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    Elezioni AQ: grandi manovre (segue…)

    Posted on lunedì 31 ottobre 2011

    Le prossime elezioni di primavera rivestono un’importanza determinante per il nostro futuro. Dopo la fallimentare gestione di “Cialente&Commissari”, dobbiamo necessariamente eleggere il “Sindaco della Ricostruzione”, ovvero l’Amministratore ed il Leader che avrà la massima responsabilità, per almeno cinque anni, nell’avviare finalmente la rinascita economica e sociale della città diruta. Rinascita, abbiamo scritto più volte,  che non deve essere solo edificatoria, ma pure sociale ed economica.

    Non cogliamo quindi nella ricandidatura di Cialente un segnale incoraggiante.  Cialente ha giocato la sua partita, ha tentato di fare il meglio possibile, ma non ha dimostrato, insieme alla sua ciurma indisciplinata,  le doti necessarie a fare il Sindaco né prima,  né soprattutto dopo il terremoto.  Ora il centrosinistra si avvia senza entusiasmo a sostenerlo ancora per un eventuale secondo mandato (ed i suoi consiglieri comunali saranno gli stessi ingestibili di prima). Forse ci sarà qualche schermaglia polemica e qualche fronda al primo turno ma ormai nella sinistra il dado è tratto:  Cialente sarà il candidato, possiamo ritenere, di tutta la Babele del  centrosinistra.  E considerata la “gestione” fatta da Cialente,  la sua ricandidatura non sembra essere una buona notizia per L’Aquila, per essere eufemistici.

    Occorre guardare altrove, occorre un Sindaco che sia insieme un leader politico ed un bravo amministratore. Un Sindaco che dovrà affrontare di petto, dopo l’opaca gestione Cialente ed il fallimento della mega-macchina commissariale, la ricostruzione del centro storico e dei migliaia di compendi gravemente danneggiati siti nel vasto comprensorio aquilano.   Un Sindaco che dovrà imprimere una “vision” strategica all’Aquila, e pure  capace di districarsi tra  legislazioni contorte e strutture iperburocratiche. Un Sindaco  riconosciuto come leader dalla cittadinanza tutta,  che dovrà trovare in questo riconoscimento la forza di saper giocare sugli insidiosi tavoli romani la difficile partita per L’Aquila del futuro.

    Il PDL, invece di volare alto come la situazione avrebbe imposto,  si è incredibilmente impaludato, rinviando il tutto a dopo la fase congressuale.  La selezione del candidato, tra lanci di nomi da bruciare dopo pochi giorni e trappoloni mediatici in mala fede, è diventato  più un duello che non un serio dibattito strategico  sulle prospettive della città e sulla migliore persona e sulla squadra per realizzarle.  Tra tiri mancini, esasperati tatticismi e continue esternazioni mediatiche senza né capo né coda, non è bello lo spettacolo che il PDL, senza bussola e senza mappa, sta dando in queste settimane all’Aquila.

    Se il maggior partito del centrodestra continuerà a  dimostrare di essere incapace di scegliere, la città saprà comunque scegliere.  Non  interessano ai terremotati  giochini e  personalismi. Abbiamo bisogno di un Sindaco vero. Ed il candidato che è insieme leader ed amministratore c’è, è Giorgio De Matteis.  Se De Matteis non va bene a qualcuno, questo qualcuno proponga subito un nome alternativo di persona altrettanto capace e carismatica.

    Se questo nome non c’è, come pare, si proceda in ogni caso all’investitura popolare di De Matteis. Non si possono attendere le calende greche per organizzarsi ed organizzare il consenso necessario a costruire un seria alternativa a Cialente.   La sponsorizzazione di De Matteis da parte di Chiodi è  un problema, ma un problema superabile.  Se le decisioni non arriveranno presto,  De Matteis rischia di partire in salita. E cinque anni ancora di Cialente non possiamo augurarli a nessuno.

    E dato che il PDL non deciderà presto quel che non è stato capace di decidere negli ultimi mesi, deve essere De Matteis a prendere l’iniziativa e varcare il Rubicone.   Si può organizzare un esercito di aquilani di buona volontà, partendo magari con una grande assemblea pubblica.  Se Giorgio è capace di aggregare aquilani,  pezzi del centrodestra e magari pure di allargare la coalizione, e allora che Giorgio sia. Ma subito, in modo che il candidato abbia il tempo materiale di attivare ed organizzare l’insieme di complesse relazioni necessarie ad affrontare una difficilissima competizione.

    Le elezioni aquilane si giocheranno probabilmente al secondo turno, considerata la debolezza di Cialente e la presenza elettoralmente non residuale di almeno due altri candidati.  Tra gli altri sarà in campo LCV, con Vittorini sindaco, il cui consenso è in crescita;  sarà in campo pure il Terzo Polo, in grado di giocare un ruolo primario al secondo turno.  Ebbene, De Matteis deve poter essere operativo al più presto, per avere il tempo di tessere le opportune strategie,  sia per conquistare il terreno delle liste competitive, sia per pianificare le alleanze in ottica secondoturnista. Il tutto con un occhio al miglior programma ed alla migliore squadra per la ricostruzione.

    Il tempo delle tattiche è scaduto. A questo punto occorre andare avanti, per L’Aquila. Chi ostacola De Matteis senza proporre nulla, si assumerà la responsabilità di farci cadere all’indietro ed affogare nel minestrone riscaldato ed indigesto del cialentismo.

    MpL Comunicazione @ 18:17
    Filed under: News MpL

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