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    Gioco al massacro

    Posted on venerdì 30 luglio 2010

    E’ in atto un gioco al massacro, che di certo non aiuterà i cittadini a trovare la via della ricostruzione. Almeno con lo sguardo sereno. Berlusconi commissaria i commissari, con altri due vice commissari? Se riuscirà a togliere L’Aquila dalla palude, andrà benissimo, perché gli enti locali sono con la melma fino al collo, è una cosa più grande di loro, ma Massimo Cialente non lo ammetterà mai e rompe i ponti con il Governo, tornassero pure gliela farà vedere lui, perché l’unico motivo per cui non si riparte è la mancanza di fondi, "e ora che arriva la gestione dei fondi, ritorna lo show? L’Aquila non è come Kabul, non siamo in emergenza la Protezione civile a che titolo tornerebbe?" ha dichiarato uno straripante Cialente, nel corso di un’inviperita conferenza stampa, il Sindaco ne fa una questione morale e democratica "che fanno nominano Balducci?" chiamando a raccolta il Paese perché s’indigni contro un atto di forza del Governo, che scippa agli enti locali la ricostruzione, dopo averli strozzati per mesi, senza linee guida e senza il becco di un quattrino. "Abbiamo già dato con le new town, la ricostruzione la faranno gli aquilani". Eppure il via libera ai 19 quartieri dormitorio, lo diede proprio lui.
    Sputa veleno sulla Protezione civile, sui debiti lasciati e ancora da pagare, sui Map, che ne faranno solo una sessantina "solo quelli che abbiamo trovato smontati, continuano però a gestire le donazioni", anche il Piano C.A.S.E., "ha problemi strutturali, progettuali e di gestione, che l’amministrazione non può fronteggiare se non con più personale e risorse". La Gestione per l’Emergenza, per cui Chiodi ha chiesto altri due vice, per il Sindaco non funziona solo perché il personale si divide tra la struttura e l’amministrazione pubblica per cui lavora. Perfino la proposta di spendere subito i due miliardi, sarebbe stata bocciata, "perché per il Governo è solo la garanzia su tutte le abitazioni principali – ha riferito – segno evidente che i borghi e le seconde e terze case, non le vogliono ricostruire". Il Governo lo vuole fare fuori, ha confessato, ma lui non lo permetterà, stanno cercando ogni appiglio, per dimostrarne l’incapacità "ma non ci riusciranno", se arriveranno gli altri vice, ne prenderà atto e deciderà il da farsi in conferenza dei capigruppo. "Ci stanno facendo pagare il fatto di aver riacceso l’attenzione sull’Aquila, il Paese è con noi, dopo aver detto grazie alla Protezione civile ci hanno ripagato con insulti e botte, si alza quindi il vento mediatico sulla città, dando colpa agli enti locali, solo perché vogliono tornare a gestire la ricostruzione". Uno strabordo pieno, che non ha fatto altro che affondare ancor di più, la ricostruzione nella palude dell’immobilismo. Cialente rivendica il ruolo di Sindaco, ma non molla quello governativo, racconta di essere pappa e ciccia con Chiodi, che si sarebbe detto stupefatto per la mossa di Berlusconi, ma non si capisce invece, il reale gioco di Chiodi e quello di Berlusconi, che non avrebbe problemi neanche a sacrificare, un commissario dello stesso partito. La città è ormai scenario lugubre per guadagnare consensi, a fasi alterne viene questa o quella parte politica, per dire che l’altra ha mentito, Massimo Cialente, fino a ieri andava a braccetto con il Governo, prendendo tempo ed assumendo un atteggiamento falso e collaborativo, oggi invece lo trincia, rilanciando la questione morale, restando però ben ancorato nel suo doppio ruolo, che non porterà nulla di costruttivo, se non veleni e reazioni a catena che si abbatteranno sulla pelle dei cittadini, scatenati da un Sindaco, che non è mai stato con la schiena dritta davanti a Guido o a Silvio, e che con il suo incredibile sfogo, si è messo pericolosamente all’angolo. La ricostruzione sta andando malissimo, Massimo Cialente sta ascoltando solo una parte della città, quella che preferisce non contestarlo, scaricando tutto su Berlusconi, pensando che bastano solo strumenti e buona volontà per ripartire, ma non una programmazione concreta; ce n’è un’altra, e non è minima, che prega invece il ritorno di Bertolaso o di Gabrielli, perché vorrebbe decisioni certe, un piano concreto ed una gestione meno confusionaria della ricostruzione, anche al costo di un nuovo autoritarsimo. Un Sindaco in gamba si chiederebbe almeno il perché, e senza troppe chiacchiere cercherebbe la soluzione meno traumatica per tutti.
    MpL Comunicazione @ 15:07
    Filed under: News MpL

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