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    Duro giudizio dell’Ocse sulla finanziaria

    Posted on martedì 28 novembre 2006

    l’Ocse critica la finanziaria

    L’Organismo internazionale che raccoglie i paesi più industrializzati del mondo, l’Ocse, critica la manovra finanziaria. In sintesi, il giudizio critico degli economisti Ocse riguarda la spesa pubblica su enti locali, pubblico impiego, pensioni e sanità. Troppe tasse e pochi tagli. Una finanziaria pari a circa il 3% del Pil,  poco coraggiosa sulla spesa pubblica improduttiva, che porterà a nuove tasse locali e deprimerà i consumi delle famiglie.  Una finanziaria, dice l’Ocse,  che non  affronta i veri bubboni del bilancio pubblico. Ma a parte questo, che comunque non è argomento di poco conto,  resta la questione di fondo: per risanare stabilmente i conti occorre sviluppo e non bastano le tasse (molte, soprattutto quelle delegate agli enti locali) ed i tagli alla spesa (pochi).  

    A questo si aggiunga la non favorevole evoluzione dell’economia USA, che continua a rallentare.  E qui nascono i problemi, sia perché si ridurrano le esportazioni verso gli Stati Uniti, sia per la politica dell’Euro forte, fortemente voluta dalla Bce che per il timore dell’inflazione, che non c’è, stanno ammazzando la timida crescita economica europea.  Nelle condizioni attuali, di cambio Euro/Dollaro artificialmente elevato, le importazioni Usa diventano esportazioni per cinesi e messicani, e non riescono a divenire esportazioni dell’Unione europea.  L’Euro si è troppo apprezzato  e resta esageratamente forte. Un’economia fondata sulle esportazioni, come la nostra, non può resistere a lungo sotto la duplice scure del cambio troppo elevato e della concorrenza sui prezzi dei paesi emergenti. 

    Piero Carducci

    MpL Comunicazione @ 12:23
    Filed under: News MpL

    One thought on “Duro giudizio dell’Ocse sulla finanziaria”

    1. magister ha detto:

      A tarda sera l’Ocse ha corretto il tiro. In particolare stata rimossa
      la frase “NON C’E’ NESSUN SERIO TENTATIVO DI RIDURRE LA SPESA”
      con un’altra che recita : “IN ITALIA IL CONSOLIDAMENTO E’ PRINCIPALMENTE
      LEGATO A MAGGIORI TASSE E SERVONO PIU’ SFORZI PER LA RIDUZIONE DELLA
      SPESA”. L’ OCSE ha dichiarato di apprezzare le buone intenzioni della finanziaria.
      Ma una domanda bisognerebbe fare all’OCSE, ma quando il rapporto DEFICIT/PIL
      stato portato in pochi anni al 4,8%, tanto che il Governo precedente ha dovuto
      chiedere una deroga per lo sforamento del 3, perch non allora intervenuto…

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