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    Intervista a Enrico Verini

    Posted on domenica 30 settembre 2007

    Pubblicato su "La Cronaca d’Abruzzo"

    C’è un’area moderata che soffre, che non regge più alle pressioni dell’ala radicale del centrosinistra, non sopporta un Partito Democratico troppo spostato a sinistra e non crede più alla tenuta di questo quadro politico. E dunque si mette in movimento, cerca nuovi spazi politici, si riaffaccia sull’agone elettorale. Il dado è tratto. Enrico Verini, uno dei consiglieri comunali più votati all’Aquila, non aderisce al Partito Democratico e certamente non da solo. Una defezione importante, quella di Verini e del suo gruppo, che veniva dato in quota a Luciano D’Alfonso e che invece non voterà, influenzando non poco gli esiti delle primarie del 14 ottobre prossimo. I perché di questo passo importante li spiega lo stesso Enrico Verini in un’intervista esclusiva:


    "Lei è tra i consiglieri più votati del Consiglio comunale. Perché questa decisione di lasciare la Margherita? Come la motiva ai suoi elettori?"

    Per rimanere fedele a come mi sono proposto da sempre in politica: da uomo moderato abituato a non subire i condizionamenti di nessuna ideologia; rimango tale e non entro in un partito, quello democratico, che altro non è che un contenitore in continuità con l’ esperienza del PCI-DS. Non ero di sinistra, non sono di sinistra, non sarò mai di sinistra e non entro nel PD (di sinistra).

    "Quali sono le sue critiche al processo costituente del Partito Democratico? E in Abruzzo come vede la situazione?"

    Partito di nomenklatura, fortemente spostato a sinistra, che ha una visione su temi fondamentali come per esempio la famiglia, lontanissima dal sentire comune della nostra società e dalla tradizione italiana di cui, non capisco perchè, sembra vergognarsi. Io non considererò mai una famiglia, l’unione di due uomini, il PD sì.
    In Abruzzo, ho visto le liste, e la gran parte dei quadri del nascente partito, saranno targati PCI-DS. In definitiva la vedo bene per gli ex DS, nera per gli ex Margherita, nerissima per i cittadini che invece di novità, si troveranno un soggetto che nasce vecchio nel DNA.

    "Cosa farà ora e quanta parte della Margherita la seguirà? Quale sarà l’approdo?"

    Il 7 Ottobre, Lamberto Dini – e ritengo anche Savino Pezzotta – presenteranno un nuovo soggetto politico di area moderata. Io sarò a Roma con loro. E con me saranno tanti, tanti amici. Della Margherita mi seguirà la grande maggioranza degli elettori e dei suoi quadri dirigenti. Il nuovo partito è già strutturato in tutte le regioni italiane e sarà il primo embrione per una nuova aggregazione di centro nella quale confluiranno tutte le sigle ex dc e della tradizione liberale italiana. Insomma nascerà un soggetto di centro certamente a due cifre che forse conterrà anche Di Pietro. Un partito di coloro che si sono stufati di trattare senza fine su ogni cosa con chi è portatore di idee estremiste e inconciliabili con lo sviluppo, e che sarà capace di restituire un po’ di credibilità alla politica.

    "Un giudizio sui primi 100 giorni di amministrazione Cialente?"
    Mi piace dare giudizi su cose concrete, quindi N.C.( non classificato). La nuova amministrazione ancora non fa nulla di significativo, e questa inerzia comincia ad essere davvero preoccupante…. 

    MpL Comunicazione @ 13:55
    Filed under: News MpL

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