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    Italiani sempre più poveri

    Posted on venerdì 27 giugno 2014

    Gli effetti della globalizzazione, di un’Europa che fa gli interessi della grande finanza e di una classe politica assente,  spesso incapace e corrotta. Gli italiani sono sempre piu’ poveri: balza all’8% (nel 2012 era il 5,7%) la quota di persone che vive in “famiglie assolutamente povere“. E’ il dato terribile  che si rileva nel rapporto Bes 2014 (Benessere Equo e Sostenibile) presentato da Cnel e Istat, che fa riferimento agli anni 2011-2013.

    E’ una poverta’ trasversale, che colpisce indistintamente tutto il paese, passando dal 4% al 6,4% nel Nord, dal 4,1% al 5,7% nel Centro, dall’8,8% all’11,3% nel Mezzogiorno. La crisi, dunque, impoverisce sempre di piu’ le famiglie italiane, che difatti spendono meno e soprattutto si indebitano meno: nel 2013 la propensione al risparmio e’ aumentata del 12,8% e si riduce intorno al 5% il ricorso all’indebitamento.  ”Le famiglie – si legge nel rapporto – hanno dunque contratto i propri consumi, per poter risparmiare o indebitarsi di meno”. Ma una drammatica conseguenza della crisi e’ anche il boom di rapine e furti, reati da cui si possa ricavare un guadagno economico: nel 2012 c’e’ stato, in particolare, un aumento di quasi il 40% rispetto al 2010 dei furti in abitazione. Con il perdurare della crisi, gli italiani, che pure hanno aspettative di vita elevate, sono inoltre piu’ stressati, soprattutto i giovani uomini, tra i 18 e i 24 anni. E infatti e’ quella dei giovani la categoria piu’ colpita: nel 2013 oltre uno su quattro non studia e non lavora, oltre sei punti percentuali in piu’ del periodo pre-crisi. Non stupisce, dunque, che siano i “meno soddisfatti” della propria vita: l’indicatore di soddisfazione cala dal 37% del 2012 al 32,5% del 2013. E le difficolta’ economiche fanno crescere anche la sfiducia degli italiani nei confronti del prossimo: nel 2013 solo il 20,9% delle persone di 14 anni e piu’ ritiene che gran parte della gente sia degna di fiducia. Non solo: la crisi butta giu’ l’edilizia ‘legale’ e fa aumentare l’abusivismo edilizio. Il rapporto evidenzia che nel 2013, se da una parte c’e’ stata una riduzione del flusso di nuove costruzioni, dall’altra l’indice di abusivismo edilizio, che nel Nord era sceso nel 2008 a 3,2 costruzioni illegali per 100 costruzioni autorizzate, e’ risalito, nel 2013, a quota 5,3.

    MpL Comunicazione @ 13:09
    Filed under: News MpL

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