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    Giuliante smentisce

    Posted on giovedì 2 aprile 2009

    “Da parte della maggioranza non c’è stata nessuna valutazione negativa  nei confronti del neo commissario del parco Gran Sasso-Laga Arturo Diaconale”.

    È quanto spiega Gianfranco Giuliante, presidente del gruppo consiliare del Pdl: “Abbiamo votato la risoluzione in quanto condividevamo la necessità di impegnare il presidente e la giunta regionale ad attivarsi presso il ministro Prestigiacomo affinché vengano riattivati quanto prima gli organi statutari dell’Ente Parco, permettendo così il regolare funzionamento dell’Ente. Tale situazione, del resto, si trascina – nel Parco Gran Sasso-Laga come negli altri parchi abruzzesi – da molti anni e i vari governi di centrosinistra che si sono succeduti non hanno provveduto alle designazioni di competenza del ministero, sia per quanto riguarda gli organismi tecnici che per quanto attiene alle associazioni rappresentate.


    Dati di fatto che Ruffini non può ignorare, così come dovrebbe sapere che per la nomina di un presidente i tempi tecnici previsti dalle procedure sono di almeno sei/otto mesi e certamente non di due. Inoltre, per quanto riguarda il commissario nominato dal ministro, non è necessario alcun gradimento preventivo e prima di esprimere un giudizio oggettivo sarebbe buona norma quanto meno aspettare di valutarne l’operato.

    “Purtroppo – sottolinea Giuliante – le risoluzioni, sistematicamente presentate all’ultimo minuto e scritte in modo capzioso, non hanno come obiettivo la soluzione responsabile dei problemi ma servono solo ad alimentare polemiche di parte e vagamente etnocentriche se non a sferrare odiosi attacchi personali. Se la richiesta di impegno rivolta al presidente di ripristinare gli organi del Parco, infatti, è pienamente legittima, la premessa dell’articolato appare del tutto artificiosa e strumentale. Si tratta di un giochetto ricorrente nella vecchia politica: se la risoluzione viene approvata, come in questo caso, l’attenzione viene artatamente spostata sulle premesse; se non viene approvata o se il centrodestra esce dall’aula – come nel caso del Centro Oli, sul cui insediamento il pdl ha assunto posizioni inequivoche – si cerca di sostenere che la maggioranza non tiene nella giusta considerazione problematiche politicamente neutre. Da parte nostra – conclude il presidente del gruppo del Pdl – c’è grande disponibilità a confrontarci con la minoranza, ma questa scorrettezza di fondo di certo non aiuta a lavorare in un clima di trasparente collaborazione”.

    MpL Comunicazione @ 12:07
    Filed under: News MpL

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