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    La peggiore Italia a Campo Imperatore

    Posted on lunedì 7 agosto 2017

    Trenta anni di leggi fatte male, di riforme della Pubblica Amministrazione ridicole, di dirigenti troppe volte premiati sull’appartenenza e non sul merito, di assoluta mancanza di senso civico a tutti i livelli. Una Regione che ancora una volta ha dimostrato di non saper affrontare questioni cruciali.  Un raduno di oltre diecimila persone, a Campo Imperatore nella morsa della siccità,  senza prevedere un servizio antincendio davvero efficace,  senza una autobotte pronta, e poi turisti della domenica che accendono fuochi temerari. Un mix di irresponsabilità, superficialità, approssimazione, mancanza di prevenzione e di buon senso, cosa dire ancora?  Povera Italia!  

    Le fiamme intanto hanno svalicato il crinale della montagna e si dirigono verso Farindola, sul versante pescarese, sul Monte Siella, sopra Rigopiano. “E’ evidente che la gestione incendi nel Paese è fuori controllo e, come spesso accade, oggi rappresenta l’ennesima emergenza che, riteniamo, si poteva e si doveva evitare”.  Lo afferma Elio D’Annibale segretario regionale Abruzzo del Conapo, sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco, che sottolinea come siano “innumerevoli le dinamiche e le responsabilità che hanno prodotto questa situazione”. Come dargli torto?

    “Dato per scontato – spiega – che i disastri cui stiamo assistendo da settimane quasi sempre sono opera della mano sciagurata dell’uomo, per dolo o colpa che sia, rileviamo che si latiti paurosamente in termini di prevenzione e controllo. Nonostante essi rappresentino gli unici strumenti da mettere in campo per fronteggiare questo fenomeno. Rispetto all’incendio sviluppatosi nei giorni scorsi a Fonte Vetica ci chiediamo come tra le altre misure preventive messe in campo, venti membri di un’associazione di volontariato, sei carabinieri/forestali e due vigili urbani, non sia stato previsto un presidio dei Vigili del Fuoco tenendo presente che per raggiungere tale località da L’Aquila è necessario un tempo di percorrenza di oltre un’ora; che la prevista e consolidata Rassegna degli Ovini avrebbe richiamato un’altissima affluenza di visitatori, come peraltro aveva fatto presente il sindaco di Castel del Monte nel corso del tavolo tecnico tenutosi in Questura il 4 agosto scorso e poi effettivamente stimata in circa 30 mila persone; che l’abnorme assembramento di persone si sarebbe riversato a Fonte Vetica con migliaia di automezzi tra cui auto, moto e soprattutto camper con al seguito bombole di gas, e che il tutto si sarebbe svolto in particolari condizioni climatiche, ampiamente previste, per cui in queste settimane anche nella zona di Campo Imperatore si registrano temperature altissime e siccità”.

    “Ribadendo che alle Regioni, per legge, prioritariamente spetta la tutela del patrimonio boschivo e la lotta attiva contro gli incendi boschivi, nei mesi scorsi – ricorda D’Annibale – abbiamo denunciato invano e ripetutamente che i fondi destinati alla convenzione antincendi boschivi che la Regione Abruzzo stava stipulando con i Vigili del fuoco fossero del tutto insufficienti ed inadeguati. Indipendentemente dal fatto che, poi, ci si è ritrovati a fare i conti con una stagione estiva particolarmente torrida e avara di precipitazioni. È semplicemente assurdo pensare che una sola squadra di Vigili del Fuoco per provincia potesse essere sufficiente a raggiungere lo scopo. Tutto brucia come da programma, insomma”.

    “A ciò – incalza – si aggiunga che a sette mesi dal varo della riforma Madia, che ha sciolto la Forestale, mancano i decreti che assegnano ufficialmente i 16 mezzi ai Vigili del Fuoco, e le gare d’appalto per la manutenzione. Un vero pasticcio anche la suddivisione degli ex Forestali previsto dalla stessa legge: dei circa ottomila forestali, 6.400 sono stati dirottati nell’arma dei Carabinieri, 1.240 nella Pubblica Amministrazione, mentre ai Vigili del Fuoco, che pure ne avrebbero giovato più di tutti, ne sono stati assegnati soltanto 361. Analogo destino è toccato agli automezzi dell’ex Forestale. L’Abruzzo, poi, come altre sei regioni è priva di mezzi aerei destinati alle attività antincendi boschivi”.

    “Tutto ciò – fa presente il Conapo – in un quadro disarmante che vede i Vigili del Fuoco con gli stipendi più bassi tra i corpi statali, come emerge dai dati contenuti nell’annuario statistico della Ragioneria generale dello Stato. 7.139 euro in meno di un poliziotto che appartiene allo stesso ministero dell’interno e 1.895 euro in meno della media delle retribuzioni degli statali che comprende anche chi lavora in ufficio e non rischia la vita. Gli stessi uomini e donne in uniforme, però, che spesso sugli interventi o sulle linee telefoniche di emergenza, per il solo fatto di rappresentare la prima interfaccia con i cittadini stremati da continue inefficienze, vengono ricoperti di insulti di ogni tipo a causa di falle di cui non hanno nessuna responsabilità, che sono esclusivamente attribuibili ad un sistema Paese ormai al collasso e di cui loro stessi sono vittime. Tutto questo è semplicemente vergognoso”.

    SINISTRA ITALIANA –  “L’episodio a Fonte Vetica è gravissimo, frutto di gravissime leggerezze. Le fiamme sarebbero divampate a causa di un barbecue, acceso a terra, che poi sarebbe sfuggito al controllo dei presenti. L’area dove si trova il punto di innesco è stata individuata, circoscritta e sequestrata”.  Lo dice il coordinatore regionale di Sinistra Italiana, Daniele Licheri, che annuncia che “porteremo il caso in Parlamento tramite la nostra senatrice Loredana De Petris per accertare le responsabilità di un così grave leggerezza. La nostra regione deve cambiare modello di sviluppo e il turismo va gestito in maniera totalmente diversa”.   “Uno dei tratti più belli e suggestivi dell’intero Abruzzo, è stata completamente inghiottita dalle fiamme. Sei persone sono indagate, con l’accusa di incendio colposo, per il rogo che a partire da ieri sta devastando l’area che si trova nella piana di Campo Imperatore. Sul versante Aquilano è bruciato tutto, causando un danno ambientale di proporzioni enormi. Sul versante Pescarese, in direzione Rigopiano, si lotta ancora contro le fiamme. L’Abruzzo brucia è siamo stanchi di vedere andare in fumo il nostro importante patrimonio ambientale il vero Oro della nostra regione”.

    “Incuria e delinquenza sono intollerabili – prosegue – Non posso che esprimere massima solidarietà a chi in queste ore senza tregua prova a contenere i numerosi incendi salvaguardando il nostro patrimonio. Purtoppo però questa vicenda conferma quanto sia stata scellerata la scelta del governo di sopprimere il corpo forestale dello Stato”.

    M5S: “D’ALFONSO IN RITARDO, È ANCORA ALLE PRESE CON PIANO VALANGHE…” –  “Il Gran Sasso brucia, mancano controlli preventivi per evitare questi disastri ed i soccorsi, dopo le tragedie, arrivano tardi: la Regione Abruzzo vive in constante ritardo sulle emergenze. Il presidente D’Alfonso è ancora alle prese con il piano valanghe, registrando clamorose lentezze, ed oggi si trova a dover fare i conti con un incendio di proporzioni immani a causa dei pochi investimenti sia sulla prevenzione, sia sui soccorsi”.  Il commento arriva dal consigliere regionale del Movimento cinque stelle, Domenico Pettinari, a seguito dell’incendio che sta devastando il territorio del Parco nazionale del Gran Sasso. “La mancanza di mezzi di soccorso sul Gran Sasso è sotto gli occhi di tutti, l’origine del rogo ha visto i primi interventi di mezzi speciali dopo ore ed ore. Non è la prima volta che il nostro territorio è vittima di incidenti come questo; non investire le dovute risorse per far fronte alle emergenze è un segno di grave negligenza. Non è un caso che la prima turbina spalaneve in dotazione a Regione Abruzzo sia stata donata dal M5S. La Regione non investe per la tutela del territorio”.

    “Nel caso specifico del rogo del Gran Sasso”, continua Pettinari “la responsabilità pare essere di turisti che hanno acceso un barbecue. A Campo Imperatore era in corso, infatti, la 58esima edizione della Rassegna degli Ovini, l’evento, presente nella zona ha portato oltre 30mila persone. Una mole prevedibile, poiché per la prima volta l’evento solitamente di tre giorni è stato concentrato in uno. Nonostante questo, pochissimi sono stati i controlli, secondo i testimoni il personale di servizio volto al controllo e alla prevenzione degli incendi era inconsistente. Il risultato dell’inefficienza nell’organizzazione dell’evento, del clima torrido di questi giorni e della mancata educazione al rispetto del territorio ha portato un gravissimo danno ambientale: il fuoco ha distrutto tutto, in una zona ricca di flora e fauna”.

    MpL Comunicazione @ 12:16
    Filed under: News MpL

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