• Calendario/Archivio

  • novembre: 2020
    L M M G V S D
    « Ott    
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    30  
    Fiducia avvelenata

    Posted on giovedì 30 settembre 2010

    Berlusconi non ha più una maggioranza autonoma.  L’appello alla responsabilità fatto dal premier è caduto (quasi) nel vuoto.  Da ieri la vita del Governo dipende dall’appoggio dei finiani e da Raffaele Lombardo. Fini fonderà un nuovo partito, Lombardo ce l’ha già (MPA) ed entrambi semineranno il percorso del premier di trabocchetti ed insidie politiche. Bossi non vuole farsi logorare, e scalpita: elezioni subito.  La fine della legislatura è vicina, questione di mesi.

    Berlusconi ha commesso un grave errore, ha sottostimato il consenso di Fini in Parlamento. Ora è più debole. Ma l’opposizione non è più forte: impossibile fare un governo senza PDL e Lega.  Berlusconi e Fini si leccano le ferite su una montagna di macerie, sul PDL ormai irrimediabilmente  terremotato.

    Soltanto Bossi ha vinto: la sua linea sulle elezioni come "strada maestra" ne esce legittimata ed il Carroccio diventa il vero azionista di riferimento della maggioranza, il coagulo del crescente partito delle elezioni.

    Dopo la sfibrante guerriglia con i finiani, Berlusconi ne esce come un pugile suonato, ma pure Fini ha fatto un vero capolavoro: a parte le fitte ombre della casa di Montecarlo, l’esito politico della sua azione è il rafforzamento della Lega Nord, proprio il contrario di quanto si proponeva nel momento in cui ha acceso le polveri contro Berlusconi.

    E  gli interessi del Paese? Semplicemente accantonati.  I rancori viscerali fra il premier e il presidente della Camera dominano la scena politica.
    Fini alla fine si dimetterà, non per la casa dei Tulliani  ma perché ha fondato un partito. Ed i suoi voti, insieme a Lombardo, Casini e Rutelli, saranno determinanti per nominare il suo successore alla presidenza della Camera. Che non sarà certamente del PDL.

    Ora Berlusconi chiama la sua esigua maggioranza alla responsabilità, alla maturità, alla consapevolezza, dopo che il PDL si è autolesionato in un’estate pazza di attacchi personali e politica ridotta ad uno spettacolo da cabaret.  La  legislatura è sull’orlo del precipizio, indietro non si può andare (impossibile recuperare Fini), davanti ci sono le elezioni che rischiano di sanzionare il clamoroso successo di Bossi e di Grillo (Di Pietro è nervosissimo, perché i sondaggi danno Grillo in ascesa ).

    L’effetto sarebbe un Parlamento ancora più ingovernabile, tra grillini, leghisti e partito del Sud.

    Per il momento si tira a campare perché  non esistono alternative alla coalizione PDL-Lega.  Sono però scattate dinamiche che rendono la crisi irreversibile: a marzo si vota.  Un salto nel buio.

    MpL Comunicazione @ 11:30
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Privacy policy

    WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com