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    L’Aquila Città Aperta macina adesioni

    Posted on venerdì 24 febbraio 2012

    L’Aquila Città Aperta, il progetto lanciato poche settimane fa da Giorgio De Matteis, macina un forte consenso. L’attenzione è palpabile, gli aquilani ne parlano, le adesioni sono tante. Aderisce tanta gente comune, stanca di una politica personalistica e distruttiva, aderiscono le associazioni, aderiscono sindacati, aderiscono sigle e partiti.  Agli aquilani piace Giorgio De Matteis “civil servant”, servitore intelligente dell’Aquila, futuro sindaco al servizio esclusivo della città. 

    Martin Luther King  – La massima di Martin Luther King, assunta da De Matteis come “icona” del suo progetto, sintetizza bene la voglia di cambiamento che aleggia sulla città ferita: “Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura né conveniente né popolare, ma bisogna prenderla perché è giusta”.  Mi candido – ha detto Giorgio – e metto la mia esperienza al servizio della città  perché l’eccezionalità e la stratordinarietà del momento richiede l’impegno di tutti gli aquilani responsabili. Nei prossimi anni si gioca il destino della nostra Città, e non possiamo assistere inerti alla progressiva marginalizzazione del Capoluogo causata da una esasperata conflittualità politica che già tanti danni ha portato al processo della ricostruzione”.

    No etichette –   Il progetto “L’Aquila Città Aperta” rifugge da qualsiasi tentativo di etichettatura.   L’Aquila Città Aperta significa costruire per incontrare e non per dividere, aprirsi agli altri e non chiudersi. L’Aquila Città Aperta è un atteggiamento, una scelta culturale, una visione, è un punto di vista nuovo con il quale guardare la nostra città.  L’eccezionalità del momento richiede che all’Aquila si superino le appartenenze, le ideologie, le divisioni, i personalismi, e tutti insieme si lavori per la ricostruzione materiale e morale della Città Capoluogo.  Qui è in gioco il futuro della città, non si può continuare con gli schemi politici tradizionali e le liturgie partitiche. Dobbiamo inventarci qualcosa di nuovo, e le prossime amministrative ne sono l’occasione irripetibile.  La società civile, i partiti, le associazioni, i sindacati, i cittadini, tutti si devono sentire partecipi del grande progetto L’Aquila Città Aperta.

    Recuperare credibilità –  L’Aquila Città Aperta  rappresenta la comune volontà ad impegnarci tutti insieme per restituire dignità alla città violata ed umiliata dal terremoto e dalle divisioni che ne sono seguite. Gli aquilani possono ritrovare la perduta unità nell’obiettivo comune del fare per la buona ricostruzione. Per ottenere questo c’è bisogno di credibilità, il valore che muove ogni azione e ci permette di assumere e condividere responsabilità, assumere e condividere decisioni difficili.   Dinanzi agli aquilani è un obiettivo che supera ogni divisione e ogni logica di appartenenza. Un obiettivo che deve essere di tutti: la rinascita aquilana.   La rinascita aquilana è stata fortemente rallentata dal clima di esasperata conflittualità di questi ultimi anni. Rinascita può essere credibile solo da una classe dirigente che non indugi nel conflitto ma vada alla ricerca di ciò che unisce, alla individuazione di interessi comuni. All’Aquila dobbiamo avviare un nuovo clima di coesione politica e sociale. Senza unità, nessuna ricostruzione. “Non sono e non posso essere l’Uomo della Provvidenza. La ricostruzione – ha detto Giorgio –  è un progetto collettivo che potrà avere successo solo e soltanto se sarà un progetto condiviso, come è condiviso il progetto “L’Aquila Città Aperta”.

    No ad eroi solitari  –   “La rinascita aquilana non è un compito alla portata di un eroe solitario. Potremo aver successo soltanto se attorno a questo comune obiettivo riusciremo ad aggregare un ampio schieramento di forze” – ha detto De Matteis alla presentazione del progetto.  La rinascita aquilana richiede l’impegno delle migliori energie della città,  passa attraverso una aggregazione ampia di forze. Dobbiamo fare delle differenze un valore aggiunto per la ricostruzione, che non è solo urbanistica, ma pure economica, sociale, umana, relazionale. La rinascita aquilana richiede un passo indietro ai partiti ed alle appartenenze. La rinascita aquilana richiede di superare gli schemi tradizionali della politica, le fazioni e gli steccati, affinché le energie positive della Città tutta trovino il comune denominatore del costruire il nostro futuro, il futuro dell’Aquila.   Il cialentismo, un insieme di verticismo ondivago ed esasperata conflittualità, ha privato L’Aquila della sua credibilità. Dobbiamo recuperare.  Occorre  riportare all’attenzione del Paese quella credibilità che Cialente con la sua conflittualità esasperata ha cancellato. Credibilità della capacità di proporre, anticipare i problemi, una città che viva e  creda nel proprio futuro. E se è credibile la Città è credibile anche il Sindaco e l’Amministrazione.

    Da queste considerazioni nasce il  progetto “L’Aquila Città Aperta”.  Un progetto al quale MpL crede ed al quale MpL aderisce.  L’Aquila Città Aperta ad un confronto al proprio interno, aperta alle idee positive, aperta alle realtà esterne alla città, aperta al confronto con tutto ciò che può essere utile al suo futuro, evitando di richiudersi all’interno delle nostre stesse mura così come è accaduto negli anni bui del cialentismo.

    E che L’Aquila, già da oggi, possa essere una città aperta al suo domani.

    MpL Comunicazione @ 18:14
    Filed under: News MpL

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