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    Finanza senza regole/2

    Posted on giovedì 12 aprile 2012

    Come spesso accade, la Chiesa indica la strada all’economia ed alla politica. Il Vaticano è una voce nel deserto. E’ l’unica istituzione politica e morale di livello internazionale che ha una posizione non ambigua sul liberismo e chiede  una “riforma del sistema finanziario e monetario internazionale” in senso etico, “una autorità pubblica universale” che governi una finanza sempre più contro l’uomo e governata da pochi speculatori.

    La politica ha abdicato al suo ruolo. Le conseguenze si vedono: lo scollamento totale tra politici e cittadini. La politica non può più rinunciare a governare la finanza in nome di un “liberismo” senza regole, perché così facendo rinuncia alla sua funzione primaria, che è quella di fare gli interessi delle comunità amministrate.  La Chiesa chiede pertanto “multilateralismo” per una nuova era di “sviluppo sostenibile e di pace”.  Denuncia il rischio che il sistema economico, e quindi istituzionale mondiale, diventi una “torre di Babele” preda di una generazione di tecnocrati che ignora il bene comune.

    Una presa di posizione importante, quella del Vaticano, che vorremmo sentire dall’Unione Europea che, invece, si è genuflessa al “mercato” chiedendo ancora sacrifici e sacrifici alla povera gente.  La Chiesa chiede invece di tornare al “primato della politica sulla economia e la finanza”. E non mancano le proposte concrete:  creare una Banca centrale mondiale che freni gli eccessi del liberismo sfrenato,  causa della attuale crisi.  “Un effetto devastante delle  ideologie liberiste, soprattutto negli ultimi decenni del secolo scorso e nei primi anni del nuovo secolo, è stato lo scoppio della crisi nella quale il mondo si trova tuttora immerso”, si legge nel documento del Vaticano sulla Finanza. “Cosa ha spinto il mondo in questa direzione estremamente problematica anche per la pace? Anzitutto un liberismo economico senza regole e senza controlli. Si tratta di una ideologia, di una forma di “apriorismo economico”, che pretende di prendere dalla teoria le leggi di funzionamento del mercato e le cosiddette leggi dello sviluppo capitalistico esasperandone alcuni aspetti”. “Un orientamento di stampo liberista – reticente rispetto ad interventi pubblici nei mercati – ha fatto propendere per il fallimento di un importante istituto finanziario internazionale [il riferimento è a Lehman Brothers, ndr], immaginando in tal modo di delimitare la crisi e i suoi effetti. Ne è derivata purtroppo una propagazione di sfiducia che ha spinto a mutare repentinamente atteggiamento, sollecitando interventi pubblici sotto varie forme, di enorme portata (oltre il 20% del prodotto nazionale) al fine di tamponare gli effetti negativi che avrebbero travolto tutto il sistema finanziario internazionale”.

    Proprio per evitare gli “effetti devastanti”  apportate dal liberismo economica è necessario instaurare un’autorità mondiale che risolva i problemi dell’economia e della società globale. “In un mondo in via di rapida globalizzazione, il riferimento ad un’Autorità mondiale diviene l’unico orizzonte compatibile con le nuove realtà del nostro tempo e con i bisogni della specie umana. Non va, però, dimenticato che questo passaggio, data la natura ferita degli uomini, non avviene senza angosce e senza sofferenze”. La Chiesa vede inoltre con favore una tassazione internazionale delle transazioni finanziarie che “dovrebbe essere attuata  mediante aliquote eque, ma modulate con oneri proporzionati alla complessità delle operazioni, soprattutto di quelle che si effettuano nel mercato secondario”.  Nulla da eccepire, la Chiesa vede davvero molto oltre la pochezza della attuale politica.

    MpL Comunicazione @ 15:00
    Filed under: News MpL

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