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    Giuliante su Gran Sasso

    Posted on giovedì 19 maggio 2011

    In un quadro di complessiva decozione del territorio aquilano, il Gran Sasso è "oggetto" di "attenzione" forse non benevola, che fa il paio con un tentativo di messa in liquidazione con conseguente possibile "fallimento" del CTGS. Una fine ingloriosa per questa montagna, "forse" pianificata, sicuramente appetibile. Molti elementi sembrano corroborare questa tesi. Da circa 2 anni si è scelto di sospendere il pagamento delle forniture pregresse ed abituali, privilegiando il pagamento delle forniture correnti, creando, in tal modo, un contenzioso che ha riscontri economici negativi (moltiplicatore di spese legali) e destabilizza la corretta gestione, rendendo non proponibile sul mercato l’azienda che in tal modo si espone a preannunciate azioni di procedura concorsuale.

    Il patrimonio (lavoratori) costruito in decenni di specifiche esperienze professionali "precarizzato" da questa situazione ed oggetto di imminente cassa integrazione o, nella migliore delle ipotesi, di allocazione in altre aziende rischia di andare completamente perduto con danni irreparabili e irreversibile abbattimento del valore aziendale. A ciò si aggiunga che le strutture alberghiere di Campo Imperatore (tra cui lo storico albergo) hanno subito nell’ultimo anno ingenti danni patrimoniali (milioni di euro?).

    In questo contesto alla scelta di bypassare possibili soluzioni pervenute (progetto di finanza con investimento di 180 milioni di euro ovvero possibile affidamento a società regionale di trasporto pubblico) si è contrapposta in alternativa una inspiegabile indifferenza affiancata da una paralisi circa "scelte altre" che dessero prospettive di recupero, paralisi che ha vieppiù avvicinato l’azienda ad una condizione di disastro totale.

    C’è da sottolineare infine che tre milioni di euro stanziati dalla Regione "rischiano" di perdersi, o meglio si sono ormai persi. Il mese di luglio, scadenza del possibile utilizzo del finanziamento, è arrivato (lavori a Montecristo)! A chi giova? Il Gran Sasso è l’unica parte del territorio montano dell’Abruzzo ad avere caratteristiche (piano d’Area) per una immediata fattibilità di opere atte a a garantire sviluppo economico e occupazionale nel comparto "turismo". L’unico luogo, insomma, dove potrebbero essere immediatamente utilizzati finanziamenti a pronto, nonostante l’inciampo in protocolli di area vasta della cui fattibilità è lecito dubitare. È sicuramente una condizione che sollecita la fantasia di imprenditori rampanti. Se il costo dell’azienda venisse di fatto azzerato da una procedura concorsuale l’azione di un eventuale "privato pronto" consentirebbe un grosso affare! È ciò che si sta pianificando? Per "l’orgoglio aquilano" si è mefistofelicamente trovato il prezzo congruo? In questa città allo sbando, frustrata e frustante, attorniata da squali e squaletti, dalla politica alla finanza, in cui nessuno sembra reagire, step by step rischiamo di svendere tutto…..l’anima no! L’abbiamo già persa!
    Gianfranco Giuliante

    MpL Comunicazione @ 00:06
    Filed under: News MpL

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