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    L’Aquila, un altro parco commerciale (sic!)

    Posted on venerdì 1 marzo 2019

     

    Il nuovo Parco commerciale, a fianco del palazzo delle Poste (area Centi Colella). Una decisione che suscita polemiche e farà discutere gli aquilani

    Lo ha svelato New Town, pochi giorni orsono. La delibera della Giunta comunale aquilana n.59/2019 ha approvato la variazione di destinazione d’uso, da ‘zona per attrezzature direzionali’ a ‘zona per attrezzature commerciali’, di un compendio immobiliare di proprietà della ditta ‘Ventuno srl’ sito in località Centi Colella, accanto al centro smistamento di Poste Italiane. Di fatto l’esecutivo comunale dà il via libera alla realizzazione di un “parco commerciale” a poche centinaia di metri dai complessi de L’Aquilone e de Il Globo,  e non lontano da Meridiana. Il manufatto ospiterà locali commerciali per 2.500,00 mq; sono previsti, inoltre, servizi di vicinato per 600 mq e superfici destinate a bar per uno sviluppo di 200 mq.  Si tratta di una scelta opportuna, seppure legittima? La Città si interroga…

    Nulla da dire sulla legittimità della richiesta dell’imprenditore. Quello che è da valutare è l’opportunità, non la legittimità.  Una scelta sulla quale, era facile prevederlo, si sta sviluppando un acceso dibattito in Città.  Proprio in questi giorni, dopo un ampio servizio de Il Messaggero, si discute sulle enormi difficoltà di “fare commercio” nel centro storico dell’Aquila. Celso Cioni tra l’altro ha dichiarato: “Se non tornerà un flusso costante verso il centro di persone che fanno la spesa, che si recano in ufficio, che fanno l’acquisto di impulso, che riprendono i figli nelle scuole, non si potrà tornare nelle condizioni del commercio pre-sisma”, allorquando in centro operavano oltre mille esercizi.

    Realizzare ulteriori centri commerciali, o parchi commerciali che dir si voglia, non sembra essere il miglior viatico per rivitalizzare il Centro!

    E proprio nei giorni in cui risuona forte il malessere dei commercianti coraggiosi che hanno deciso di riaprire i battenti in una città ancora per troppa parte da ricostruire, si approva la realizzazione di un altro parco commerciale!  Insomma, da una prima lettura e in attesa di maggiori spiegazioni sulla tutela dell’interesse pubblico da parte dell’Amministrazione comunale, la scelta sembrerebbe legittima ma inopportuna e, inoltre, non sembrerebbe coerente con le pianificazioni messe in campo per rivitalizzare il centro storico devastato dal sisma,  dove si registrano già i primi abbandoni dei commercianti che hanno provato a ripartire.

    Una ulteriore perplessità riguarda lo strumento urbanistico utilizzato, un Piano Regolatore Generale vecchissimo per non dire preistorico ed non più aderente al contesto ed alla evoluzione della Città del post sisma.

    Meglio sarebbe stato varare il nuovo Piano Regolatore, perché la Città è cambiata ed occorre uno strumento urbanistico attuale ed aggiornato che valuti ogni intervento importante, come è la realizzazione di un parco commerciale, nel nuovo contesto affatto diverso dal passato.

    In ogni caso, la delibera di GC in questione dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale. Un dibattito sarebbe stato opportuno anche in sede di Urban Center (in tutte le città dove esiste ed opera l’Urban Center, tale strumento di partecipazione e condivisione viene utilizzato per discutere di scelte urbanistiche complesse).  Insomma, sarà necessario discutere con attenzione la Città che vogliamo, perché a forza di varianti e deroghe sta sfuggendo il disegno complessivo della funzione che il Capoluogo deve scegliere nel contesto delle aree interne, in ambito regionale e nei rapporti con la conurbazione romana. Strategia cercasi…

    L’Aquila è il suo Centro storico, senza Centro storico non ci sarà L’Aquila, ma un disordinato agglomerato urbano senz’anima. E L’Aquila sarà una delle mille tristi e scolorite cittadine della provincia interna italiana, ben lontana da quel ruolo di “capitale dell’Appennino” ben disegnato nel Programma di Marco Marsilio.

    La domanda delicata alla quale dovrebbe rispondere l’Urban Center e dovrà ora rispondere il Consiglio comunale è semplice: il nuovo parco commerciale, in una zona già congestionata,  rappresenterà una pubblica utilità, nel quadro di un disegno strategico della Città che tuttora manca e va urgentemente definito, oppure decreterà la definitiva agonia per le attività esistenti e resistenti in Centro?

    Realizzare ulteriori centri commerciali appare una decisione, peraltro, in controtendenza, visto che in molte città si sta invece cercando di recuperare il piccolo commercio “dentro le mura” e mettere limiti all’espansione di grosse strutture.

    La Città si pronunci!

    MpL Comunicazione @ 14:40
    Filed under: News MpL

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