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    Grandi Rischi

    Posted on mercoledì 18 maggio 2011

    Con uno scaricabarile sulle responsabilita’ si è avviata l’udienza preliminare del processo alla Commissione grandi rischi (vedi precedenti post). I legali hanno atomizzato le posizioni dei singoli imputati e dei loro ruoli e delle dichiarazioni rese nel prima, durante e dopo la riunione della Commissione grandi rischi, ribattendo all’accusa e alle parti civili che avevano puntato il dito proprio sull’unitarieta’ dell’Ente. Chiamata in causa pure la stampa che avrebbe mal riportato le dichiarazioni degli imputati.   La prima questione sollevata e’ stato l’aspetto che nessuno degli intervenuti alla riunione del 30 marzo, tranne che per i rappresentanti della Protezione civile  aveva il compito di divulgare all’esterno, come da statuto, le informazioni su quanto deciso, salvo autorizzazione dello stesso Dipartimento di protezione civile. "Il mio cliente – ha detto l’avvocatoo Meandri, legale difensore di Boschi – ha sempre detto la verita’ che L’Aquila e’ una delle zone sismiche piu’ ad alto rischio e che un terremoto puo’ capitare da un momento all’altro; lo stesso non ha mai rassicurato nessuno, non ha preso parte alla conferenza stampa". L’avvocato Stefano, legale di Calvi,  ha sottolineato l’irritualita’ della riunione all’Aquila della Commissione il cui numero legale non aveva il plenum.   Minacci, legale di Dolce e De Bernardinis,  ha evidenziato come entrambi non sono mai entrati nel merito della prevedibilita’ del terremoto. "Dolce – ha aggiunto l’avvocato – non aveva le competenze specifiche per la prevedibilita’ del terremoto, non ha partecipato alla redazione del verbale della Commissione, non fa parte dello stesso organismo". Sulla condotta di De Bernardinis, sempre Minacci ha detto che "la sua figura non si discosta da quella dell’ex assessore alla protezione civile regionale, Daniela Stati e allo stesso sindaco Massimo Cialente, di essere cioe’ un operativo e di aver ribadito quello sostenuto dagli scienziati, ovvero che lo sciame in atto era da interpretare come segnalae favorevole, frase che e’ stata imputata improvvisamente allo stesso rappresentante della Protezione civile nazionale. Le dichirazioni del De Bernardinis non si discostano da quanto contenuto nel verbale della famosa riunione".

    L’avvocato ha concluso la sua arringa affermando che se non e’ possibile prevedere un terremoto, non si puo’ prevedere neppure lo stesso rischio. Infine a difesa di Selvaggi ha parlato l’avvocato Pallotta. "Il mio assistito – ha detto – non fa parte della Commissione grandi rischi, non e’ componente partecipante dello stesso organismo, non e’ un componente di fatto. Nel verbale – ha proseguito – sono riportate le dichiarazioni fatte da Selvaggi che ha illustrato un documento riepilogativo dell’andamento sismico degli ultimi quattro mesi. Di quello che avviene dopo noi non sappiamo nulla". L’udienza e’ stata aggiornata al 25 maggio data in cui verranno ascolati gli avvocati difensori di Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi e Claudio Eva ordinario di fisica all’Universita’ di Genova.

    Il nostro parere? Un processo che forse si poteva evitare, per puntare su ben altre responsabilità.

    MpL Comunicazione @ 09:46
    Filed under: News MpL

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