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    Le chiacchiere della ministra

    Posted on venerdì 10 febbraio 2012

    “C’e’ la volonta’ del Governo per quanto riguarda L’Aquila di andare avanti con la ricostruzione poiche’ e’ una ferita troppo grande che dobbiamo curare”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, intervenuta alla registrazione del programma ‘Porta a porta’ di Buno Vespa in onda questa sera su Rai1.

    Le chiacchiere in libertà della ministra, in verità, stridono clamorosamente con le prime azioni del Governo “per” la ricostruzione.  Il Governo Monti ha fatto sinora poco, anzi nulla. Ha tagliato i fondi per l’emergenza per decreto, come se l’emergenza si possa “terminare” per editto e non per la via propria che è quella della ricostruzione.  A marzo saremo di nuovo con il cappello in mano a chiedere una proroga dell’autonoma sistemazione, dato che nessun cantiere è partito.

    Nel primo atto per la ricostruzione del governo Monti (OPCM n.3996) appare poi inaccettabile la mancanza di risorse specifiche per la ripresa economica della città che, tra l’altro,  non ha beneficiato neppure di un trattamento di minimo favore in sede di maxi manovra.  L’Aquila è allo stremo, i cantieri sono chiusi, i giovani vanno via.  La mancanza di una qualsiasi strategia del Governo Monti sulla ricostruzione è una  carenza molto grave perché, a quasi tre anni dal sisma,  si dovrebbe  dare immediatamente una speranza ai giovani ed un impulso per rimettere in moto l’economia e la vita sociale, altrimenti il tessuto sociale ne risulterà semplicemente dissolto.

    In secondo luogo l’ordinanza Monti, contrariamente a tutte le richieste ed alle attese, non concede quasi nulla per le seconde case.   Il meccanismo previsto dall’ordinanza non può funzionare.  La struttura demografica della città vede la presenza massiccia di anziani e di giovani disoccupati, tutte categorie che non dispongono di liquidità.  Ricostruire un appartamento in un compendio complesso sarà cosa  praticamente impossibile, dato che in un condominio  sono presenti seconde e terze case (per le quali la contribuzione sarà del tutto inadeguata). L’obiettivo del Governo  dovrebbe essere quello di ricostruire i condomini, a corpo di fabbrica, e non di ristorare parzialmente i singoli proprietari.

    La ricostruzione delle seconde case è  un interesse collettivo da tutelare, poiché la insufficiente contribuzione per le seconde case impedirà nei fatti pure la ricostruzione delle prime.  Con questa ordinanza Monti per moltissimi aquilani sarà impossibile ricostruire, a meno che non si contribuisca pesantemente di tasca propria. Ed i soldi all’Aquila non ci sono, le famiglie non ne hanno.   Il centro storico, inoltre, zeppo di seconde e terze case,  sarà destinato a restare zona morta.   Gli aquilani già impegnati nella ricostruzione della prima casa “E” – anche là i soldi spesso non bastano – non potranno esporsi finanziariamente pure sulla seconda, semplicemente perché non dispongono della necessaria liquidità.  Chi ha lavorato e risparmiato anni ed anni, sobbarcandosi di pesanti mutui, per acquistare una seconda casa ed assicurare un miglior  futuro ai figli, vede questo sogno infrangersi miseramente.  Con buona pace del principio costituzionale secondo il quale l’Italia è un Paese che tutela e promuove il risparmio (a parole).

    Per vent’anni almeno ci attendono, se le cose non cambiano,  ruderi, macerie e feroci liti condominiali tra chi vuole giustamente ricostruire e chi, nello stesso corpo di fabbrica, non potendo contare sul contributo in quanto proprietario di seconda o terza casa, non potrà partecipare alle spese.Cosa accadrà?  Dovremo vendere i ruderi a prezzi stracciati a qualche società immobiliare alla ricerca di una sin troppo facile speculazione?  Avremo condomini con piani alternati non rifiniti e senza porte e senza finestre?

    A fronte di tali problematiche le parole della ministra sono chiacchiere morte. Come un “pannicello caldo“ è la nomina, da parte di Monti, del ministro Barca con compiti di “inviato speciale”  con il compito di “integrare le inziative” per la ricostruzione. Ma dopo tre anni dal sisma siamo ancora a questo punto? Alla costituzione dei soliti tavoli di lavoro buoni solo a retribuire consulenti ed a perdere tempo?  Tavoli che tra l’altro non sono stati ancora costituiti. Qui si perde solo tempo. Siamo molto, ma molto preoccupati.  Occorre la totale riformulazione della governance per la ricostruzione, conferendo poteri reali a Provincia e Comuni. Occorre snellire e velocizzare la burocrazia ed incrementare le risorse per la  “ricostruzione 100%”.

    E’ tutto fermo: i cantieri non partono, il centro è chiuso, l’economia cittadina è in coma.  La cosa più grave è che il Governo appare indifferente se non ostile nella sostanza. La politica tace, è come rassegnata, sottovalutando la rabbia che cresce negli aquilani ogni giorno di più.

    MpL Comunicazione @ 11:46
    Filed under: News MpL

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