• Calendario/Archivio

  • aprile: 2021
    L M M G V S D
    « Mar    
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    2627282930  
    Europa genuflessa alla BCE

    Posted on giovedì 16 giugno 2011

    Honor de Balzac diceva che lo sguardo dei banchieri avido e indifferente. Senza offesa per la categoria, certo che la definizione sembra adeguata a descrivere in generale la politica della Bce, Banca centrale europea (Bce). La Bce pone attenzione esclusivamente al valore dellEuro, e quindi la politica della Bce risulta essere avida, ed insieme mostra insensibilit sui problemi dello sviluppo e dei disoccupati in Europa, e quindi la politica della Bce risulta essere indifferente e socialmente irresponsabile. Una politica avida ed indifferente riaffermata oggi, quando la Bce – con la Grecia vicino al fallimento – insiste nel chiedere ulteriori sacrifici a tutti, mantenendo il valore delleuro esageratamente alto sul dollaro.
    Leuro forte, in effetti, sta asfissiando da anni leconomia europea. Ne ha ridotto la capacit competitiva e le esportazioni, ha depotenziato gli effetti positivi della ripresa internazionale, sta penalizzando la fiducia delle imprese e dei consumatori sulla stessa possibilit di una duratura ripresa. La decisione della Bce, di mantenere ingiustificatamente elevato il rapporto euro/dollaro, pure considerata la debolezza della domanda interna, ostacoler ancora laggancio dellEuropa al treno dello sviluppo mondiale.
    LUnione ha smarrito la via della crescita. Quando molti paesi dell’Unione mostrano gravi difficolt, c qualcosa che non funziona. Se a questo aggiungiamo che leconomia europea non marcia come dovrebbe, c troppo che non funziona nelle malandate istituzioni europee. E lEuropa a dover creare le condizioni, affinch in Europa vi sia maggiore crescita. Basta nascondersi dietro il velo delle riforme strutturali, invocate come una foglia di fico per nascondere lincapacit di istituzioni europee totalmente inadeguate. LUnione bloccata, non riesce a realizzare lo sviluppo, dominata da burocrati senza legittimazione popolare, si impegolata in un processo di allargamento fallimentare. Negli ultimi anni, gli Stati nazionali hanno trasferito molti poteri allUnione, senza che ci fosse un nuovo Stato europeo capace di esercitarli in sostituzione. Per fare un esempio, lItalia non ha pi una politica di bilancio, perch c il Patto di stabilit, non ha politica monetaria perch c la Bce, non ha la possibilit di utilizzare molti strumenti di politica economica, perch lEuropa impedisce di usarli.
    Dopo leuro e la primavera delle speranze, lEuropa ha deluso quanti si attendevano sviluppo e prosperit, ed occorre riavviare la macchina europea, innescare il faticoso passaggio dallEuropa monetarista della Bce allEuropa della politica, del lavoro, dei giovani, dei valori.
    Questi problemi sono molto vicini al nostro quotidiano, sono assai importanti anche per lAbruzzo. E difficile governare leconomia regionale in questa fase di transizione europea. Non si pu beneficiare di manovre sul cambio, non si possono dare incentivi alle imprese al di fuori dei cervellotici schemi di Bruxelles, si subiscono crisi aziendali innescate dal supereuro, non si dispone pi dei vecchi poteri di governo delleconomia, e nel contempo non sono nati ancora strumenti nuovi e sostitutivi.
    Mentre lEuropa procede con tempi lunghissimi alla costruzione delle istituzioni comuni, gli altri non stanno certo a guardare. Leuro forte sta danneggiando le esportazioni delle piccole imprese abruzzesi (il tessile in agonia), e contemporaneamente siamo esposti alla forte concorrenza sui costi dei paesi emergenti. Ma difendersi non basta. Occorre agire anche per competere meglio, per muoversi nei flutti della competizione globale, investire di pi nella ricerca e nella formazione, alzare il livello qualitativo delle nostre produzioni, migliorare la classe politica che deve essere attenta alle strategie, ma non occuparsi delle gestioni che devono invece essere lasciate ad esperti e manager competenti. La via abruzzese alla internazionalizzazione stata finora premiata dai risultati ottenuti in settori importanti, si tratta di ricchezza e di preziosa conoscenza che nelle nostre mani. Ora occorre vedere lessenziale, e lessenziale significa saper vedere le priorit e dare subito un segnale per il risveglio delleconomia, puntando alloccupazione stabile dei piani alti della divisione internazionale del lavoro.
    Piero Carducci

    MpL Comunicazione @ 12:23
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Privacy policy

    WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com