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    Il Parco Sirente-Velino non decolla…

    Posted on lunedì 24 luglio 2006

    dura denuncia di Giovanni Damiani

    Giovanni Damiani, ex consigliere regionale dei Verdi e componente del consiglio direttivo del Parco Velino-Sirente, fa una dura denuncia sulla gestione del Parco. "Dopo gli enti acquedottistici e la gestione dei rifiuti anche qui dominano poteri politici"  – dice Damiani, a proposito del Parco che-non-c’è.
    Infatti, il Parco Velino-Sirente non  decolla dal momento della sua istituzione, avvenuta ben 16 anni fa. Ed anche nella  legislatura Del Turco il Parco non esisterà. "Il Parco – continua Damiani – è visto dai partiti della Comunità del Parco come un ennesimo luogo ove spartirsi le cariche sul territorio, dopo gli enti acquedottistici, di gestione dei rifiuti….. le nomine sono state così utilizzate per il dosaggio locale degli equilibri di potere all’interno dei partiti della coalizione del centrosinistra (fra il Capoluogo, la Marsica e la Valle Subequana) e infine per l’equilibrio locale consociativo fra il centrosinistra ed il centrodestra…."

    Damiani non va leggero: "Il presidente eletto quale esperto esterno aveva più volte in passato incautamente detto in Consiglio Direttivo che lui non era esperto in materia ambientale e che rivendicava la presidenza comunque e al di là del disposto normativo, in quanto esponente delle comunità locali".  Adesso lo si ritrova non rappresentante delle comunità locali ma esperto esterno nominato dalla Comunità del Parco "che evidentemente – sottolinea Damiani – non riteneva abbastanza esperti quelli di nomina regionale…. e neppure il designato dall’Università…la normativa così stravolta o aggirata ha portato ad un autentico golpe interno al Consiglio Direttivo, per cui la Comunità del Parco ha la maggioranza dei voti e può fare tutto quello che vuole, senza equilibrio tra tutela e cosiddetto sviluppo ( strade e galleria a Forca Miccia, progetti di campi da golf in quota, fuochi d’artificio paesani che fanno morire i camosci di crepacuore … e così via)".

    Damiani punta l’indica contro il responsabile, che secondo lui è la Regione: "la Regione ha lasciato ai sindaci perfino la facoltà di effettuare in autonomia nomine regionali, e di consentire ai sindaci di revocarle, unilateralmente:  azioni che non possono che essere di competenza regionale".

    MpL Comunicazione @ 04:25
    Filed under: News MpL

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