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    La mossa di Berlusconi

    Posted on giovedì 29 luglio 2010

    "Abbiamo deciso con Gianni Letta: riprendiamo nelle mani come governo, come presidenza del Consiglio e come dipartimento della Protezione civile, la fase 2, quella della ricostruzione dell’Aquila».  Un annuncio secco e preciso, quello di Berlusconi. Un  annuncio il cui significato politico è ancora da decifrare.  Certamente il giudizio del premier è tranchant: "Purtroppo le istituzioni locali non hanno saputo intervenire per dare il via ai lavori e, quindi, riprendiamo nelle mani la ricostruzione".  E le istituzioni locali oggetto degli strali infuocati del premier sono indubitabilmente  la Regione (che esprime il commissario alla ricostruzione Chiodi) ed il Comune (che esprime il sub comandante Cialente, da alcune settimane con la vocazione di tour operator).

    Chiodi rischia di uscirne politicamente macinato, e quindi  la supposta viene indorata: è stato proprio il commissario – si fa ad arte trapelare per la stampa – a chiedere di essere aiutato dal Governo.  Più precisamente, il commissario avrebbe chiesto di essere affiancato "da due vice commissari che dovranno essere figure tecniche per rafforzare la struttura commissariale nell’attività di ricostruzione e rilancio".

    Ma la supposta resta supposta, anche se indorata. La bocciatura  delle istituzioni locali è fragorosa, e fa male male.   E Chiodi non ne esce vincitore: all’atto dell’incarico a Commissario doveva forse dimostrare maggiore coscienza dei propri limiti ed avrebbe così evitato la figuraccia di oggi. Eh già, perché il presidente della regione nonché commissario alla Sanità nonché commissario alla ricostruzione è stato a sua volta commissariato.  Lo dicono i fatti.  Le parole di Berlusconi sono chiare. Berlusconi non ha dato la pagella dicendo il sindaco è un asino mentre invece  Chiodi è bravo. Berlusconi ha detto  "le istituzioni locali non hanno saputo intervenire per dare il via ai lavori e, quindi, riprendiamo nelle mani la ricostruzione". No, no,  non è una promozione per Chiodi, commissario governativo e presidente della Regione, quindi di uno degli enti locali da bocciare. Ovviamente lo stesso discorso vale, a maggior ragione,  per il sindaco e vice commissario,  Cialente, il quale da politico consumato com’è ha capito che Berlusconi vuole privarlo del giocattolo della ricostruzione e da ieri sera spara confuse bordate al fulmicotone sul Governo (sul tipo "L’Aquila non è Kabul" – e che ch’azzecca direbbe il suo amico Di Pietro?).

    E’ ovvio che "mimì & cocò", commissario e sub commissario,  non potranno  reggere il confronto con la "macchina da guerra" della Protezione civile e con il carisma di Bertolaso e Gabrielli.  Altri livelli, altre paste, altri cipigli., altre esperienze.  Soprattutto altre palle. 

    Con Bertolaso e Gabrielli al timone, e Fontana supertecnico assistente,  che ruolo avranno il commissario e il vice?  Nessuno, o quasi.  Ed è proprio così che deve essere, per il bene dell’Aquila. Eh già, perché a noi di MpL interessa una sola cosa: che L’Aquila sia ricostruita e l’economia riparta, e subito. Due compiti immani che non sono alla portata di Comune e Regione. Lo dicono i fatti,  lo dice il buon senso. Berlusconi ne ha soltanto preso atto, casomai in ritardo. Meglio tardi che mai.
    MpL/Com 

    MpL Comunicazione @ 14:27
    Filed under: News MpL

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