• Calendario/Archivio

  • agosto: 2020
    L M M G V S D
    « Lug    
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    31  
    I Raccomandati

    Posted on martedì 20 novembre 2007

    Nei giorni scorsi la Repubblica ha affrontato l’argomento delle raccomandazioni, con un ampio servizio firmato da Filippo Ceccarelli. “Nella repubblica dei raccomandati” era il titolo dell’articolo. Ce ne occupiamo perché Ceccarelli ha citato l’ex pluriministro Gaspari ed ha portato avanti una tesi che merita approfondimento. 

    Ma procediamo con ordine. “In Italia quattro persone su dieci trovano il posto di lavoro grazie alla segnalazione di parenti e amici- scrive Ceccarelli- Solo il 5 per cento ottiene il posto grazie alle agenzie di collocamento, pubbliche o private”. Questi dati sono presi dal rapporto dell’Isfol (Istituto per la Formazione del Lavoro) che verranno pubblicati nei prossimi giorni.
    Dati più che credibili, e lo diventano di più se completati dalla osservazione, da non giudicare malevola, ma semplicemente realistica, che il posto, se si trova, non è grazie alle segnalazioni dei “parenti o degli amici”, ma di una classe politica che con il suo comportamento ha giustificato quel titolo: “Nella repubblica dei raccomandati”. E qui entra in ballo l’ex leader della Democrazia Cristiana Remo Gaspari. Ceccarelli, dopo aver definito il politico di Gissi, un “campione” di quella repubblica e ricordato la “mitica segreteria” che aveva, “gestita dall’indimenticabile Tilli, l’uomo che dava la mano a braccia conserte”, scrive che “si deve a Gaspari la metafisica scoperta che le raccomandazioni, quando diventano troppe, scappavano di mano al potente e finivano per annullarsi l’una con l’altra, come se nel loro intimo indicibile contenessero gli anticorpi contro se stesse”. Scrive ancora il giornalista della Repubblica: “Troppi raccomandati- teorizzava don Re’ allargando le braccia- uguale nessun raccomandato”. Non abbiamo particolari su come sia nata questa citazione dell’uomo politico abruzzese, da parte di Repubblica, ma possiamo confermare la verità dell’assunto gaspariano, ammesso che davvero sia suo: “Troppi raccomandati uguale nessun raccomandato”. C’è un fatto preciso che lo dimostra, che vide protagonista proprio l’allora ministro. C’era una dattilografa da assumere in un ente locale, che non precisiamo per non creare problemi al protagonista di questa storia, anche se sono passati ormai tanti anni. Il direttore aveva tre nominativi: due raccomandati da Gaspari e il terzo, quello che avrebbe voluto assumere, perché gli sembrava il migliore, no. A quel punto lo disse a chi firma questa nota, che non fece altro che scrivere a Gaspari chiedendogli di raccomandare quel personaggio, malgrado non avesse alcuna conoscenza di quella persona. Pochi giorni dopo, puntuale, arrivò la terza raccomandazione gaspariana e tutto filò come doveva. E’ davvero giusto, troppe raccomandazioni finiscono con l’annullarsi. Ma che bel passo avanti sarebbe se nessuno le chiedesse e soprattutto se i politici perdessero la pessima abitudine di farle. 

    MpL Comunicazione @ 13:47
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Privacy policy

    WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com