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    Per non dimenticare le cialentate – V

    Posted on sabato 21 aprile 2012

    19 ottobre 2010 – Cialente e la sua ossessione per l’inutile Piano Strategico 2020, una scatola vuota buona soltanto a far perdere tempo e rimandare l’unico vero piano necessario: quello della Ricostruzione. La mancanza del piano di ricostruzione, un obbligo previsto dalla legge, insieme alle inefficienze del commissario  bloccano la rinascita dell’Aquila

    E’ del tutto inutile parlare del Piano Strategico, come funzionale alla ricostruzione dell’Aquila, e riferire la valanga di chiacchiere con cui Massimo Cialente, conta in questo modo di rilanciare la città. Tre ore buone, in Commissione Garanzia e Controllo, a fantasticare di ricerca, università, poli industriali, qualità della vita, cultura, congressistica, campi da golf, turismo termale ed uno sky dome, cioè una struttura megagalattica dove praticare tutto l’anno sport invernali, per non dire ancora agli aquilani, che piani abbiamo per l’immediato e con quale credibilità, li porteremo a Roma perché siano finanziati. Tocca al Sindaco infatti, fare per esempio un piano di rilancio economico e produttivo, ma Cialente non sa che pesci prendere, sarebbero a disposizione 350milioni di euro “ma è una trattativa da fare con Governo e Ministero, – ha detto – non con Chiodi”, ben sapendo che tutto quanto sarà deciso, dovrà passare per la struttura commissariale, cioè per il benestare di Chiodi. Questo Sindaco invece di chiarire i termini di una ricostruzione sempre meno chiara e trasparente, li complica con dichiarazioni inutili e prive di ogni fondamento, dimostrando di non leggere nemmeno, ciò che il commissario e la Struttura tecnica di Missione, cioè Fontana, stanno producendo. Qualsiasi pianificazione, qualsiasi decisione, qualsiasi programmazione del Comune dell’Aquila, dovrà essere approvata d’intesa con il commissario Chiodi. Lo scorso luglio, Fontana ha pubblicato le linee guida per la riqualificazione del cratere, suddividendolo in nove aree omogenee, ognuna delle quali dovrà pianificare la propria ricostruzione, concertandola con l’area contigua. Le linee hanno carattere imperativo, dovranno essere fatte proprie dai vari Piani regolatori, Fontana le ha scritte e nessuno glielo ha contestate, ma il Sindaco oggi minimizza, dice che hanno copiato dai suoi progetti ed è convinto che farà come dice lui, ignorando invece il fatto, che senza il via libera dei commissari anche le strategie per la ripresa economica resteranno carta straccia. Massimo Cialente è certo che sulla ricostruzione, rispetto al Friuli e all’Irpinia, siamo a buon punto “per certi aspetti siamo più avanti, – ha dichiarato – e mentre l’Irpinia ha fatto solo case, il Friuli ha creato università ed infrastrutture, il nostro Piano strategico serve proprio a dare una prospettiva a chi resta all’Aquila”, e sarà proprio da questi confronti, che secondo il Sindaco nascerà una nuova classe dirigente per la città “se va tutto bene – ha proseguito – voteremo nel 2012, quando chiuderemo i primi cantieri della ricostruzione pesante, cioè ancora l’emergenza. La rinascita non riguarderà il mio mandato, né quello di Chiodi, né di Del Corvo, le prossime elezioni selezioneranno una classe politica nuova che nascerà da questi discorsi strategici, in prospettiva”. Massimo Cialente non ha quindi intenzione di riproporsi alla città, sa bene che non ce la farebbe mai, o comunque non vogliamo credere che con il suo Piano Strategico creda davvero di avere un’altra chance, perché manca troppo di senso pratico, “c’è una disperazione esistenziale negli aquilani, ma io non me ne accorgo – è riuscito infatti a dire – i ritardi che abbiamo accumulato da febbraio in poi, possiamo recuperarli, partiranno i lavori sulle sei aree a breve, riapriremo i portici di San Bernardino, e contiamo di chiudere partite importanti sui poli industriali, insomma qualcosa si muove”. Qualunque cosa abbia in mente questo Sindaco, resta drammaticamente chiusa nella sua testa, da solo e senza confronto, Massimo Cialente è convinto di lavorare bene, ignorando volutamente una serie di passaggi, stabiliti nelle ordinanze, di assensi e di intese con i commissari, ma anche con il proprio Consiglio, senza i quali ci saranno solo scontri, paralisi ed immobilismo. Oltre a mancare di senso pratico, manca anche di capacità diplomatiche e concertative, in questo momento storico, è davvero un grosso guaio per L’Aquila.
    Alessandra Cococcetta per L’Editoriale

    MpL Comunicazione @ 20:35
    Filed under: News MpL

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