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    LFoundry, si resta in attesa di Piano Industriale

    Posted on venerdì 16 novembre 2018

    L Foundry, eccellenza italiana nell’hi tech, vive un momento di difficoltà. Ieri il tavolo al MISE. Si resta in attesa di un Piano Industriale di consolidamento e sviluppo

    Resta incerto il futuro della principale fabbrica della Marsica e della provincia interna, la LFoundry. Si è svolta ieri presso il MISE l’attesa riunione tra azienda, istituzioni e parti sociali. L’azienda ha esposto le cause di fondo delle difficoltà contingenti: il calo della domanda, in primo luogo, da ricercare nelle dinamiche geopolitiche in atto ed in particolare nella guerra dei dazi USA/CINA. Poi si è registrato un aumento del costo delle materie prime, in particolare silicio e gas. La contrazione di ordini permarrà probabilmente anche nel 2019. In una situazione di crisi della domanda, l’azienda è costretta a ridurre il “costo del lavoro”: di qui il ricorso ai contratti di solidarietà per almeno 18 mesi. Le reazioni di FIOM e CISL.

    Al tavolo si è  avuta la sensazione di un probabile disimpegno da parte dell’azionista di maggioranza (SMIC) dal sito marsicano. Sensazione ribadita da FIOM (vedi poi) senza però certezze né conferme.

    In questo frangente si lavora al futuro. Ma quale futuro?

    Se le cause della crisi sono certe, sul futuro le idee sono meno chiare. Il management ha dichiarato l’intenzione di favorire il consolidamento dell’attuale base produttiva, verificando anche potenziali possibilità di ulteriore sviluppo. Il consolidamento richiede il superamento dell’attuale crisi della domanda, mentre lo sviluppo richiede l’individuazione di ulteriori partner, ove i cinesi dovessero davvero sganciarsi. Non è chiaro quindi come si dovrebbero realizzare il consolidamento e lo sviluppo.

    Fabrizio Famà, Direttore Risorse Umane e Affari Generali di Lfoundry, ha dichiarato: “Sono state poste domande molto precise sia da parte del Ministero che da parte sindacale per conoscere i dettagli sui piani futuri. Abbiamo dunque dato la nostra disponibilità ad avere un confronto continuo a partire da una nuova riunione che sarà convocata all’inizio del prossimo anno”.

    Il futuro insomma resta nel territorio del vago. Al MISE, ieri, è stata notata l’assenza sul tavolo di un piano industriale – al di là delle apprezzabili buone intenzioni – per disegnare il futuro della più grande realtà industriale della Marsica e della provincia interna.

    In attesa di conoscere i piani aziendali, di seguito la nota stampa diffusa dalla FIOM: “Tanto atteso quanto deludente l’incontro del 15 novembre 2018 presso il Ministero del Lavoro sulla situazione LFoundry. Deludente perché l’azienda, presente al Ministero solo con i responsabili del personale, di fatto non è stata in grado di illustrare un piano industriale propriamente detto alla folta delegazione sindacale, al Presidente vicario della Regione Abruzzo, al Sindaco della città di Avezzano, agli esponenti politici presenti nonché ai rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero del Lavoro.

    L’azienda ha parlato della sua sensazione circa un assai probabile disimpegno da parte dell’azionista di maggioranza (SMIC) dal sito marsicano, riconducendolo alla guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti e agli alti costi di produzione. Tra le criticità l’azienda ha annoverato l’aumento dei costi di materie prime e del gas, nonostante sia dotata di impianto di cogenerazione, realizzato anche grazie a finanziamenti regionali. Lo stesso Vice capo di Gabinetto Giorgio Sorial, dopo aver esposto le possibilità messe a disposizione di tutte le aziende del Paese operanti nel settore della microelettronica attraverso la legge di stabilità, pur avendo colto nelle parole dell’azienda che “cose” potrebbero verificarsi nel corso dei prossimi mesi, ha sottolineato l’assenza sul tavolo di un piano chiaro per il futuro della più grande realtà industriale della provincia.

    Il Vice capo di Gabinetto ha anche chiarito che il contratto di solidarietà, sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali e rappresentanti sindacali ad eccezione della FIOM, è a tutti gli effetti in essere e sarà applicato secondo quanto concordato dalle parti. La FIOM ritiene che un orizzonte di CDS così ampio rischi di determinare un lungo periodo di incertezza sul futuro del sito. Inevitabilmente e proprio per effetto di un ammortizzatore sociale così protratto nel tempo e dal carattere non emergenziale, l’incontro si è concluso con un generico impegno a rivalutare a più riprese in sede ministeriale la situazione a partire solo dai primi mesi del 2019, con la speranza che nel frattempo l’azienda possa elaborare un piano industriale vero, che vada ben oltre le sole buone intenzioni prospettare oggi.”

    E questa la nota FIM CISL:  “L’azienda ha richiamato gli avvenimenti salienti dal 2013, anno che hanno visto il disimpegno dal sito abruzzese del gruppo americano Micron e il successivo subentro del gruppo cinese Smic accompagnato dal progressivo trasferimento e all’integrazione di tecnologie e prodotti sul sito di Avezzano e da aspettative importanti di rilancio produttivo.

    L’azienda ha vissuto dal 2013 alcuni anni positivi caratterizzati dalla crescita dei carichi di lavoro e da investimenti rilevanti in piattaforme tecnologiche e in innovazioni di prodotto. Nell’ultimo periodo da fine 2017 ad oggi, ha visto però deteriorarsi alcune condizioni di competitività con l’aggravarsi delle componenti di costo dell’energia e delle materie prime.

    A ciò si aggiungono le incertezze sulle scelte strategiche che intenderà intraprendere il gruppo Smic relativamente allo stabilimento di Avezzano e alla sua presenza in Italia e in Europa. Durante l’incontro abbiamo rimarcato l’esigenza di chiarezza sulle strategie e sollecitato risposte precise sulle prospettive dell’azienda e sugli impegni del Gruppo nel sito di Avezzano (AQ), richiamando la necessità di aggiornare il piano industriale in una logica di investimenti tecnologici e di rilancio produttivo del sito.

    Abbiamo inoltre richiesto al Governo precisi impegni di sostegno al settore della microelettronica, ricerca e formazione e investimenti; questo anche correggendo alcune ipotesi presenti del DEF che indicherebbero una taglio delle risorse su industria 4.0, credito d’imposta sulla formazione e sulla ricerca.

    Su quest’ultimo aspetto il Governo ha ribadito la volontà di rafforzare e ampliare le misure di industria 4.0 e di sostegno specifico al settore, e ha accolto l’invito ad appoggiare il processo di rilancio impegnandosi a riconvocare le parti per la verifica delle scelte industriali dell’azienda e del gruppo.

    LFoundry rappresenta un’azienda tecnologica fondamentale per il territorio, sul piano occupazione, economico e qualitativo, ma anche un’importante azienda per il settore della microelettronica nel nostro Paese. Per queste ragioni bisogna fare il massimo sforzo per tutelare il sito abruzzese e salvaguardare l’occupazione, il lavoro di qualità e la professionalità delle persone.

    Il nostro Paese ha una sola scelta, se vuole mantenere un ruolo protagonista nell’alta tecnologia e nel confronto con i sistemi industriali degli altri paesi, quella di sostenere con determinazione il rilancio delle proprie eccellenze industriali, LFoundry tra queste”.

    Tutto ciò premesso, restiamo quindi in attesa di Piano Industriale, allo stato n.p. (non pervenuto).

    MpL Comunicazione @ 13:35
    Filed under: News MpL

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