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    Il Sindaco delle promesse

    Posted on giovedì 1 gennaio 2009

    Farò una giunta snella, ovvero ridurrò il numero degli assessori da 14 a 8. Così aveva  solennemente promesso il Sindaco  quando, appena eletto, godeva ancora della fiducia degli aquilani.  E così aveva fatto, dopo tormentate consultazioni dove la riduzione degli assessori era stata posta dal Sindaco come "conditio sine qua non" e "punto qualificante del programma",  oppure "tutti a casa".  E con il risparmio  ottenuto, aveva detto il Sindaco in uno slancio umanitario, farò un  nuovo asilo per i bambini.   Due anni dopo,  i poveri bambini l’asilo lo stanno ancora aspettando, ma in compenso gli assessori crescono come la farina con il lievito di birra…

    Ecco qua, l’ennesima promessa sfumata: la giunta da tempo è diventata a dieci (compreso il Sindaco).  l nuovi assessori,  Di Cocco e la Giangiuliani,  sono durati poco.  Uno è caduto, l’altra sta per mollare. In ogni caso,  se c’è o non c’è, non si avverte una grande differenza.  Ora su questo naufragio dei "tecnici", che avrebbero dovuto risolvere ogni problema del Comune,  dobbiamo fare un duplice ragionamento.

    Nel merito, il Comune aveva affidato,  ormai parecchi mesi orsono, ad una "prestigiosa" società di consulenza esterna l’analisi dei conti del Comune, e la relativa terapia. Il Sindaco lo aveva annunciato in pompa magna nella solita conferenza stampa. A noi parve subito strano, e davvero singolare, che il Comune non riuscisse neppure a  fare chiarezza sui propri conti, tanto da avere bisogno di incaricare "prestigiosi" consulenti esterni.  Ora ai consulenti "esterni" si aggiunsero pure  due assessori "esterni" ed un direttore generale "esterno".  Un solenne atto di sfiducia nei confronti della dirigenza in forza all’Amministrazione, oltre che uno sperpero di denaro pubblico.

    Il progetto di rimettere in ordine   il Comune con questa flotta di "esterni" è miseramente fallito,  per la mancanza di qualsiasi  strategia ed anche per la resistenza (ovvia) degli "interni". 

    Qui non è questione di consulenti. Il Sindaco può assoldare pure Einstein, ma se manca il manico  neanche uno scienziato può fare nulla.  Manca  l’indirizzo politico. Manca la visione. Manca, in una parola, il Sindaco.  La situazione dei conti non si può raddrizzare con le chiacchiere, e non bastano più gli artifizi ed i fuochi pirotecnici della  comunicazione e di TV1 per andare avanti.  La confusione regna sovrana.  Cialente prova a tappare le falle della barca con le dita,  mette pezze a colori, mentre la giunta e la macchina dirigenziale avrebbero bisogno di ben altri rivolgimenti e di ben altre manutenzioni straordinarie.

    Ma la caduta degli assessori tecnici, e l’inevitabile teatrino del rimpasto che occuperà tutto gennaio, si presta pure ad una valutazione politica.  Quando Cialente vinse le elezioni,  spuntarono i teorici del "passo indietro". Più o meno camuffati: chi fece appello al senso di responsabilità (Lolli), chi chiese che in giunta ci fossero le donne anche se non votate, chi chiese che fossero rappresentate in giunta anche le liste senza consenso.  Chi addirittura chiese una giunta a sei (Udeur) trincerandosi dietro il falso obiettivo della riduzione dei costi della politica. Ora invece tutti vogliono l’assessore, l’Udeur per primo, i socialisti pure, i centristi pure, la sinistra pure. L’Italia dei Valori ne vuole un paio, tanto sono andati bene (per modo di dire) alle elezioni regionali. 

    Cosa farà ora Cialente? Farà una giunta a 14?  A 12? E le solenni promesse sulla giunta a 8, dove sono finite? E l’asilo?  E i bambini?

    Cialente non ha altra scelta che smentire sé stesso. Ormai ci è abituato, e lo farà ancora una volta.  Deve aumentare il numero delle poltrone per i nuovi assessori cespugliosi,  oppure penalizzare duramente il PD. 

    Il mugugno cresce: come si gira si gira,  sono tortorate.

    Insomma la questione dei costi fu agitata, a suo tempo, come un grimaldello.  Di colpo la questione dei costi non viene agitata più, perché servono assessorati per sfamare l’appetito dei piccoli.   Cialente vuole provare ad andare avanti, e farà di tutto pur di sopravvivere.  E’ partito male e continua peggio.  Cialente predica bene e razzola male. E si avviterà in un gorgo di ricatti e di distinguo. 

    Vediamo tanta superficialità, tanto protagonismo, tanta ipocrisia,  tanta stampa acritica, tanta comunicazione fasulla e tanta demagogia. Si legga il bilancio del Comune: i costi veri si vedono subito. Pure i costi dovuti al cattivo funzionamento della macchina burocratica li conosciamo bene. La materia è nota, trita e ritrita, ma il Sindaco dimostra anche in questo caso – per dirla con Flaiano –  di avere "poche idee ma in compenso molto confuse".

    E.T.

    MpL Comunicazione @ 13:40
    Filed under: News MpL

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