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    Inceneritore e solidariet

    Posted on lunedì 14 gennaio 2008

    Solidarietà sì, ma l’inceneritore no. Potremo sintetizzarla in questo modo la posizione delle forze di sinistra della maggioranza regionale di fronte al problema Campania. Mentre da più parti, e soprattutto anche all’interno della maggioranza si torna a parlare dell’eventualità di realizzare un impianto di incenerimento in regione, arriva la levata di scudi di Rifondazione, Verdi, Comunisti italiani e Sinistra democratica.

    La sinistra teme, infatti, che qualcuno possa cogliere al volo l’emergenza campana per ritornare a proprorre la realizzazione di un inceneritore per affrontare il problema – rifiuti, aggirando quanto dettato dal Piano regionale dei rifiuti appena approvato che invecce sembra andare in tutt’altra direzione, premendo l’acceleratore soprattutto sulla raccolta differenziata, pur non escludendo l’ipotesi dell’incenerimento. “Il presidente Del Turco – si legge in una nota congiunta delle quattro forze di sinistra – avrebbe proposto al Governo nazionale il soccorso dell’Abruzzo alla Campania in cambio della realizzazione di un inceneritore nella nostra regione. Una mossa che, su un quotidiano, è definita del cavallo. Se quanto riportato dalla stampa corrispondesse al vero, la mossa di Del Turco sarebbe sì quella di un equino, ma non quella del cavallo … L’Abruzzo ha da poche settimane approvato un ottimo piano regionale dei rifiuti che, se attuato, aiuterebbe la nostra regione ad uscire dall’arretratezza di un sistema di gestione che la vede, soprattutto per l’inconsistenza della raccolta differenziata (un misero 16%), tra le peggiori realtà italiane. Siamo in ritardo su tutto: nulla è stato fatto per ridurre i rifiuti, intervenendo sulla produzione dei beni e sulle loro modalità di distribuzione; non è stato sviluppato un sistema industriale di riciclaggio (le esperienze più avanzate dimostrano che i tre quarti dei rifiuti possono essere riciclati); si è puntato tutto sull’impiantistica per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, con un’enfasi eccessiva sull’incenerimento”. Insomma, per le forze di sinistra, va bene la logica della solidarietà fra regioni, ma che questa non sia staccata da una riflessione generale sul problema-rifiuti e, soprattutto, che non diventi un pretesto per tornare a pensare di poter risolvere questo problema pensando all’inceneritore. In caso contrario, per la sinistra, si metterebbe a rischio lo stesso sistema regionale. “L’Abruzzo dovrà fare la sua parte – si legge infatti ancora nella nota – per affrontare un problema nazionale, ma senza mettere a rischio di emergenze la popolazione abruzzese e senza scorciatoie. La solidarietà con il sistema nazionale deve viaggiare di pari passo con un deciso ammodernamento del sistema abruzzese. Il nuovo piano regionale dei rifiuti è un ottimo strumento. Non lo si distrugga, ma lo si attui da subito. Servono investimenti per realizzare e sostenere la crescita dell’impiantistica industriale per il riciclaggio. A partire da quella per il compostaggio, essenziale per liberare le discariche in via di saturazione. In Abruzzo 24 impianti sono ora o prossimamente disponibili per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, mentre il parco autorizzato per il compostaggio è costituito da 6 impianti. Ciò significa che il sistema compostaggio (che potrebbe riciclare il 40% dei rifiuti urbani) non è concorrenziale. Per questo abbiamo fortemente voluto che il piano regionale prevedesse esplicitamente il sostegno all’impiantistica industriale per il compostaggio, preferibilmente decentrata (impianti di medio e piccolo taglio) per favorire la logistica della raccolta, nonché il coinvolgimento diretto del mondo dell’agricoltura nella gestione degli stessi per favorire la qualità e il riutilizzo a filiera breve del compost. Attuiamo il piano in tempi brevissimi, realizzando tecnologie più moderne anche per lo smaltimento dei rifiuti non riciclabili e la costruzione, se necessaria, di nuovi impianti che utilizzino avanzate tecnologie. E lavoriamo per un obiettivo ambizioso ma credibile, contenuto nel piano, per la riduzione alla fonte dei rifiuti: un decremento del 5% nel 2011 rispetto a quella attuale. Si può fare: intervenendo soprattutto sulla distribuzione e sul consumo, non favorendo la smisurata crescita dei grandi centri commerciali direttamente responsabili nel problema overpackaging”.

    MpL Comunicazione @ 18:08
    Filed under: News MpL

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