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    Il Mercato fa Centro

    Posted on mercoledì 28 agosto 2019

    E’ il mercato, sia fisso che ambulante, a fare il centro storico di una Città. La simbiosi tra mercato e centro storico è un valore assoluto da preservare e sviluppare” 

    Gli urbanisti lo predicano da anni: il commercio dà vita ai centri storici ed è parte integrante delle economie locali. I mercati ambulanti poi, rumorosi e colorati, luoghi di scambio e di incontro, disordinati e movimentati, portano benefici anche in termini di coesione sociale e contribuiscono a delineare l’identità di una comunità. Allontanare il commercio dal centro storico, dimostrano gli urbanisti, è un errore; se gli amministratori scelgono di delocalizzare, allora il centro decade o si sviluppa meno rispetto a quelle città che invece valorizzano il piccolo commercio come espressione comunitaria.  E’ il commercio a fare il centro, il vero fulcro della vita collettiva occidentale, ed è stato l’elemento generatore di molte città: per secoli ha promosso l’artigianato e le eccellenze alimentari locali, attratto la popolazione dei dintorni,  luogo vivo e di relazione, tanto da identificarsi nella città stessa.

    Anche oggi dove vive il commercio vive la Città: le bancarelle, le vetrine illuminate e il “passeggio” rappresentano la Città sia per le relazioni sociali che come presidio del territorio contro la paura, e molto altro ancora. I commercianti svolgono anche la funzione “sociale” di collante tra storia e tradizione di una comunità. Se come accade in molte città italiane negli ultimi anni gli esercizi chiudono e gl ambulanti vengono cacciati dal centro storico, anche una via, una piazza, un quartiere, tutto si spegne.

    A partire dagli anni ’80, soprattutto a causa del disordinato proliferare dei centri commerciali periferici, l’identificazione del mercato con la città è andata scemando ed i centri storici hanno sovente subito fenomeni di abbandono e degrado. I mercati centrali e di conseguenza l’intero tessuto urbano, passano da una situazione di fulcro sociale ad una di perdita di questo ruolo attrattore, e subiscono fenomeni di emarginazione, rischiando di perdere il proprio valore se non vengono riconvertiti alla propria specifica vocazione.

    Di qui la proposta degli urbanisti: è necessario creare un nuovo modello di mercato e di commercio, motore per la rivitalizzazione del centro storico ed attrattivo anche delle periferie. Le amministrazioni comunali devono salvaguardare il commercio in centro e dunque in tale ambito pure riqualificare i mercati ambulanti e tipici nel quadro di una strategia di promozione del cuore cittadino come “centro commerciale naturale”, valorizzare l’artigianato ed i prodotti locali di alta qualità agroalimentare a ‘Km zero’, risvegliare nella popolazione significati identitari, culturali e sociali legati alle tradizione ed alla propria città. Nonostante la proliferazione del commercio di massa negli iper, si avverte sempre più, in gran parte dei cittadini, il crescente desiderio di tornare alle tipicità, alla proprie origini ed a quella città “originaria” generatrice di tradizioni e cultura. Occorre andare incontro ad una crescita non solo quantitativa bensì ridare valore al territorio, che è cultura, prodotti di nicchia e identitari e artigianato locale.

    Occorrono dunque politiche accorte per riportare la “centralità” in città, e pertanto riqualificare i mercati “generalisti” verso prodotti tradizionali e di qualità, spontaneamente legati alle comunità locali. Gli strumenti per una programmazione congiunta tra i Comuni e le associazioni di categoria ci sono, vi è la necessità di un piano coordinato in tutti gli aspetti, concernenti il marketing territoriale: mobilità, servizi, visibilità, offerta.

    La risposta alla desertificazione è il “distretto naturale del commercio”. Gli ipermercati periferici possono coesistere con la città-mercato, svolgono altre funzioni e non possono schiacciare i mestieri, gli usi&costumi e i prodotti locali: l’idea di riportare i mercati nei centri storici è inoltre funzionale a valorizzare tutte le funzioni urbane di località centrale ed a promuovere lo sviluppo turistico.

    Il mercato in centro deve quindi essere considerata priorità politica, come strumento chiave per rigenerare e rivitalizzare il tessuto urbano del centro storico, oltre che le attività delle zone limitrofe, al fine di promuovere e migliorare stili di vita sostenibili. Questo è possibile se amministratori illuminati vorranno incentivare idee di rinnovamento per i mercati, coniugando tradizione e sostenibilità, oltre che promuovere un dialogo costruttivo tra i diversi stakeholders.

    La simbiosi tra mercato e centro storico è un valore assoluto da preservare e sviluppare. Il mercato del futuro, ambulante e fisso, sempre necessariamente in centro storico, dovrà pertanto saper cogliere le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, dalla mobilità sostenibile e dalla filiera corta, in piena armonia con quelle tradizioni che sostanziano l’unicità irripetibile di ogni nostra città.

    Piero Carducci, economista

    Nota –  per un approfondimento: Laura Battaglia, Il mercato del XXI secolo come strumento di rivitalizzazione dei centri storici, Atti XVI conferenza nazionale degli urbanisti, 2013. Interessante pure la bibliografia citata.

    La foto in apertura dell’articolo è tratta da https://riformismoesolidarieta.it/la-rivista/europa/bolkestein-commercio-ambulante-proposte/

    MpL Comunicazione @ 15:20
    Filed under: News MpL

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