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    La beffa SSIS

    Posted on sabato 8 marzo 2008

    Una delegazione dei partecipanti al nono ciclo della SSIS (Scuola di Specializzazione per l’insegnamento secondario) di Chieti, in corso presso l’università d’Annunzio hanno incontrato il senatore Giovanni Legnini, relatore della ultima finanziaria del Governo Prodi, per illustrare la loro situazione derivante proprio da quanto deciso nella finanziaria 2007. Al senatore Legnini è stata fatta presente la situazione paradossale in cui verrebbero a trovarsi i partecipanti alla scuola di specializzazione che dopo due anni di duri e costosi studi per specializzarsi, si vedrebbero chiuse le possibilità di entrare in graduatoria per decisioni che creano evidente disparità rispetto a chi ha seguito gli stessi corsi negli anni precedenti.  Il senatore Legnini si è subito attivato, mettendosi in contatto con il ministero della Pubblica Istruzione ed ha promesso il suo interessamento per seguire il caso ed esplorare tutte le possibilità per risolvere una vicenda che comunque si presenta complessa. Per dare migliore informazione a questo punto pubblichiamo interamente un documento firmato dall‘Anief ( Associazione Insegnanti ed Educatori in Formazione) sull’argomento, impegnandoci a seguire l’evolversi di una situazione che ha davvero gli aspetti di una beffa per coloro ne sono i protagoìnisti. “La SSIS (Scuola di Specializzazione) nasce nel 1990 in risposta agli accordi di Lisbona del 1989 come evoluzione della formazione della professione docente in Europa. In Francia parte subito sotto il nome di Capes, il cui accesso garantisce, dopo un periodo di tirocinio, il diretto accesso ai ruoli ponendo fine al problema del precariato. In Italia parte dopo 9 anni, ma non riesce a legare il reclutamento alla formazione per logiche politico-sindacali che portano contemporaneamente a nuovi concorsi a cattedra e a nuovi corsi riservati gestiti dai provveditorati. Nasce il doppio canale dove il 50% è riservato agli idonei dei concorsi e l’altro 50% a tutti gli abilitati. Al titolo SSIS è dato un punteggio aggiuntivo di 30 punti per compensare il mancato ruolo, ma la sollevazione degli altri docenti precari porta alla legificazione della tabella di valutazione dei titoli (L. 143/2004), alla svalutazione di 2/3 del punteggio d’abilitazione, all’attribuzione di punti 6 alle abilitazioni diverse da SSIS, a una nuova sessione di corsi riservati gestiti dalle Università. La guerra dei poveri vede soltanto il 2,8% degli abilitati SSIS immessi in ruolo sulle 30.000 assunzioni dell’a.s. 2005-2006, soltanto 1.000 su 50.000 docenti specializzati per andare ad insegnare. Oggi sono 80.000 e disoccupati.A ciò si aggiunge la beffa perché la legge finanziaria 2007 (L. 296/2006) blinda le graduatorie permanenti trasformandole in esaurimento, malgrado l’allarme lanciato dall’ANIEF in audizione al Senato e alla Camera, lasciando gli iscritti ai corsi di specializzazione all’insegnamento per gli anni accademici 2007-2009 e seguenti fuori dalle stesse graduatorie. Escono i bandi d’ammissione al IX ciclo SSIS e simili recante la norma citata, ma nel contempo alla Camera dei Deputati si approva il Disegno di legge Bersani (S. 1848 al Senato) che prevede una deroga alla suddetta legge per il solo inserimento degli specializzandi per la classe di strumento musicale, nonostante l’ANIEF abbia depositato in audizione al Senato le prime 1.000 firme degli altri docenti specializzandi. Per questa ragione l’ANIEF, stante la corretta possibilità dei colleghi di strumento musicale d’inserirsi nelle GaE, chiede che la stessa sia legittimamente ampliata anche a tutti gli altri specializzandi. A niente vale la paventata possibilità di partecipare ai concorsi previsti dalla L. 244/ 2007. Rimarrebbe la disparità di trattamento tra docenti che hanno seguito lo stesso percorso e conseguito lo stesso titolo. A sostegno di tale rivendicazione è stata attivata una raccolta di firme on-line, una raccolta di firme cartacee a sostegno di un decreto legge ad hoc, è stata indetta un’assemblea informativa presso ogni SSIS, AFAM, SFP da tenersi entro il 31 gennaio, è stato proposto un ricorso al TAR e una manifestazione nazionale a Roma per mobilitare tutta l’opinione pubblica e la classe politica”.

    AdT

    MpL Comunicazione @ 14:03
    Filed under: News MpL

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