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    Le migliori cialentate/12

    Posted on lunedì 2 aprile 2012

    1.3.2012 – A 60 giorni dal voto le ennesime cialentate, e sicuramente non saranno le ultime. Cosa non farebbe il “sindaco-che-non-c’è” per conquistare qualche voto e qualche riga sui giornali!  Nei giorni scorsi la nomina di un assessore yogurt, con scadenza a 60 giorni,  e la riesumazione del Piano strategico 2020,  una telenovela che va avanti dal 2005.   Un iperattivismo elettorale che prende in giro la pazienza e  l’intelligenza degli aquilani, che giudicheranno il “sindaco-che-non-c’è” su ben altri concreti parametri. Ad esempio, l’unico piano che davvero serviva, quello sulla ricostruzione, è stato presentato dal Comune con enorme ed ingiustificato ritardo.  Nei prossimi giorni un’altra riesumazione: il PUM (Piano Urbano della Mobilità). Un altro piano del quale si erano perse le tracce quattro anni orsono, e non si comprende davvero di quale mobilità il sindaco voglia parlare nella città fantasma.  In cauda venenum, cialentate terminali  prima del meritato ed ineludibile castigo elettorale.

    Et voilà, come un consumato regista (ed attore) Cialente gioca le sue ultime carte per tirare in qualche modo a campare altri due mesi, prima dell’inevitabile castigo da parte degli elettori aquilani.   La prima carta è la nomina di un assessore a 60 giorni dalle elezioni. Cosa non farebbe un sindaco che sente franare la terra sotto i piedi per una manciata di voti!    Non vale la  fatica di scrivere altro, rispetto alle  precedenti nomine ed ai  rimpasti dei quali abbiamo da tempo perso il conto (5? 6? 7? rimpasti…boh),  non vale la pena consumare la tastiera per commentare i voli pindarici di Cialente e dei cialentini redivivi.

    Abbiamo sperato fine alla fine che, di fronte alla tragedia del terremoto, il sindaco e la sua improbabile ciurma assumessero un atteggiamento responsabile, condito da senso delle istituzioni e bene collettivo, ed invece niente da fare. Continua  a mancare in Cialente il senso della realtà e  la consapevolezza della drammaticità della situazione. Si continua da parte del sindaco uscente a giocare con fini chiaramente elettorali.

    A due mesi dalle elezioni si gioca ancora con la città, si fanno nomine “scadenti a 60 giorni” come un vasetto di yogurt.

    Il solito copione, il solito andazzo, come se nulla fosse accaduto.  Sono in corso le  solite squallide manovre, che rivelano come ormai la politica sia ridotta a mercato delle vacche che interessa solo chi fa parte dei giochi, non certo i cittadini. Così si discute di alleanze possibili non sulla base di ideali, ma di concreti interessi dei personaggi in scena: si fanno passi in una direzione o nell’altra a seconda delle convenienze. Se mi dai un qualcosa si fa l’alleanza, altrimenti si cercano altre strade, seguendo sempre la logica del miglior offerente.

    Una logica perversa che non tiene minimamente conto dell’atmosfera che si è creata nell’opinione pubblica, dopo il sisma. Cialente ed i suoi  si comportano come se nulla fosse accaduto, cercando anzi di sfruttare gli eventi per proporsi oggi e riproporsi in futuro.

    E così è servito il pasticcio di fine legislatura: la riesumazione a fini elettorali del dimenticato Piano Strategico 2020, roboante polpettone che gira dal 2005,  e la nomina di un assessore fresco scadente a 60 giorni, tra breve scaduto.  In tempi di ricostruzione lenta, siamo ben oltre il limite della decenza. Un iperattivismo elettorale che prende in giro la pazienza e  l’intelligenza degli aquilani, che giudicheranno il “sindaco-che-non-c’è” su ben altri concreti parametri. Ad esempio, l’unico piano che davvero serviva, quello sulla ricostruzione, è stato presentato dal Comune con enorme ed ingiustificato ritrado.  Nei prossimi giorni un’altra riesumazione: il PUM (Piano Urbano della Mobilità). Un altro piano del quale si erano perse le tracce quattro anni orsono, e non si comprende davvero di quale mobilità il sindaco voglia parlare nella città fantasma.

    Sia chiaro che noi non seguiamo la marea che avanza dell’antipolitica, ma proviamo solo  un legittimo disgusto, una travolgente nausea,  nei confronti dei comportamenti di una classe politica che appare sempre più squalificata e lontana. Certo, non va fatto di tutt’erba un fascio, ma di fronte alla tragedia che si è verificata, alla ricostruzione che non parte, all’economia in panne, ai giovani senza futuro, è difficile separare, come si dice, il grano dal miglio.

    La cosa certa che ci sentiamo di affermare è che continuando così non ci saranno solo i terremoti e  le inchieste giudiziarie a determinare la fine di carriere politiche, ma correranno seri rischi tutti coloro che, invece di capire le lezioni che gli eventi in corso contengono, continueranno ad agire come sempre hanno fatto, cercando esclusivamente la tutela dei propri personali interessi. Tutto per una poltrona che però potrebbero vedersi sfilare da sotto il sedere dalla indignazione che monta nella gente e con la quale non si decidono a confrontarsi e a fare finalmente i conti.

    Buona poltrona e buon PUM a tutti, anche se per soli due mesi.  Povera L’Aquila.

    MpL Comunicazione @ 15:33
    Filed under: News MpL

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