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    Grillo attacca pure Rodotà

    Posted on giovedì 30 maggio 2013

    Grillo supera se stesso: attacca pure il suo candidato alla presidenza della Repubblica, Rodotà. L’attacco di Beppe Grillo è ai «maestrini dalla penna rossa» che dopo le comunali hanno osato criticare il M5S. Dito puntato stranamente anche contro Stefano Rodotà, cui Grillo allude pesantemente senza mai citarlo come a «un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo di rifondare la sinistra». Come ricostruisce il Corriere della Sera  le dure parole di Grillo nei confronti di Rodotà (mai citato ma appare nei tag) dopo l’intervista apparsa oggi a firma di Alessandro Trocino sul Corriere della Sera, in cui l’ex garante della privacy e candidato per 5 Stelle al Quirinale, invitava Grillo ad assumersi le responsabilità della sconfitta elettorale.

    Al telefono – scrive il Corriere – Rodotà anticipa la domanda: «Capisco cosa mi vuole chiedere, ma non ho niente da dire. Non commento, non è nel mio stile». Il giurista fa subito intendere di essere a conoscenza delle parole di Grillo, ma di non voler replicare. «Non è nel mio stile», dice.

    Dopo aver fulminato Rodotà (che aveva vinto le  «quirinarie» ed era stato il candidato M5S al Colle) ha rivolto strali ai «maestrini dalla penna rossa», sempre senza fare i nomi ma attraverso allusioni e soprannomi, cioè a Nichi Vendola, Pier Luigi Bersani, Walter Veltroni, Anna Finocchiaro e anche Matteo Renzi e Pippo Civati. Vediamo in quali termini: «È tornato in grande spolvero il supercazzolaro che non sa nulla né di Ilva, né degli inceneritori concessi alla Marcecaglia», scrive Beppe Grillo con allusione a Nichi Vendola. E Aggiunge: «È come le vecchie di “Bocca di Rosa” “Si sa che la gente dà buoni consigli/ se non può più dare cattivo esempio”».

    «Gli elettori dei 5 Stelle riflettano», replica Vendola che biasima la «volgarità delle espressioni di Grillo» che «è diventato insopportabile.

    «C’è poi lo smacchiatore di Bettola – aggiunge, parlando di Bersani – in grande forma che spiega, con convinzione, che la colpa del governo delle Larghe Intese è del M5S quando il pdmenoelle ha fatto l’impossibile per fottere prima Marini e poi Prodi e non ha neppure preso in considerazione Rodotà. Belin, questo ha perso più battaglie del general Cadorna a Caporetto e ci viene venduto da Floris come Wellington a Trafalgar (poi, dopo alcuni commenti ironici, corretto in Nelson a Trafalgar, ndr)».

    E su  Matteo Renzi: «Renzie, lo statista gonfiato, imperversa con le sue ricette e le critiche al M5S su tutti i canali televisivi preda di compiacenti cortigiane come la Gruber. Renzie non è più sindaco di Firenze da tempo, è diventato un venditore a tempo pieno di sè stesso. Vende in giro un sindaco mai usato, come nuovo». E ancora: «Persino Topo Gigio Veltroni è stato riesumato per discettare delle elezioni, forte della sua esperienza di averle perse tutte, ma proprio tutte.

    I fan però non sono tutti d’accordo: un commento per tutti. «Vabbè, allora ditelo. Prima si sfanculizza la Gabanelli, ora si dà dell’ottuagenario miracolato dalla rete a Stefano Rodotà. Se il progetto è il suicidio politico, basta che Grillo lo annunci chiaramente».

     

    MpL Comunicazione @ 18:21
    Filed under: News MpL

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