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    1 Maggio: festa del lavoro (nero)

    Posted on domenica 30 aprile 2006

    il nero e l’evasione crescono soprattutto nell’edilizia, nel turismo e nel commercio.  La politica è distratta

    Non è un gran momento per i conti pubblici: il debito cresce sostanzialmente perché l’economia non si sviluppa come dovrebbe. Le cose peggioreranno a causa dell’aumento dei tassi di interesse, il che renderà ancora più oneroso per l’Italia il servizio sul debito.  Il neo-governatore Draghi è tornato più volte in questi mesi sullo stato dell’economia italiana, sulla quale pesano questioni strutturali irrisolte: la principale è la progressiva caduta della competitività dovuta al ristagno della produttività. Il nostro sistema economico non ha saputo cogliere appieno le opportunità offerte dall’avvento delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Le imprese non hanno sufficientemente adeguato alle nuove tecnologie, a differenza di quanto accaduto in altri paesi europei, il proprio capitale umano e organizzativo.

    Aumentano, peraltro, il lavoro nero e l’evasione fiscale. L’agenzia delle entrate, ha stimato una crescita dell’evasione superiore al 6% tra il 2002 e il 2004. Il che equivale a dire che ogni anno sfuggono alle casse dello Stato circa 80-100 miliardi di euro, pari al 6% del prodotto interno lordo. Evasione che, in maggior parte, secondo i tecnici dell’Agenzia, si annida nei servizi alle imprese, nel commercio e nei servizi per le famiglie. Non va meglio sul versante del lavoro sommerso. Per il Censis è complessivamente aumentato il livello di irregolarità del lavoro, in particolare nel Sud. Si è diffuso ulteriormente il malcostume del mancato rispetto dei contratti collettivi, del doppio lavoro a nero, delle posizioni plurime, del numero di giornate lavorative dichiarate inferiori a quelle effettive. Una quota rilevante del Pil prodotto sfugge ormai ad ogni rilevazione, ed esiste un’economia sommersa, in alcune zone anche con caratteristiche criminali, che rappresenta una quota via via crescente dell’economia ufficiale. Altro aspetto da tenere in considerazione è la capillarità del lavoro nero.  Se prima era il Sud a farla da padrone, il Centro sta "recuperando" posizioni. Un fenomeno dovuto soprattutto all’aumento dei lavoratori stranieri.

    L’emersione dal lavoro nero è uno dei temi sui quali si gioca la ripresa economica italiana. Si tratta di risorse che, se recuperate, permetterebbero non solo di risanare i conti del Pease ma pure di ridurre l’imposizione fiscale generale: pagare meno ma pagare tutti. Basti pensare che i primi dati 2005 danno un’evasione di circa un miliardo di Euro per i soli contributi previdenziali, cifre da capogiro.   Lavoro nero non vuol dire solo minori risorse per le casse dello stato ma anche, e soprattutto, sfruttamento e mancanza di garanzie per i lavoratori. E non parliamo solo di contributi in meno su cui poter contare al momento della pensione. In questione c’è anche la sicurezza di persone che, in realtà, non esistono, come  non esistono, per gli istituti previdenziali, gli incidenti spesso mortali che li coinvolgono.

    Anche l’Abruzzo non è ovviamente esente dalla piaga del lavoro nero, un fenomeno purtroppo in crescita presente soprattutto nell’edilizia, nel turismo e nei sub-appalti. Ma anche in Abruzzo la politica è distratta. Sono temi sostanzialmente assenti dal dibattito politico, così come sono quasi assenti gli strumenti regionali di contrasto.  Oggi è la giornata della dignità del lavoro. Dovrebbe essere la giornata della riflessione sul lavoro che non c’è, sul lavoro nero, sulle ipocrisie di chi fa la retorica del lavoro e nulla fa per contrastare quella che sta diventando una vera e propria piaga della nostra epoca: lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo senza regole e senza freni.

    MpL Comunicazione @ 17:58
    Filed under: News MpL

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