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    IL RECOVERY FUND E’ UNA FREGATURA

    Posted on giovedì 4 giugno 2020

     

    👺Sul Recovery Fund l’Europa spegne i facili entusiasmi: “Niente soldi agli Stati che non fanno le riforme”. Lo dice oggi il vicepresidente della Commissione UE, Dombrovskis, in una intervista alla Welt. Il Recovery Fund non sarà dunque l’albero della cuccagna che ci hanno raccontato Governo e grande stampa nei giorni scorsi. Il fondo da 750 miliardi sarà accessibile agli Stati membri come l’Italia, dice Dombrovskis, solo se in cambio faranno decise riforme economiche. Niente soldi agli Stati che non fanno le riforme, e “questa è una conseguenza logica”, ed è anche così “in molti programmi dell’Ue che sono già in corso”, come quello ad esempio per la Grecia“.

    🎲L’evocazione della Grecia, la cui economia è stata distrutta dalle richiamate “riforme” europee, fa tremare i polsi e smentisce clamorosamente i cantori eurolirici del Recovery Fund definito “svolta epocale” dai vari Gentiloni. Le riforme europee sono tristemente note: tagli selvaggi alla spesa pubblica a partire dalla sanità, riduzione del rapporto debito/PIL, riforma delle pensioni alla Fornero maniera, in pratica le vetuste politiche di austerità che hanno portato l’Europa ai margini dello sviluppo mondiale.

    🔍Ormai è chiaro. L’erogazione dei fondi sarà condizionata all’adozione da parte del Paese che ne farà richiesta delle note riforme strutturali che, nel gergo UE, sono il solito massacro sociale. I progressi fatti saranno poi strettamente monitorati sia in corso sia alla fine del programma di Recovery Fund e lo Stato membro dovrà riferire ogni tre mesi.

    🙈Arriveranno pochi soldi, non prima del 2021, saranno pagati con le nostre tasse e dovremo pure spenderli per fare le nocive “riforme strutturali”, alle condizioni decise dai burocrati europei e dai paesi frugali capitanati dall’Austria.

    🕵‍♂ Il Commissario Ue al Bilancio Hahn rincara la dose e spiega al Financial Times che l’erogazione dei fondi sarà accompagnata da riforme dei singoli Stati che devono essere tali da renderli meno dipendenti dall’aiuto degli altri in caso di crisi future: “E’ insostenibile che un Paese chieda sempre sostegno perché non in grado di finanziare la ripresa da solo”. Insomma, la solidarietà è un concetto sconosciuto all’Europa.

    👉L’annuncio del Governo della pioggia di soldi senza condizioni che starebbe arrivando dall’Europa si è sciolto come neve al sole nel volgere di pochi giorni. I bazooka di Conte sparano solo a salve. Il Recovery Fund o Next Generation che dir si voglia, è l’ennesima fregatura di un’Europa che non ha nessuna intenzione di cambiare.

    👉👉Il Governo non deve accettare prestiti condizionati come il Recovery Fund o il MES, sono troppo rischiosi (il richiamo alla Grecia è illuminante). Possiamo fare da soli ed emettere un titolo di Stato a lunghissima scadenza, un “Btp Italia” per la ripresa economica. Titoli mirati alle esigenze delle famiglie e delle imprese, di piccolo taglio, che sarebbero certamente bene accolti dal mercato. Piuttosto che impiccarci con accordi capestro, dobbiamo provare a cavarcela con le nostre risorse che non sono poche ed emettere il debito necessario garantito dall’enorme risparmio nazionale. Questa volta il Paese non potrebbe sostenere l’austerità, la solita macelleria sociale che le assurde regole europee proveranno ancora una volta ad imporci. #NoMes #NoRecoveryFund

    MpL Comunicazione @ 14:26
    Filed under: News MpL

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