• Calendario/Archivio

  • novembre: 2020
    L M M G V S D
    « Ott    
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    30  
    Giuliante piccona Piccone

    Posted on martedì 23 giugno 2009

    Tutto ha un termine, anche la pazienza. Quella di Gianfranco Giuliante finisce il giorno dopo referendum e ballottaggio e dopo che tutti si sono lungamente chiesti dove siano finiti gli amministratori regionali e che diavolo stiano facendo. Così il lunedì post-elezioni il capogruppo Pdl in consiglio regionale si scaglia a testa bassa contro il coordinatore del Pdl Filippo Piccone: latitante, scomparso dalla scena politica, inerte e inesistente in campagna elettorale. «Il silenzio che fino ad ora ci siamo imposti diventerebbe complice acquiescenza, rispetto ad una inerzia che si protrae da mesi», dice il capogruppo che rincara la dose: «Da tempo le richieste pressanti di un incontro con Filippo Piccone, da parte dei consiglieri regionali, vengono eluse». Un attacco frontale, necessario perchè non solo Piccone è scomparso dalla scena politica, ma è scomparsa anche la giunta regionale, con consiglio al seguito. E siccome tutto non solo ha un termine ma anche un responsabile, Giuliante punta il dito contro il senatore di Celano. Così se la segreteria regionale del partito non ha ancora provveduto all’elezione degli altri membri, se durante il terremoto non si è tenuta una sola riunione operativa, se il consiglio regionale non ha ancora nominato i commissari negli enti (e con la proroga dello spoil system avrebbe dovuto provvedere entro giugno alla legge di riforma e alla indicazione dei commissari), è colpa del coordinatore Pdl che evidentemente, «non ha ancora deciso». Non fa un bel servizio a Chiodi il capogruppo Pdl, al quale in questo modo affibbia l’etichetta di presidente agli ordini del partito, ma tant’è. «Si sono susseguiti accadimenti importanti e contestualmente devastanti. Mai c’è stata una riunione, una indicazione, un percorso concordato. L’Abruzzo non potrà contare all’infinito su Berlusconi nè su un presidente di regione che da mesi lavora senza sosta nel ruolo istituzionale ed è surrogante sul territorio (insieme a Di Stefano, secondo verità)». Insomma se il partito ha tenuto botta, per Giuliante il merito è di Chiodi e (tra parentesi) anche un pochino del suo ex segretario Fabrizio Di Stefano. Ma la sviolinata va avanti: «Gli unici risultati ottenuti sono ascrivibili all’azione del presidente della Regione». E a Chiodi, Giuliante chiede di promuovere un incontro per sbloccare le nomine alla Regione. «Così non può continuare, anche perchè la pazienza dei consiglieri è ormai al limite».

    Lilli Mandara (il Messaggero)

    MpL Comunicazione @ 13:17
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Privacy policy

    WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com