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    Le promesse di Cialente

    Posted on domenica 4 maggio 2008

    Farò una giunta snella, ovvero ridurrò il numero degli assessori da 14 a 8. Così aveva promesso il Sindaco un anno orsono, e così aveva fatto, dopo tormentate consultazioni dove la riduzione degli assessori era stata posta dal Sindaco come "conditio sine qua non" e "punto qualificante del programma",  oppure "tutti a casa". Ed invece ecco qua, l’ennesima promessa che sfuma: da lunedì la giunta sarà di nove assessori, più in Sindaco e sono dieci (un numero strano tra l’altro, perché normalmente gli organi esecutivi sono dispari come componenti).  E chi sarà il nuovo assessore? Una stimata e preparata professionista nel campo della ragioneria, Silvana Giangiuliani,  sconosciuta agli aquilani ed attualmente direttrice di ragioneria della provincia di Catania (sì, proprio Catania).  Non si tratta quindi di un assessore politico, in quota a questo o a quello, ma di un assessore tecnico. Un’assessora del Sindaco, un’esperta che dovrebbe rimettere ordine nei conti terremotati del Comune.

    Ora su questo aspetto dobbiamo fare un duplice ragionamento: di merito e politico.

    Nel merito, il Comune aveva affidato, dieci mesi orsono, ad una "prestigiosa" società di consulenza esterna l’analisi dei conti del Comune, e la relativa terapia. Il Sindaco lo aveva annunciato in pompa magna nella solita conferenza stampa. A noi parve subito strano, e davvero singolare, che il Comune non riuscisse neppure a  fare chiarezza sui propri conti, tanto da avere bisogno di incaricare "prestigiosi" consulenti esterni.  Ora ai consulenti esterni si aggiunge pure un assessore tecnico.  Ma che saranno mai questi conti del Comune, la contabilità della Torre di Babele?  Veramente incredibile, lo spettacolo al quale ci sta abituando il Sindaco Cialente.  Ricapitolando, da lunedì il Comune sarà dotato di un assessore  tecnico al Bilancio,  al quale si affiancano i dirigenti del settore, i funzionari, e per le rispettive competenze il Segretario generale, il "city manager" ed il Nucleo di Valutazione.   Una struttura pletorica ed elefantiaca, dove qualcuno è decisamente di troppo.  I consulenti sono certamente di troppo (e quanto sono costati non si sa),  mentre sull’efficacia del city manager non ci pronunciamo (abbiamo deciso da tempo di non pronunciarci, tanto lo fanno ogni giorno gli aquilani).

    Intanto la nomina dei "prestigiosi" consulenti esterni ha fatto guadagnare quasi un anno al Sindaco. Ma ora la situazione dei conti non si può raddrizzare con le chiacchiere, è diventata veramente insostenibile, e non bastano più gli artifizi ed i fuochi pirotecnici della  comunicazione e di TV1 per andare avanti.  L’assessora viene  nominata lunedì, quindi il direttore del settore bilancio, Quirino Cervellini, ne risulterà commissariato? Oppure verrà spostato ad altro settore?  La scelta di Cialente non può avere altro significato: si nomina un direttore di ragioneria mascherato da assessore, e subito dopo (supponiamo) l’attuale direttore verrà forse destinato ad altre mansioni. Vedremo, ma la confusione regna sovrana. Si prova a tappare le falle della barca con le dita, si mettono pezze a colori, mentre la giunta e la macchina dirigenziale avrebbero bisogno di ben altri rivolgimenti e ben altre manutenzioni straordinarie. Si assiste inoltre ad un processo di "provincializzazione" del Comune, e l’ombra lunga della Pezzopane – e di persone a lei vicinissime – si stende  inquietante su questa ultima operazione di nomina dell’assessora tecnica.

    Ma la nomina del nono assessore si presta pure ad una valutazione politica.  Quando Cialente iniziò le consultazioni, un anno fa, spuntarono i teorici del "passo indietro". Più o meno camuffati: chi fece appello al senso di responsabilità (Lolli), chi chiese che in giunta ci fossero le donne anche se non votate, chi chiese che fossero rappresentate in giunta anche le liste senza consenso (come la lista Pizza-Cioni). Chi chiese una giunta a sei (Udeur) trincerandosi dietro il falso obiettivo della riduzione dei costi della politica che nascondeva malamente il vero scopo: incassare in quota Udeur il direttore generale e far fuori la maggioranza veriniana della Margherita. E così via cantando…

    Una vera e propria sagra dell’ipocrisia e della vecchia politica sofista e cavillosa, che portò infine alla giunta di otto assessori. Insomma, alla fine della fiera,  il passo indietro lo fece soltanto Enrico Verini, oggi capogruppo dei Liberaldemocratici.

    Ne venne fuori  una giuntarella che non rispettava sin dall’inizio il peso delle singole forze politiche ed il peso dei singoli eletti. Una giunta che, dopo la nomina dell’assessora tecnica, ancor meno rispetta il voto degli aquilani. Anzi non lo rispetta per nulla.

    Insomma la questione dei costi fu agitata, a suo tempo, come un grimaldello. Cialente è partito male e continua peggio. Cialente predica bene e razzola male, anzi malissimo. Vediamo tanta superficialità, tanto protagonismo, tanta ipocrisia, tanta comunicazione fasulla e tanta demagogia. Si legga il bilancio del Comune: i costi veri si vedono subito. Pure i costi dovuti al cattivo funzionamento della macchina burocratica li conosciamo bene. La materia è nota, trita e ritrita, ma i consiglieri del sindaco dimostrano anche in questo caso – per dirla con Flaiano –  di avere "poche idee ma in compenso molto confuse".

    E.T.

    MpL Comunicazione @ 23:59
    Filed under: News MpL

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