea già ricordata del 83,8%).

    Meglio di noi fanno  tutti: la Danimarca e la Gran Bretagna poi sono addirittura sopra il 70%, ma sopra la media UE ci sono anche Irlanda e Germania, poco al di sotto invece Francia e Spagna. Soltanto i paesi dell’Est stanno "peggio" di noi.  Siamo i peggiori pure sull’occupazione femminile (ultimi nell’Ue) e giovanile (penultimi).

    Insomma, entro il 2010 non avremo né un tasso di attività al  70%, né un’economia basata sulla conoscenza. Né in Europa, né tantomeno in Italia.   Due i motivi alla base di questo pessimismo: negli ultimi tre anni il mercato del lavoro è cresciuto, in Italia, solo grazie alla regolarizzazione degli immigrati e poi in Italia, contrariamente al resto d’Europa, i nuovi posti arrivano più nei settori tradizionali che in quelli tecnologicamente avanzati.  C’è poi la questione del crescente dualismo territoriale: le aree interne crescono meno di quelle costiere ed il Nord cresce più del Sud, dove il tasso d’occupazione è fermo al 39%
    Quegli obiettivi fissati a Lisbona sembrano ormai un ricordo, ed il Dpef certamente a Lisbona non ci avvicina.

    MpL Comunicazione @ 08:00
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Privacy policy

    WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com