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    Evasione fiscale: non solo repressione

    Posted on martedì 25 luglio 2006

    far funzionare il pubblico è il rimedio vero all’evasione

    Il governo Prodi ha provato a fare le liberalizzazioni, partendo da tasssisti ed avvocati, e dimenticando però che in un paese di corporazioni anche politiche, qual’è l’Italia, le riforme richiedono maggioranze parlamentari ampie e coalizioni di governo coese al loro interno. Ed il Governo Pordi non può contare né sulla prima condizione  (al Senato si governa grazie ai senatori a vita), né sulla seconda (basti vedere lo "spettacolo" della fiducia sull’Afghanistan). 
    Ora il governo dice che andrà avanti, sia sulle liberalizzazioni sia sulla lotta all’evasione fiscale; anche questa cosa buona e giusta da fare, ma difficilissima da realizzare nelle condizioni attuali della maggioranza politica.  Limitando il nostro commento alla questione dell’evasione fiscale, a noi pare che anche in questo caso, così come sulle liberalizzazioni, l’azione del Governo sia improntata a superficialità ed improvvisazione. Cosicché una questione sacrosanta – la lotta all’evasione fiscale – rischia di infrangersi contro le contraddizioni interne allo stesso governo. Alcuni settori importanti della maggioranza, infatti, riconducono la lotta all’evasione ad una "questione criminale". In realtà, quando l’evasione fiscale raggiunge le abnormi proporzioni italiane, è la spia di una profonda malattia, della mancanza di un rapporto di fiducia tra l’Amministrazione pubblica (ivi comprese le sue articolazioni territoriali come le Regioni) ed il cittadino. La forma più efficiente di lotta all’evasione consiste nel far pagare poche tasse (più leggere sole le imposte, maggiore è l’incentivo a pagare) e nel ricostruire alle fondamenta il rapporto fiduciario tra amministratori ed amministrati. La lotta all’evasione non può esaurirsi nel solo momento repressivo, come vuole fare il governo Prodi, ma occorre accompagnarla con azioni incisive che recuperino il rapporto fortemente incrinato tra i "sudditi" ed il "principe".
    Il governo, se vuole fare una lotta efficace all’evasione, deve considerare almeno due elementi. In primo luogo, gli organi preposti agli accertamenti hanno un eccessivo potere discrezionale. Troppe volte si ha l’impressione che le amministrazioni esercitino un potere repressivo con caratteristiche di arbitrarietà e persecuzione. Ad esempio, l’ipotesi contenuta nel pacchetto Visco di ampliare ancora i poteri di intervento dell’amministrazione fiscale è fonte di arbitrio ed ingiustizia, e questo continuerebbe ad alimentare la sfiducia dei cittadini-contribuenti nei confronti dell’Amministrazione.
    Il secondo punto riguarda l’uso dei denari pubblici. Gli sprechi di una politica dotata di apparati sempre più ingordi ed inefficaci, le leggi regionali "ad hoc" che nominano come al tempo di Caligola i cavalli senatori, il parassitismo e l’inefficienza che si annidano nell’impiego pubblico, la scarsa qualità dei servizi pubblici,  costituiscono le ragioni più potenti per cui l’evasione fiscale, in ampi settori sociali, non solo è tollerata ma anzi è pure ritenuta eticamente corretta, come unica forma di reazione contro una classe politica sempre più incapace e lontana dalle esigenze della collettività amministrata. Chi paga le tasse è sempre più considerato come un "fesso".  La lotta all’evasione fiscale sarebbe più semplice e soprattutto più credibile se fosse accompagnata da una decisa volontà di migliorare la politica e bonificare l’amministrazione pubblica. Ma migliorare la politica e bonificare l’Amministrazione, magari licenziando i dipendenti pubblici fannulloni, non ci pare siano argomenti all’ordine del giorno del Governo, né a livello centrale né a livello regionale. Quindi, continueremo a pagare tasse assurde come importo ed odiose come contenuto (ad esempio, l’ICI, una imposta solo italiana, che impone di pagare una sorta di affitto anche sulla propria casa).

    Continueremo quindi ad assistere impotenti allo sperpero dei soldi pubblici; e chi potrà evadere lo farà, con sempre meno rimorsi personali e crescente approvazione sociale.

    Piero Carducci

    MpL Comunicazione @ 04:41
    Filed under: News MpL

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