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    Il gran rifiuto

    Posted on sabato 19 gennaio 2008

    La rinuncia del Papa alla visita alla Sapienza non è soltanto un fatto politico gravissimo e unico nell’Italia repubblicana. È anche la certificazione di una costante ostilità aggressiva di una parte minoritaria, ma significativa del mondo politico, culturale ed intellettuale nei confronti di un Pontefice che ha rimesso al centro dell’attenzione la pericolosissima conciliazione tra la fede e la ragione. La lotta è diventata aspra proprio perché Ratzinger in questi anni ha osato proporre alla ragione laica ed illuminista un percorso comune che potesse finalmente, dopo secoli di incomprensioni, tragedie e liti furibonde, conciliarsi con una fede sostenuta razionalmente.
    È stato proprio per questo che “i professori depositari ed apostoli della verità scientifica” hanno fatto saltare la visita del Papa. Lo ha ben spiegato Marcello Cini, fisico e comunista, estensore della lettera al Rettore in cui si chiedeva di non invitare il pontefice: “Il Papa non potendo più usare roghi e pene corporali, ha utilizzato l’effige della Dea Ragione degli illuministi come cavallo di Troia per entrare nella cittadella scientifica e metterla in riga”. È questo che non si perdona al Papa, è l’apertura della ragione tenendo la mano al mondo laico e invitandolo a ragionare insieme dei temi fondanti per l’umanità: la vita, la sua difesa, il rispetto per la natura e il dovere di non forzarla per manipolarla a piacimento. Tutti temi, quelli del Papa, assolutamente razionali e non certamente clericali e reazionari. Da ieri il solco, non solo tra Italia e Vaticano, ma tra mondo scientifico e sentimento religioso, si è allargato. Eppure Papa Ratzinger avrebbe ancora una volta invitato gli ammuffiti cattedratici, nostalgici del materialismo dialettico e dell’ateismo di stato insieme ai carnevaleschi neosessantottini, a ragionare insieme, non in nome di una verità confessionale dogmatica e immutabile, ma in nome di quella linea propositiva comune a tutte le menti, credenti e non, scientifiche e spirituali. Ma cattivi maestri e collettivi studenteschi gonfi di livore e ignoranti delle regole più semplici della democrazia e della convivenza civile hanno scritto alla Sapienza di Roma una delle pagine più tristi e imbarazzanti della storia contemporanea. Il muro eretto contro il Santo Padre, con la chiara volontà di non farlo intervenire in occasione dell’inaugurazione annuale dell’Ateneo, è una ferita e una vergogna agli occhi del mondo. 

     Amedeo Gentile

    MpL Comunicazione @ 16:10
    Filed under: News MpL

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