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    Incidente probatorio/9

    Posted on giovedì 11 settembre 2008

    A parte le pagine oscure su Fassino e Tosinvest (annunciate oggi querele)  l’interrogatorio di Vincenzo Angelini non ha riservato grosse sorprese.  L’udienza è stata aggiornata a domani  per il controesame da parte di tutti i legali degli indagati secondo un ordine che dovrà essere stabilito dalle parti e dal Gip Maria Michela Di Fine….

    La deposizione di Angelini, il grande accusatore di Ottaviano Del Turco, è durata, in totale, oltre 10 ore, durante le quali il proprietario di Villa Pini ha confermato tutte le accuse rese ai Pm durante gli interrogatori che hanno preceduto la fase calda dell’inchiesta, quella degli arresti del 14 luglio scorso. Angelini avrebbe aggiunto anche altri particolari fino ad oggi rimasti fuori dalle cronache. In proposito qualche anticipazione è stata rilasciata da Sabatino Ciprietti, legale di Angelini: “Oggi in aula sono venuti fuori nomi molto importanti a livello nazionale, nomi di politici, che prima non erano mai stati fatti”. Arriva dicendo di sentirsi un “appestato” Vincenzo Angelini, il grande accusatore dell’inchiesta sulle tangenti nella sanità abruzzese. Dice di sentirsi un “appestato” per come la Regione tratta la sua realtà imprenditoriale. Il proprietario di Villa Pini continua a ribadire, come aveva fatto il giorno prima, che anche la Giunta regionale attuale lo penalizza e questo atteggiamento si verificherebbe nonostante il suo gruppo abbia più dipendenti del resto dell’Aiop, l’associazione che riunisce le cliniche private. Con gli altri la Regione avrebbe un rapporto “privilegiato”, non così con lui. Prima di entrare in aula si lascia andare a anche a qualche battuta. A chi gli dice che Del Turco ha detto di sentirsi molto più sereno dopo aver ascoltato l’interrogatorio del giorno prima, risponde semplicemente un sarcastico “beato lui”. Riferendosi poi alle interrogazioni degli avvocati della difesa ironizza: “Se mi mettono sotto torchio perdo qualche chilo… Mi fa solo bene”. Poi entra in aula e questa volta vengono fuori nomi di politici di livello nazionale, che prima, fa sapere il suo avvocato Sabatino Ciprietti, non erano mai stati fatti. “Angelini – ha detto l’avvocato Ciprietti – ha riferito di incontri, di fatti di natura aziendale, quindi personale, che Del Turco portava avanti con esponenti del mondo economico politico italiano, a casa sua o a casa di altri, non a casa di Angelini. E questa è una confessione che Del Turco ha ribadito ieri, alla stampa. Non c’è dubbio quindi – per Ciprietti – che la politica si occupava dell’azienda Angelini, in senso imprenditoriale e affaristico”. Ad una domanda su un possibile coinvolgimento dei servizi segreti in questa vicenda, l’avvocato Ciprietti ha risposto: “può essere”. All’uscita dal Tribunale Angelini, tra un “non posso rispondere “ e l’altro, riguardo al fatto che potessero essere coinvolti politici nazionali, si lascia sfuggire soltanto che si tratto di “una storia sgradevole, molto brutta e molto dolorosa per me. Questa è una storia molto grossa. Non mi sono mai sentito un re, solo sono sciocchezze”. Alla domanda se conosceva qualche politico nazionale dà una risposta con il solito tono a metà tra il serio e il faceto: “Se conoscevo politici a livello nazionale non stavo qui”. Su un ipotizzato coinvolgimento dei servizi segreti ha dato una risposta vaga, simile a quella del suo avvocato: “può darsi”, ha detto e nulla di più. Tra le indiscrezioni della giornata si apprende, poi, che tra i nomi di big della politica, Angelini avrebbe fatto quello di Piero Fassino. L’esponente di primo piano del Pd sarebbe venuto fuori non in riferimento alle tangenti ma per spiegare come per favorire altri imprenditori privati della sanità si finisse per penalizzare le sue cliniche. L’imprenditore teatino si è riferito ad una delibera della Giunta regionale che aveva assegnato 35 posti letto alla casa di cura “San Raffaele” di Sulmona (L’Aquila), di proprietà della Tosinvest della famiglia Angelucci, la stessa che edita i quotidiani “Il Riformista” e “Libero”. La smentita arriva quasi istantaneamente. Se ne occupa il portavoce di Fassino in persona, Piero Giovannetti: “Piero Fassino – si legge in una nota fornita alle agenzie di stampa – non si è mai occupato di organizzazione sanitaria, né in Abruzzo né altrove. E’ indecente e inaccettabile che per giustificare i suoi finanziamenti a Forza Italia, il signor Angelini – secondo la ricostruzione di una agenzia di stampa – faccia affermazioni false e prive di qualunque fondamento sul conto dell’onorevole Fassino, gettando fango su una persona del tutto estranea alle vicende abruzzesi”. Dopo il botta e risposta con Quarta, di cui ci siamo occupati in un altro articolo, si chiude così la giornata di ieri per il “grande accusatore” come ormai lo chiamano tutti, Vincenzo Angelini. Tra ieri e l’altro ieri ha parlato per duna decina di ore, confermanto tutte le sue accuse sui quindici milioni di tangenti pagate ai vertici della Regione e a esponenti della sanità. Si riprende venerdì alle 9,30, con il controesame da parte dei legali degli indagati.

    MpL Comunicazione @ 19:24
    Filed under: News MpL

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