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    Giunta tecnica…

    Posted on giovedì 3 settembre 2009

    Con tutta la buona volontà dei singoli, non riusciremo proprio a venirne fuori, perché è vero come diceva mio nonno, che chi nasce tondo non può morire quadrato, come è pur vero che se Cialente non era capace di amministrare la città in tempi normali, a maggior ragione, non è assolutamente capace, di gestire le emergenze derivanti dal terremoto del 6 aprile.
    Sono trascorsi ormai cinque mesi dal sisma e le cose fatte, aldilà dell’immediatezza dei soccorsi portati dalle associazioni di volontariato, e della dedizione encomiabile dei Vigili del Fuoco, ai quali andrà perpetua, la riconoscenza delle popolazioni aquilane, la Protezione civile si è "limitata" ai grandi appalti (si fa per dire), che poi in effetti appalti non sono stati, essendo stati affidati milioni di lavori e forniture, con il sistema ormai brevettato in ogni sisma e cataclisma, quello dell’haumm…haumm.
    I nomi degli imprenditori infatti, sono sempre gli stessi, o amici degli amici che, per un turno, sono rimasti al palo, per evidenti motivi legati ad un finto senso del pudore.
    Questi professionisti del soccorso, targati ognuno dalla maglietta bordata con il tricolore, hanno militarizzato la città, ed effettuano per noi le scelte inerenti la ricostruzione.
    Sono trascorsi infatti cinque lunghissimi mesi, ed il cittadino ancora non sa, con precisione, cosa deve fare per rientrare nella propria abitazione classificata A, B o C. Se la Protezione Civile e Cialente, avessero dedicato questo tempo a risolvere i guai della gente, il 60% degli sfollati sarebbe già rientrato in casa, risolvendo il maggior numero dei propri problemi. Ed invece…niente. Circolari dietro circolari, ordinanze che spiegano quello che successivamente sarà chiarito con altre ordinanze, con uffici non in grado di spiegare al cittadino ed ai professionisti, i criteri per presentare le domande per eseguire i lavori.
    Dovevamo arrivare al 2 di settembre, perché gli ordini professionali, tra un inghippo e l’altro, fossero in grado di stilare un’informativa capace di uniformare le richieste di finanziamento e di inizio dei lavori. Burocrazia permettendo.
    È possibile che nessuno si sia accorto che se non si rientra in città, la ricostruzione non inizia? È possibile che non ci si sia accorti, che continuando a sguazzare in questo vortice senza fondo di spese, stiamo sperperando i fondi della ricostruzione?
    Perché che i cataclismi siano un pozzo senza fondo, nel quale i soliti furbi intrallazzano al solo scopo di ingrossare il proprio portafogli, nessuno avrà il coraggio di negarlo. Tranne logicamente gli intrallazzatori.
    Ed allora, ecco che sarebbe stato necessario avere un Sindaco ed una Giunta, capaci di affrontare l’emergenza e di confrontarsi con la Protezione Civile. Non ne è stato capace Cialente, ed ancor meno ha dimostrato di essere all’altezza, il Presidente di Teramo (non dell’Abruzzo), Gianni Chiodi, capace solo di sfilare nelle varie passerelle senza dare il minimo apporto, ad un problema che sicuramente è molto più grande di lui. Non ha avuto nemmeno l’intelligenza di delegare ad un politico "aquilano", magari capace di operare in sua vece.
    Sicuramente Ottaviano Del Turco, sarebbe stato all’altezza della situazione. Avrei voluto vedere Bertolaso, fare il maestrino con lui: lo avrebbe preso a pedate nel didietro! Ed è appena il caso di fare un inciso per dire a Chiodi, di non permettersi di nominare il consigliere regionale Di Dalmazio (di Teramo), presidente del Tsa
    Ma torniamo a Bomba ed al sindaco Cialente, che si sente soddisfatto per essere riuscito a fare una grossa operazione con la cosiddetta riforma della dirigenza comunale; è convinto, Cialente, che con questa mossa, che non è altro che il minimo indispensabile, per poter "pensare" ad una ristrutturazione della macchina comunale, meriti il plauso dei cittadini aquilani. Ma sbaglia di grosso.
    Pensa, Cialente, di potersi salvare dalla rivolta cittadina, che immancabilmente monterà con i primi freddi, facendo una Giunta di salute pubblica o tecnica, come preferisce chiamarla qualcuno più politicizzato? Se non è zuppa…è pan bagnato, in entrambi i casi sarebbe infatti una giunta "annacquata" e formata, come vorrebbe lui, da dodici assessori. Non ricorda, quando per questo criticava il sindaco Tempesta?
    I problemi della città non si risolvono con le sveltine, capaci solo di appagare la voglia di potere dei soliti personaggi, parcheggiati nelle…liste d’attesa. Non si farebbe altro che prolungare l’agonia di un malato terminale, che si tenta di curare con impacchi di "pannicelli caldi".
    Si era impegnato, Cialente, ad azzerare in tempi brevissimi la Giunta, chiamando a raccolta, attorno al capezzale del Comune, personaggi di comprovate capacità tecniche e di specchiata onesta…intellettuale. Eravamo per questo arrivati al punto di concedergli una prova d’appello, e di dargli ancora quella fiducia che lui, evidentemente non mostra di meritare. E’ arrivata infatti ieri, la notizia della nomina del nuovo consiglio d’amministrazione del Centro Turistico del Gran Sasso, "scelto" con il consumato sistema della vecchia spartizione politica (tipica del manuale Cencelli di democristiana memoria), e con esso, tutte le nostre buone intenzioni sono andate a farsi fottere. Mantenga gli impegni, Cialente…oppure non perdiamo più tempo, e facciamo spazio ad un commissario capace, che traghetti la città fuori da questo pantano e torbidezze amministrative di vario tipo, di cui, ma è un sentire diffuso, ne abbiamo fin sopra i capelli. Per essere gentili.
    Peppe Vespa per L’EDitoriale

    MpL Comunicazione @ 11:19
    Filed under: News MpL

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