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    Ente inutile/2

    Posted on giovedì 11 giugno 2009

    Non è la prima volta che la stampa e la politica si occupano dei misteri di Abruzzo Lavoro, Ente strumentale giuridicamente autonomo ma nei fatti dipendente dal vertice della Direzione Lavoro regionale. Un crocevia di misteri da indagare, un ente dove controllori e controllati si confondono, uno strumento di servizio per i progetti più disinvolti, un crocevia tra Regione e FIRA . Insomma, un Ente ancora tutto da indagare. Riportiamo i principali pezzi pubblicati su questo ente da cancellare:

    "Un bando contestato di Abruzzo Lavoro, ente strumentale della Regione, per tre esperti di "fama nazionale" sta per finire sul tavolo di Philippe Hatt che è l’interfaccia dell’UE per l’Italia per quanto riguarda i fondi FSE. Ma non solo, tra qualche giorno partirà anche un esposto alla Corte dei Conti a firma di Antonio Verini. Qual è il problema?

    Un nuovo concorso chiacchierato, emanato in piena campagna elettorale. Appena 10 i giorni di tempo per candidarsi (dal 3 al 12 dicembre) che tra sabato, domenica e giorno dell’Immacolata si riducono a 7. Ma sono stati ritenuti sufficienti alla direttrice di Abruzzo Lavoro, Rita Del Campo, per selezionare tre esperti «di fama nazionale» da acquisire come componenti del comitato di coordinamento tecnico scientifico, che resteranno in carica fino a giugno 2010.

    Un incarico prestigioso e pochissimo tempo per scegliere se aderire o no, sempre che qualcuno si sia accorto del bando.

    Pochi gli indizi per capire le qualità richieste che devono possedere questi tre geni noti in tutta Italia. Si parla di «esperti dotati di competenze ed esperienze rilevanti e riconosciute a livello nazionale» e di una «collaborazione espletata in piena autonomia, senza vincoli di subordinazione, in via non esclusiva».

    La collaborazione, che andrà avanti fino al giugno 2010 «e comunque prorogabile fino alla fine degli interventi» prevede un corrispettivo di «500 euro per ogni giornata di lavoro back-office», «150 euro per una giornata di lavoro presso l’ente».

    Stipendio molto buono, insomma, che in appena dieci giorni di fatica può fruttare un bel gruzzolo. Chissà fino al 2010. Ma è anche vero che si tratta di alte menti.

    Chi può partecipare? Ecco cosa dice il bando: persone «in possesso di specifiche competenze, riconosciute a livello nazionale ed una significativa esperienza di ricerca nelle tematiche oggetto della selezione», persone «in possesso di almeno 15 anni di esperienza in campo professionale» che siano o siano stati «docenti universitari, direttori responsabili di enti pubblici e privati» e che abbiano «curato pubblicazioni in campo economico e sociale». Vanno bene «monografie, saggi, articoli e libri».

    Ma per fare cosa in Abruzzo Lavoro? Si parla di controllo nei progetti speciali sull’osservatorio del Mercato del lavoro, Sviluppo Locale, Povertà, Capitale Umano, Sicurezza sul Lavoro, Analisi di impatto delle Politiche. I tre saggi devono supervisionare, controllare dall’alto del loro comitato di coordinamento.

    Ma i precari non ci stanno.  Alcuni tra gli sfortunati precari dell’ente che non sono stati riconfermati hanno deciso di scrivere a Philippe Hatt per mostrare che fine fanno i soldi che vengono girati alla Regione e quali decisioni vengo assunte, «per di più in un periodo di transizione». Secondo i precari che hanno scritto al referente dell’Unione Europea «è stata compiuta una scelta iniqua e non fondata su criteri oggettivi» per quanto riguarda la conferma e l’allontanamento dei lavoratori senza contratti a tempo indeterminato. «Peraltro è singolare», si legge nella lettera, «che 7 delle 9 persone confermate permangono da tempo, indisturbate, negli Uffici di Abruzzo Lavoro, sottratte anche alla prova della selezione pubblica indetta dall’Ente nell’agosto/settembre 2007, mentre è strano pensare che proprio gli esclusi, per poter entrare nei ranghi, abbiano dovuto superare quella prova pubblica».

    Paradossalmente, inoltre dei fondi PO FSE 2007/2013, potente strumento di sostegno all’economia abruzzese, ha «una funesta ricaduta, risolvendosi nell’interruzione dei rapporti di lavoro precario per 12 persone, non meno professionali e meritevoli delle altre».

    Nella lettera all’Unione europea si sottolinea anche che le decisioni del consiglio regionale sulla stabilizzazione o meno dei precari sia arrivata «in una fase di rappresentanza istituzionale "residuale", dal momento che a giorni si voterà per il rinnovo degli organismi regionali».

    «Non sappiamo quanto di formalmente ineccepibile ci sia nell’operato di Abruzzo Lavoro», continuano i precari, «ma riteniamo che sensibilità istituzionale e correttezza nell’agire avrebbero dovuto condurre alla conferma in blocco dei 21 precari per un periodo breve, al fine di garantire continuità complessiva all’operato».

    (estratto dal pezzo a firma Alessandra Lotti,  www.primadanoi.it)"

    MpL Comunicazione @ 09:04
    Filed under: News MpL

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