• Calendario/Archivio

  • giugno: 2019
    L M M G V S D
    « Mag    
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    L’Abruzzo deve investire sulla conoscenza

    Posted on lunedì 15 aprile 2019

    Risultati immagini per conoscenza

    La conoscenza, intesa come sintesi di educazione, formazione ed esperienza, vale più del petrolio, è la chiave della crescita economica e sociale. Anche su questo l’Abruzzo deve recuperare il ritardo accumulato

     

    L’economia è indissolubilmente correlata alle persone e la relazione tra persone è essenzialmente diversa dallo scambio di merci. “Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee”. George Bernard Shaw sottolineava così la natura unica dello scambio tra persone. La conoscenza è il vero motore dello sviluppo economico e sociale. L’Abruzzo anche su questo è rimasto indietro. Cosa fare?

    Lo scambio di cui parla Shaw è una forma di scambio economico, fondato sulla più importante forma di capitale, il  capitale umano, ovvero quell’insieme di valori, facoltà, conoscenze e competenze  acquisite durante la vita dalla persona che danno luogo alla capacità unica dell’uomo di trasformare l’ambiente in cui vive nel bene o nel male. L’economia, prima che lo sfruttamento delle risorse e dei capitali materiali, è economia della conoscenza.  Questo principio cardine è alla base dello sviluppo economico, perché la forza di una comunità non risiede tanto nelle miniere di carbone ed acciaio di cui dispone, ma nella qualità del capitale umano impegnato nel ricercare forme più alte di benessere e di civiltà.

    Gli effetti socio-economici generati da maggiori investimenti in educazione e istruzione sono noti e possono essere condensati in tre tipologie: 

    effetti immediati sui rendimenti privati individuali. Investire sulla conoscenza migliora le prospettive individuali occupazionali e di reddito;

    maggiore produttività, migliore crescita e qualità della vita (più salute, meno criminalità, maggiore partecipazione dei cittadini alla vita della comunità);

    effetti innovativi e di rottura: l’istruzione incoraggia l’imprenditorialità, la creatività e la predisposizione all’innovazione e al cambiamento.

    E’ attraverso la creazione e la diffusione della conoscenza che una comunità integra la sua organizzazione economica e i suoi principi etici.  Un maggior livello di istruzione incoraggia la libera iniziativa, la cooperazione, lo scambio, senza perdere di vista valori come la fiducia, l’equità, la tolleranza e la non violenza. E’ ampiamente dimostrato, inoltre, che laddove aumentano asili, scuole, Università e insegnanti, diminuiscono la povertà ed i conflitti.

    La sfida degli amministratori, ad ogni livello, è come alimentare il capitale umano. E le risposte sono note: il capitale umano si nutre di educazione, istruzione, formazione ed esperienza.

    Ecco perché l’Abruzzo, scivolato nelle graduatorie basse nei livelli di reddito e di occupazione,  non potrà tornare a crescere se non si mettono in campo politiche impattanti su due esigenze prioritarie:

    a)il rafforzamento del capitale umano nel sistema produttivo. Soprattutto le piccole imprese hanno bisogno di conoscenza, fare rete e sistema per raggiungere un’adeguata massa critica. E’ l’unica strada per fare i conti con il mercato, aumentare gli investimenti in innovazione, incrementare il potere contrattuale verso la finanza e superare la strutturale sottocapitalizzazione;

    b)il superamento degli squilibri territoriali e la diffusione della conoscenza, creando dei veri e propri “gruppi territoriali” per la diffusione della conoscenza. Università, imprese, comuni, associazioni e loro espressioni (Urban Center) devono essere messi a sistema, elaborare progetti, acquisire finanziamenti, al fine di valorizzare i punti di forza tipici del territorio per mezzo della valorizzazione del capitale umano locale. La conoscenza applicata è l’elemento che consente al sistema produttivo di conseguire diversi obiettivi, come il collocarsi nella fascia a valore aggiunto della filiera produttiva (la qualità non conosce crisi); poter valorizzare il proprio modello di specializzazione nei mercati internazionali (si pensi ai prodotti agroalimentari di nicchia); innalzare la soglia dell’equilibrio tra domanda e offerta d’innovazione (la conoscenza stimola l’innovazione che a sua volta richiede conoscenza); creare occupazione stabile e non precaria, come’è quella creata negli ultimi anni; favorire l’export, attenuando la competitività basata sul fattore prezzo; produrre reti e connessioni (pensare globale e agire locale è quanto mai attuale per l’Abruzzo).

    In Abruzzo operano tre importanti Università (L’Aquila, Teramo, Chieti-Pescara), il GSSI, una pluralità di Fondazioni e istituzioni che possono fare molto di più di adesso nel comune obiettivo della crescita. La sfida dell’Abruzzo è quella di sviluppare, in ogni area omogenea, un “Sistema Territoriale della Conoscenza”, fondato sulla diffusione dell’innovazione, che deve essere attivato per operare come motore per la crescita economica e civile. Un sistema complesso che ha tre componenti (la conoscenza, la ricerca, la diffusione dell’innovazione); più livelli decisionali (Regione, Governo, Ue);  più attori (pubblica amministrazione, imprese, Università). Il carattere multidimensionale e sistemico dell’innovazione richiede che essa costituisca un elemento distintivo delle iniziative del Governo regionale, opportunamente raccordate con i programmi nazionali ed europei.

    L’innovazione deve costituire il fattore distintivo della ripresa economica regionale e la condizione per uno sviluppo stabile per un’economia avanzata come la nostra.

    Dobbiamo crederci. Deve crederci la Regione. Devono crederci gli imprenditori, i sindaci,  le associazioni di categoria e di produttori. Devono crederci i cittadini. Non bisogna inventarsi nulla di particolare, altri paesi lo hanno fatto e dobbiamo imitare ed adattare le migliori best practices. Le grandi imprese lo sanno così bene che quelle più grandi investono in conoscenza somme da capogiro, come Volkswagen e Google che insieme spendono in ricerca&innovazione più di quanto faccia l’Italia intera. E l’Abruzzo, ahimé, anche su questo è rimasto indietro. Anche su questo il Governo Marsilio dovrà recuperare, e in fretta.

    Piero Carducci, economista

    MpL Comunicazione @ 13:26
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *