• Calendario/Archivio

  • aprile: 2021
    L M M G V S D
    « Mar    
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    2627282930  
    Il cadornismo di Prodi

    Posted on domenica 20 gennaio 2008

    Tagliare le tasse è indispensabile, ma insieme occorre tagliare la spesa corrente ed aumentare quella per investimenti.  Stop di Bankitalia a Prodi: per salvare il Governo non si può disastrare l’Italia


    Romano Prodi ormai tira a campare. Dopo il caso Mastella, solo l’ultimo dei gravi "incidenti" in cui è incorso l’esecutivo,  il Governo viaggia in un campo minato, ed ogni giorno è buono per saltare per aria. Qui non si tratta più di applicazione di arti diplomatiche, ma di strategia della sopravvivenza in ambiente ostile. Dove le ostilità vengono soprattutto dalla stessa “maggioranza” del presidente.   La Linea del Piave del premier, in tali circostanze,  è “resistere, resistere, resistere”.  Ed il Professore sembra voler resistere ad ogni costo, anche a costo di disastrare l’Italia. Dopo aver regalato dieci miliardi di euro a poche migliaia di pensionandi anticipati, ora vorrebbe predisporre il taglio delle tasse, ma senza toccare la spesa pubblica. Cosa evidentemente impossibile e contro ogni regola di politica economica.

    Il cadornismo di Prodi rischia di precipitare il Paese nel baratro, perché in politica, come in guerra, il "cadornismo" ha sempre un solo sbocco: Caporetto.  E per fortuna esiste ancora in Italia qualcuno che non vuole la Caporetto dell’economia ed ha ancora senso dello Stato: Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, costretto ancora una volta a richiamare duramente il Governo ai suoi doveri istituzionali.  "Tagliare le tasse – ha detto Draghi al Governo –  può essere utile per ridare fiato all’economia del Paese, ma soltanto se l’intervento sarà accompagnato da una riduzione della spesa. E cruciale è favorire uno scatto della produttività: soltanto così sarà possibile favorire un rilancio di lungo periodo".

    Le misure di riduzione delle tasse sono utilissime, ma non possono essere prese per dare un pò di fiato ad un governo in grandi difficoltà, ma devono essere assunte in un quadro coerente di politica economica.  "Lo sgravio fiscale – avverte Draghi – esplica appieno il suo potenziale sull’economia solo se non porta a un aumento del debito pubblico: nel nostro caso, se sono compensate da diminuzioni della spesa corrente".  Ancora più importante è aumentare la produttività: "riduzioni delle imposte – dice ancora Draghi – hanno un effetto positivo sui consumi e sul prodotto, soprattutto se mirate alle famiglie con i redditi più bassi, che hanno una propensione al consumo più elevata. Ma è solo la crescita dell’efficienza produttiva e dell’offerta di lavoro che offre sostegno duraturo allo sviluppo".

    Per spingere la crescita economica bisogna ridurre  la spesa pubblica corrente, ed insieme ridurre le tasse ed aumentare gli investimenti.  La riduzione delle imposte, e segnatamente di quelle sul lavoro, ha effetti più duraturi e porta maggiori benefici in termini di crescita dei consumi e degli investimenti,  e non avrebbe controindicazioni come l’ulteriore aumento della spesa che porta inevitabilmente a nuove tasse.

    E’ un duro ed inusuale monito al Governo, quello di Mario Draghi: la spesa corrente in rapporto al Pil è troppo elevata; la pressione fiscale è aumentata di due punti in due anni ed è altissima nel confronto internazionale (siamo al 43,1% del Pil).  Insomma, ancora una volta Bankitalia mette il dito nella vera piaga italiana. La questione delle tasse eccessive si chiama spesa pubblica eccessiva. E’ l’insopportabile entità della spesa corrente a  determinare l’insopportabile livello di pressione fiscale conseguente. La ricetta è una sola: ridurre le tasse e riqualificare la spesa (più investimenti e meno sprechi) per rimettere in moto l’economia.  Il momento ciclico è delicato e necessita interventi mirati. "Il recente rallentamento congiunturale", osserva il numero uno di via Nazionale, "richiede attenzione per la sua importanza intrinseca, ma soprattutto perché si innesta su una debolezza di fondo. E’ questa che dobbiamo affrontare: occorre vedere con chiarezza i nodi strutturali per scioglierli".

    La questione è che il Governo non dispone della forza sufficiente ad affrontare i problemi strutturali. La riduzione delle tasse e delle spese, per rimettere in moto un Paese inceppato, è tecnicamente possibile ma politicamente impraticabile per Prodi.  Solo tagliando decisamente la spesa corrente si potranno ridurre tasse e debito,  e rilanciare davvero l’economia. Ma non sono cose che possono essere fatte da un governo che tira a campare.

    Piero Carducci

     

    (nella foto Mario Draghi, governatore Bankitalia)

    MpL Comunicazione @ 21:16
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Privacy policy

    WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com