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    Famiglie riducono consumi

    Posted on lunedì 29 agosto 2011

    Gli “scienziati” che continuano a tartassare le famiglie, a partire da Tremonti, ottengono il risultato contrario rispetto all’obiettivo della riduzione del debito. Dato che il debito pubblico non “alto” o “basso” in assoluto, ma solo in riferimento al Prodotto Interno Lordo (PIL), le manovre depressive del PIL, come quelle fatte negli ultimi anni, alla fine aumentano la percentuale del debito sul PIL stesso. Le prime evidenze statistiche sono servite: a partire dal 2009 le famiglie italiane hanno ridotto i consumi riportandoli al livello 1999. Siamo tornati a 11 anni fa, facendo meglio solo della Grecia. La contrazione dei consumi rilevata da unindagine della Confcommercio: su 20 Regioni italiane, la dinamica dei consumi pro-capite indica che solo Friuli Venezia Giulia, Molise e Basilicata segnano livelli di consumi leggermente superiori a quelli di 11 anni fa. Per il resto le famiglie reagiscono alla crisi riducendo i consumi, e riducendo i consumi (con investimenti pubblici fermi), si genera ovviamente disoccupazione e nuova crisi. Il Sud, poi, sempre la Cenerentola, alla faccia delle chiacchiere sull’Unit d’Italia. Secondo la ricerca della Confcommercio negli ultimi anni si riduce il contributo del Sud in termini di consumi rispetto al totale nazionale con una quota che passata dal 27,2% del 2007 al 26,6% del 2011. Risultano, invece, positive le dinamiche delle regioni settentrionali, con quote in lieve aumento sia nel Nord-Est (dal 21,8% al 22,2%) che nel Nord-Ovest (dal 30,1% al 30,6%). Lassociazione dei commercianti, fa, inoltre, notare, che alle deboli performance del Mezzogiorno si associano anche gli effetti del calo demografico registrato in questarea (la quota della popolazione sul totale nazionale scesa dal 36,4% del 1995 al 34,4% del 2011) che hanno determinato il protrarsi del calo dei consumi anche nel 2010. A livello di singole regioni, sottolinea la Confcommercio, nel 2009 tutte fanno registrare una contrazione dei consumi in termini reali con picchi in Calabria (-4,2%), Puglia (-3,6%), Sicilia (-3,2%) e Campania (-3,0%), mentre nel 2010 solo il Nord-Est ha recuperato i livelli di consumo pre-crisi. Per lassociazione in una prospettiva di pi lungo periodo, nel 2017, il Mezzogiorno avr acuito il suo ritardo con una continua riduzione della spesa per consumi rispetto al totale nazionale. E’ ora di cambiare politica economica, ora di pensare a lavoro e sviluppo.

    MpL Comunicazione @ 12:07
    Filed under: News MpL

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